Archivio della Categoria ‘Report settimanale’
Rapporto settimanale Forex del 29 agosto su valute-azioni-oro e analisi del mercato
La settimana che si è da poco conclusa (dal 23 agosto al 29 agosto 2010) ha fatto segnare un rimbalzo a fine settimana dei mercati azionari, soprattutto grazie ai dati provenienti dagli Stati Uniti. Infatti la revisione del PIL USA, pur avendo fatto registrare un ribasso rispetto al prospettato +2,4%, è risultata in calo minore rispetto alle previsioni, dal momento che il Prodotto Interno Lordo statunitense ha fatto segnare un +1,6% nel secondo trimestre 2010, invece del +1,4% previsto dagli economisti. A dare maggior supporto ai mercati ci ha pensato anche il presidente della Fed, Ben Bernanke che, durante il discorso tenuto al simposio di Jackson Hole dello scorso venerdì, ha sostenuto l’impegno della Federal Reserve nel favorire la ripresa dei mercati USA. Tuttavia l’indice S&P 500 della Borsa di New York ha chiuso la settimana in ribasso dello 0,66%, che sarebbe potuto essere più pesante se non ci fosse stata la ripresa verso la fine.
Forex: rapporto settimanale del 22 agosto. Appuntamenti del calendario economico e analisi dei mercati Forex
La settimana che si è da poco conclusa (dal 16 agosto al 22 agosto 2010) ha fatto registrare uno spostamenteo degli investitori internazionali verso i titoli di stato e il Dollaro statunitense (USD), a scapito delle azioni e delle materie prime considerate a maggior rischio. L’unica materie prima che ha retto è stata l’oro, bene rifugio per eccellenza, mentre il petrolio ha subito un calo nel prezzo dovuto ai forti timori riguardanti un nuovo rallentamente dell’economia globale.
All’inizio della scorsa settimana gli investitori hanno mostrato un’avversione al rischio moderata che però, verso la fine della stessa, è diventata molto forte a seguito del rilascio di alcuni dati riguardanti l’economia statunitense.
Dal punto di vista del mercato Forex delle valute più importanti, il Dollaro canadese (CAD) è risultato essere il più debole, poiché i dati riguardanti l’inflazione hanno raffreddato le speranze di un rialzo dei tassi di interesse da parte della BoC, la Banca Centrale del Canada. Subito dopo il CAD è stato l’Euro (EUR) a deludere, soprattutto dopo le dichiarazioni moderate di Weber, uno dei membri del Consiglio della BCE. Lo Yen giapponese (JPY) si è rafforzato ma non in modo eccessivo, dal momento che gli investitori temono un intervento della BoJ, la Banca Centrale giapponese, per cercare di moderare la forza della moneta nazionale. Sicuramente il Franco svizzero (CHF) è stato quello che si è comportato meglio sul mercato Forex, soprattutto grazie a un valore record della bilancia commerciale e a dati altrettanto forti riguardanti le esportazioni.
Rapporto settimanale Forex del 15 agosto su valute-azioni-petrolio. Calendario economico e analisi del mercato
La settimana che si è da poco conclusa (dal 9 agosto al 15 agosto 2010) ha fatto segnare un ritracciamento dei mercati azionari, con gli investitori internazionali che hanno preferito prendere le distanze dai titoli considerati maggiormente a rischio. L’indice S&P 500 della Borsa di New York alla fine della settimana ha perso il 3,85%. Sono indietreggiati anche i prezzi di petrolio, grano e delle valute più a rischio, soprattutto a causa di dati macroeconomici risultati peggiori rispetto alle aspettative.
I tre fattori più importanti che hanno caratterizzato la scorsa settimana sono stati: per primo l’annuncio da parte della Fed di una politica di espansione quantitativa più soft rispetto alle previsioni, arrivato congiuntamente alla decisione di mantenere i tassi di interesse invariati al minimo storico dello 0,25%. A parte una prima, breve reazione positiva, gl investitori non hanno accolto bene tale decisione, con i mercati che avevano “scommesso” in direzione di una politica di “quantitative easing” più decisa prima della riunione del FOMC, comitato che si occupa dell’indirizzamento della politica monetaria della Federal Reserve. Si è dunque verificata una vendita generalizzata di azioni, accompagnata da un forte rimbalzo del Dollaro USA (USD) che, adesso, potrebbe essere indirizzato verso un trend rialzista o quantomeno mettere a segno ulteriori rally nei confronti delle valute più importanti.
Rapporto settimanale Forex dell’8 agosto su valute-oro-grano. Calendario economico e analisi del mercato
La settimana che si è da poco conclusa (dal 2 all’8 agosto 2010), dal punto di vista Forex, è stata caratterizzata da una generale debolezza del Dollaro USA (USD), che si è accentuata verso la fine della settimana, dopo la diffusione (venerdì) dei dati sull’occupazione negli Stati Uniti.
