Borse asiatiche in recupero grazie ai dati economici di Giappone e Nuova Zelanda, focus Forex su CLN e MXN
27/05/2010, 10:41
Buone notizie sono giunte questa mattina dal Giappone e dalla Nuova Zelanda, favorendo un recupero delle Borse asiatiche, dopo l’apertura delle stesse al ribasso, conseguenza della debolezza di Wall Street. I mercati asiatici hanno infatti messo a segno un rimbalzo dopo la diffusione dei dati relativi alla bilancia commerciale del Giappone in aprile, risultata in surplus di una cifra oltre le aspettative. Inoltre le esportazioni hanno segnato l’ennesimo rialzo consecutivo da cinque mesi a questa parte, salendo del 40%, favorite dalla richiesta estera di automobili e oggetti hi-tech, evidenziando una solida crescita della domanda di prodotti nipponici sui mercati globali.
Anche in Nuova Zelanda la bilancia commerciale ha messo a segno un rialzo in aprile, essendo salita di 656 milioni di NZD. Nonostante il calo del 2,2% nelle esportazioni in aprile, dopo il record messo a segno a marzo, i prodotti neozelandesi esportati verso la Cina sono aumentati del 44%.
Ecco dunque che, sulla spinta di questi dati molto positivi, l’indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha guadagnato l’1,23%, pur rimanendo sotto quota 10.000 punti.
Il greggio ha ripreso a salire, arrivando ad essere scambiato a quasi 72$ al barile.
L’oro si mantiene attorno ai 1.210$ l’oncia.
Sul mercato dei Forex resta sempre piuttosto debole l’Euro che, tra le valute principali, è quella maggiormente in difficoltà.
Oggi si attendono importanti notizie provenienti dagli Stati Uniti e relative al PIL del primo trimestre, il cui dato rivisitato dovrebbe evidenziare una crescita del 3,5%. Anche l’inflazione non dovrebbe subire significative variazioni.
Nel frattempo va segnalato che molti investitori puntano sull’esclusione di un aumento del valore del Renminbi cinese (CNY), soprattutto a causa delle difficoltà legate alla crisi del debito sovrano in Europa. La valuta cinese dovrebbe subire un deprezzamento contro il Dollaro USA (USD) nel brevissimo periodo (un mese o poco più) e tale deprezzamento porterebbe ad abbassare le stime di crescita del CNY dal 3% precedente al solo 0,6% su base annua. Tale deprezzamento potrebbe essere visto come molto positivo da parte del Governo di Pechino, dal momento che la crisi dell’Eurozona ha pesantemente danneggiato un’economia molto legata alle esportazioni verso il Vecchio Continente.
Sul mercato dei Forex, considerando valute meno diffuse, può essere utile dare uno sguardo a quanto accaduto ieri al Peso cileno (CLP) e a quello messicano (MXN).
La valuta cilena ha perso valore contro l’Euro a causa del calo delle Borse mondiali e dei prezzi delle materie prime, ma anche per i problemi evidenziati dalle banche spagnole e per le preoccupazioni di un possibile, imminente conflitto tra la Corea del Nord e la Corea del Sud.
Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha fatto sapere che la Spagna sta procedendo troppo a rilento nel rafforzare le proprie istituzioni finanziarie, peggiorando ulteriormente le previsioni, già negative, relative all’economia dell’Eurozona.
La coppia EUR/CLP ieri è stata scambiata attorno a 673.43, dopo l’apertura a 672.44, mentre la coppia USD/CLP si è mantenuta attorno al prezzo di apertura a 546.70.
Il Peso Messicano (MXN) si è indebolito a causa del deprezzamento delle materie prime, dovuto principalmente alla crisi nell’UE, e all’aumento della disoccupazione interna. In particolare il calo nel prezzo del greggio, che rappresenta circa 1/3 del budget nazionale, sta mettendo in crisi le entrate derivanti delle esportazioni. Inoltre la disoccupazione è salita al 5,4% in aprile, in rialzo dello 0,6% rispetto al mese precedente, mentre le previsioni degli analisti andavano nel senso di una diminuzione, seppur minima.
Ieri la coppia USD/MXN è stata scambiata a 12.9879, in rialzo rispetto all’apertura a 12.9864.
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