Forex: l’inchiesta su Goldman Sachs si allarga, ne risentono valute quali l’USD, JPY e CAD, in calo anche la GBP
20/04/2010, 11:12
Ieri si è registrato un generale indebolimento del Dollaro statunitense (USD) e dello Yen giapponese (JPY) spinti in basso dalle notizie poco rassicuranti riguardanti la ferma volontà di perseguire per frode la banca Goldman Sachs da parte delle autorità degli Stati Uniti e di quelle di Germania e Inghilterra, alle quali potrebbe aggiungersi l’UE, che sospetterebbe un coinvolgimento della banca internazionale nella crisi del debito della Grecia. L’indice Dow Jones ha rimbalzato di più di 70 punti, chiudendo a 11.092, mantenendosi però sopra la soglia degli 11.000. Anche i mercati asiatici sono risultati positivi, con l’indice Nikkei della Borsa di Tokio che ha guadagnato 56 punti. Contemporaneamente è calato il prezzo al barile del greggio, scambiato a 82$, mentre l’oro si è riportato attorno a 1.140. Per ora sembra scongiurato il rischio di una caduta generalizzata avviata dall’inchiesta su Goldman Sachs, anche se c’è il rischio che l’accusa possa coinvolgere anche altre banche.
La crisi del debito greco è sempre al centro delle attenzioni dell’Europa. Sembra infatti che Weber, uno dei candidati alla successione alla presidenza della BCE per il dopo Trichet, abbia informato i parlamentari tedeschi che i 45 miliardi di euro stanziati dall’UE e dal FMI per il piano di salvataggio potrebbero non essere sufficienti. Secondo Weber sarebbero necessari 80 miliardi di euro e comunque la situazione sta peggiorando di giorno in giorno e i numeri di conseguenza. Oggi si attendono dati importanti riguardanti l’inflazione nel Regno Unito e lo ZEW in Germania, importante indicatore del sentimento economico della Nazione. In Inghilterra l’indice dei prezzi al consumo di marzo è atteso in rialzo del 3,2% su base annua, mentre lo ZEW di aprile dovrebbe essere in aumento per la prima volta negli ultimi sette mesi, toccando quota 45.2 punti.
La Sterlina inglese (GBP) è risultata in calo dopo la diffusione di un sondaggio che, per la prima volta nella storia, ha mostrato il partito Liberal Democratico in vantaggio su Conservatori e Liberali. Questo fatto è visto come negativo, dato che i liberal-democratici potrebbero non avere sufficiente forza in parlamento per prendere le misure necessarie per risolvere la difficile situazione economica interna, legata a un debito pubblico in pericolosa crescita. Secondo un sondaggio condotto dal “Financial Times” solamente una vittoria schiacciante da parte dei Conservatori o dei Liberali potrebbe fare in modo che gli investitori ritornino ad aver fiducia nell’economia del Regno Unito.
Da segnalare che lo Zloty polacco (PLN) ha subito un ulteriore deprezzamento dopo l’intervento della scorsa settimana da parte della Banca Centrale, il primo in 12 anni, proprio per evitare l’eccessiva forza della valuta nazionale. Va tenuto presente che una moneta forte ostacola le esportazioni, danneggiando l’economia del Paese. Lo sa bene il Ministro delle Finanze polacco, Ludwik Kotecki, che ritiene ancora troppo forte lo Zloty. La coppia USD-PLN è stata scambiata a 2.8986, dopo aver aperto a 2.8784, mentre la coppia EUR-PLN è stata scambiata attorno a 3.8996, dopo l’apertura a 3.8845.
Spostandosi in Asia, la politica della Cina per calmierare il prezzo degli immobili, spinto artificialmente a livelli ritenuti fuori mercato, sta ostacolando la crescita dei mercati in tutto il continente.
Il Dollaro della Nuova Zelanda (NZD) è risultato in calo soprattutto a causa di alcuni dati relativi allo stato dell’economia interna. Infatti l’indice dei prezzi al consumo è risultato in aumento solo dello 0,4% nei primi 3 mesi del 2010 e del 2% su base annua, mentre ci si attendeva un aumento dello 0,6% per il primo trimestre del 2010 e del 2,3% riferito all’anno. Nella vicina Australia si è invece parlato di un possibile, nuovo aumento del tasso d’interesse a maggio. La coppia AUD-NZD ha subito un forte rimbalzo dopo aver toccato il minimo di 1.2939 ieri.
Passando al Nord America, la BoC (Bank of Canada) ha lasciato il tasso di interesse invariato, al 0,25%, nonostante ci si potesse attendere un aumento dello stesso, visti i dati molto positivi riguardanti l’economia canadese e quella degli Stati Uniti, ad essa strettamente collegata.
Anche il Dollaro canadese (CAD) sta subendo le ripercussioni riguardanti l’inchiesta su Goldman Sachs e il deprezzamento di alcune materie prime, fra le quali il greggio, e azioni. Tuttavia molti analisti ritengono che tale situazione, limitatamente al Canada, sia da considerarsi transitoria, dato che l’economia del Paese gode di buona salute. La coppia USD-CAD è stata scambiata attorno a 1.0200, in rialzo rispetto all’apertura a 1.0149, mentre la coppia CAD-JPY è stata scambiata a 90.06, dopo aver aperto a 90.58.
Analizzando una valuta non di primo piano, il Rand Sud Africano (ZAR) ha subito un brutto colpo a seguito della notizia riguardante l’inchiesta su Goldman Sachs, dal momento che, esattamente come è accaduto per gli assets più rischiosi, anche la valuta sudafricana, considerata “rischiosa”, potrebbe essere oggetto di vendite affrettate da parte degli investitori, nel timore di una consistente perdita di valore. Ecco dunque che la coppia USD-ZAR è stata scambiata ieri a 7.4336, dopo aver aperto a 7.3900, mentre la coppia EUR/ZAR è stata scambiata a 10.0275, dopo l’apertura a 9.9597.
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