Forex: mercati in ripresa dopo le perdite di ieri, l’avversione al rischio spinge a rifugiarsi verso USD e JPY
26/05/2010, 10:59
Sui mercati dei Forex c’è una sostanziale calma dal momento che il sentimento degli investitori pare essersi stabilizzato dopo il rimbalzo di questa notte della Borsa di Wall Street. Infatti sia l’indice Dow Jones che quello S&P500 hanno dapprima toccato i minimi di febbraio, per poi rimbalzare leggermente da quei livelli, essendo ripresi gli acquisti.
Anche le Borse asiatiche hanno seguito lo stesso trend, recuperando terreno dopo le ingenti perdite dei giorni scorsi, con l’indice Nikkei della Borsa di Tokyo che ha chiuso in rialzo dello 0,78%.
Il prezzo del greggio è in rialzo rispetto al minimo di 2 giorni fa, ma non è ancora riuscito a rimanere sopra i 70$ al barile. In recupero anche l’oro che viene scambiato al di sopra del livello 1200 dollari l’oncia. Oggi potrebbe essere una giornata di consolidamento, dal momento che sembra essere diminuita l’avversione al rischio sui mercati internazionali.
La Bank of Japan (BoJ) diffonderà i verbali del meeting dello scorso 30 aprile, dai quali dovrebbe emergere la volontà da parte dei membri di rafforzare ulteriormente i fondamentali del Paese per dare una spinta significativa alla crescita economica.
Va aggiunto che, probabilmente, una delle cause della volatilità odierna è da ricercarsi in quanto sta accadendo sui mercati dei titoli di stato. Infatti i rendimenti a 10 anni sono calati dal 4,014% di aprile al 3,098% di ieri e si stanno consolidando verso il minimo dello scorso ottobre (3,106%). E’ probabile che un nuovo rally nei confronti di bonds di stati “sicuri”, come per esempio il Giappone, possa portare al consolidamento dei rendimenti al 3,1%. Altro fattore da considerare sarà la capacità dell’indice Dow Jones di rompere o meno la soglia rappresentata dai10200 punti di valore.
Intanto ieri Il Dollaro australiano (AUD) ha continuato il suo declino contro il Dollaro USA (USD) e contro l’Euro (EUR) dal momento che la crisi del settore bancario spagnolo e il rischio di conflitto armato tra Corea del Nord e Corea del Sud ha destabilizzato pesantemente i mercati.
L’estensione della crisi economica nell’Eurozona ha immediatamente costretto la National Australia Bank (NAB) ha rivedere le proprie previsioni in merito al raggiungimento della parità con l’USD durante il 2010. La previsione attuale è quella di 0,90$ per Dollaro australiano.
Ieri la coppia AUD/USD è calata fino a 0.8214m dopo aver aperto a 0.8264, mentre la coppia EUR/AUD è stata scambiata a 1.5010, in rialzo rispetto all’apertura a 1.4964.
Sempre ieri il Dollaro canadese (CAD) ha sofferto delle notizie negative provenienti dai mercati azionari e da quelli delle materie prime, con particolare riferimento al petrolio, principale prodotto d’esportazione del Canada. L’indice MSCI azionario mondiale è infatti risultato in calo dell’1,5% e i futures sul greggio hanno perso il 3,1%, attestandosi a 68,06$ per barile.
Molti analisti ritengono che i problemi del sistema bancario europeo siano la prova della sottovalutazione della gravità della crisi economica dell’Unione Europea.
Ieri la coppia USD/CAD è stata scambiata attorno a 1.0762, in rialzo rispetto all’apertura a 1.0625, mentre la coppia EUR/CAD è stata scambiata a 1.3219, dopo aver aperto a 1.3142.
Quella di ieri è stata una giornata negativa anche per il Dollaro neozelandese (NZD), che ha perso nei confronti dell’USD, tornato ai minimi del luglio 2009. Gli investitori, in allerta per le notizie provenienti dalla Spagna e dalla penisola coreana, pare siano alla ricerca di investimenti “sicuri” e stiano dunque puntando su valute di salvataggio, quali lo Yen giapponese e il Dollaro statunitense. L’unica buona notizia per la Nuova Zelanda sembra provenire dal fatto che Fonterra, multinazionale del settore caseario, pagherà di più le aziende agricole neozelandesi per prodotti derivati del latte.
Ieri la coppia NZD/USD è stata scambiata a 0.6589, dopo aver aperto a 0.6761.
Notizie negative sono arrivate invece per il Rand sudafricano (ZAR), che ha perso nei confronti del Dollaro americano, di fatto cancellando i guadagni degli scorsi giorni. Le cause? La preoccupazione derivante dalla crisi del debito sovrano in Europa e le due settimane di sciopero in settori chiave dell’economia del Sud Africa.
Tuttavia oggi dovrebbero giungere buone notizie, con la diffusione dei dati relativi alla crescita economica, attesa in significativo e rapido aumento. Tale dato potrebbe aiutare il Rand nel breve periodo.
Ieri la coppia USD/ZAR è stata scambiata a 7.972, dopo l’apertura a 7.831.
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