Tali statistiche hanno infatti aiutato a incrementare le voci speculative in merito a un nuovo piano di espansione quantitativa da parte della Federal Reserve. L’indice dell’USD ha così toccato il proprio minimo a 80,08, per poi chiudere la settimana a 80,41, mentre la coppia EUR/USD ha varcato la soglia di 1,3300, ma solo per un breve periodo, per poi ripiegare e chiudere a 1,3278 e la coppia USD/JPY è calata a 85,01, valore poco al di sopra del minimo del 2009 posto a 84,81.
Forex: rapporto settimanale valute-oro-petrolio del 1° agosto 2010. Calendario economico e analisi del mercato
Durante la settimana che si è da poco conclusa (dal 26 luglio al 1° agosto 2010) il Dollaro USA (USD) ha perso valore contro la maggior parte delle valute internazionali, soprattutto a causa di previsioni meno positive del previsto in merito alla ripresa economica e al calo dei rendimenti dei titoli di Stato USA.
La coppia USD/JPY ha toccato il nuovo minimo dle 2010, andando sotto il livello di 86,00, mentre la coppia EUR/USD ha chiuso la di sopra della resistenza psicologica rappresentata dal valore di 1,3000. Il Dollaro USA ha risentito della diffusione del dato sul PIL del secondo trimestre 2010, cresciuto solo del 2,4% su base annua, ma soprattutto della revisione al ribasso del PIL del triennio 2007-2008-2009. Tale revisione ha messo in luce che la recessione dell’economia statunitense è stata peggiore di quanto si era stimato finora, di conseguenza uscire da questa situazione sarà ancora più difficile. A portare ulteriore pessimismo ci ha pensato anche il Libro Beige della Federal Reserve, nel quale si è sottolineato come la ripresa ci sia, ma sia più lenta di quanto preventivato in giugno. Inoltre, in alcuni dei distretti esaminati, i segnali di ripresa sono nulli se non addirittura indicanti una direzione contraria.
Forex, rapporto settimanale valute-materie prime del 25 luglio. Appuntamenti sul calendario economico
La settimana che si è da poco conclusa (dal 19 luglio al 25 luglio 2010) ha fatto segnare un buon andamento dei mercati azionari mondiali. Il solo indice S&P 500 della Borsa di New York è salito del 3,5% o, se si preferisce, di 38 punti.
Dal punto di vista dei Forex, la scorsa settimana sono uscite particolarmente rafforzare le valute legate alle materie prime, dal momento che è aumentata anche la propensione al rischio da parte degli investitori, soprattutto grazie a dati molto confortanti riguardanti l’economia globale e i guadagni annunciati da parte di alcune grandi compagnie internazionali.
Particolarmente impressionante è stato l’aumento del PIL del Regno Unito del secondo trimestre 2010, cresciuto dell’1,1% rispetto al primo trimestre e dell’1,6% su base annua, mentre ci si attendeva una crescita rispettivamente dello 0,6% e dell’1,1%. Si è trattato del terzo trimestre consecutivo in aumento, soprattutto grazie alla spinta arrivata dall’industria dei servizi, da quella finanziaria e dal settore delle costruzioni. Questi dati, inoltre, lasciano intendere che il Regno Unito sta uscendo dalla recessione più velocemente del previsto. Inoltre la Bank of England (BoE), nelle minute diffuse la scorsa settimana, ha sottolineato la volontà di mantenere invariate le misure volte a stimolare l’economia nazionale.
Forex valute-oro-petrolio: rapporto settimanale del 18 luglio. Calendario economico e analisi del mercato
La settimana che si è da poco conclusa (dal 12 luglio al 18 luglio 2010) ha visto i mercati azionari pagare dazio a causa dei risultati sugli utili di alcune importanti aziende, inferiori rispetto alle previsioni, e ai dati relativi alla fiducia dei consumatori, in particolare negli Stati Uniti, dove si è toccato il livello più basso dal marzo 2009.
Significativo il calo delle azioni di Bank of America, che hanno perso oltre l’8% e spinto al ribasso anche gli altri titoli del comparto finanziario, rendendo praticamente nulli i guadagni dell’indice S&P 500, che alla fine della settimana ha perso l’1,3% (13 punti) e facendo riemergere i timori di una crescita economica troppo lenta per poter fungere da trampolino di lancio per il settore industriale.
Il Dollaro USA (USD) e le materie prime sono state le vittime illustri di un ritorno dell’avversione al rischio da parte degli investitori, spinti a vendere a causa della paura di un importante rallentamento della crescita economica degli Stati Uniti e dall’impressionante recupero dell’Euro (EUR), favorito dal progressivo dissiparsi dei timori relativi alla crisi dell’Eurozona, diffusi fino a poco tempo fa.