In Australia la RBA alza i tassi al 4,25%, i dati sull’occupazione nei servizi spingono l’USD
06/04/2010, 11:27
L’economia dell’Australia sembra essere in ripresa, tanto che la Banca Centrale del Paese (RBA, Reserve Bank of Australia) oggi ha alzato il tasso di interesse di 25 punti base, portandolo al 4,25%, il massimo da 14 mesi a questa parte. Inoltre non è da escludere la possibilità che ci sia un ulteriore aumento in tempi brevi, dato che la ricchezza complessiva del Paese potrebbe crescere, favorita dalla domanda proveniente dagli stati dell’Asia.
Il Dollaro australiano (AUD) ha subito guadagnato terreno, favorito da quello che è il quinto aumento del tasso in sette mesi, fatto unico nel panorama dei paesi più industrializzati del mondo. Autorevoli analisti si aspettano di vedere il tasso australiano arrivare al 5% prima della fine del 2010. Gli investitori, che si attendevano un rialzo al 4,50% nel mese di maggio, pare abbiano già colto il segnale lanciato dalla RBA. La stessa istituzione bancaria ha fatto sapere di considerare come “normale” un valore del tasso compreso tra il 4,25 e il 4,75%, dato che l’economia è in continua crescita e l’inflazione sotto controllo.
La ripresa dell’economia australiana è stata stimolata dal Governo con una politica aggressiva sia a livello fiscale che monetario, da un sistema bancario stabile e dalla crescente richiesta di beni australiani da parte degli Stati dell’Asia, con la Cina in prima fila.
Dando uno sguardo agli Stati Uniti, ieri sono stati diffusi i dati relativi all’occupazione nel settore dei servizi, ovvero il più importante a livello nazionale, rappresentando quasi il 90% dell’economia Usa. A marzo l’indice ISM non manifatturiero ha raggiunto il valore di 55.4 contro il 53.0 dello scorso febbraio. Tale dato rappresenta il massimo raggiunto da quattro anni a questa parte e il terzo rialzo consecutivo.
Questi dato, che si aggiunge a quello relativo all’aumento dell’occupazione nel settore manifatturiero e a quello della vendita degli immobili, dipinge un quadro in netta ripresa di tutta l’economia degli Stati Uniti, alimentando la fiducia negli investitori.
Il Dollaro statunitense non ha ancora beneficiato della positività dei numerosi dati diffusi a causa della presa di profitto di molti operatori, dovuti alla forza della moneta verde fatta registrare di recente. Basti pensare che l’USD ha toccato il suo massimo da sette mesi a questa parte contro lo Yen giapponese (JPY), su un valore di 94.76Y e anche contro l’Euro (EUR) resta su livelli molto alti, attorno a 1.35$.
Anche il mercato delle materie prime, influenzato dall’ottimismo relativo alla ripresa economica mondiale, sembra dare una mano all’USD. Sono aumentati infatti i prezzi del greggio statunitense (sui massimi da 18 mesi a questa parte), del rame (ai massimi da 20 mesi a questa parte) e pure del palladio, metallo usato nell’industri automobilistica per la produzione di convertitori catalitici. Anche il prezzo dell’oro è aumentato.
I vari segnali relativi al rafforzamento dell’economia americana alimentano le voci di un possibile aumento del tasso di sconto da parte della Federal Reserve, fermo allo 0,75%, dopo l’aumento deciso a febbraio.
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