Forex: rapporto settimanale del 22 agosto. Appuntamenti del calendario economico e analisi dei mercati Forex
22/08/2010, 23:56
La settimana che si è da poco conclusa (dal 16 agosto al 22 agosto 2010) ha fatto registrare uno spostamenteo degli investitori internazionali verso i titoli di stato e il Dollaro statunitense (USD), a scapito delle azioni e delle materie prime considerate a maggior rischio. L’unica materie prima che ha retto è stata l’oro, bene rifugio per eccellenza, mentre il petrolio ha subito un calo nel prezzo dovuto ai forti timori riguardanti un nuovo rallentamente dell’economia globale.
All’inizio della scorsa settimana gli investitori hanno mostrato un’avversione al rischio moderata che però, verso la fine della stessa, è diventata molto forte a seguito del rilascio di alcuni dati riguardanti l’economia statunitense.
Dal punto di vista del mercato Forex delle valute più importanti, il Dollaro canadese (CAD) è risultato essere il più debole, poiché i dati riguardanti l’inflazione hanno raffreddato le speranze di un rialzo dei tassi di interesse da parte della BoC, la Banca Centrale del Canada. Subito dopo il CAD è stato l’Euro (EUR) a deludere, soprattutto dopo le dichiarazioni moderate di Weber, uno dei membri del Consiglio della BCE. Lo Yen giapponese (JPY) si è rafforzato ma non in modo eccessivo, dal momento che gli investitori temono un intervento della BoJ, la Banca Centrale giapponese, per cercare di moderare la forza della moneta nazionale. Sicuramente il Franco svizzero (CHF) è stato quello che si è comportato meglio sul mercato Forex, soprattutto grazie a un valore record della bilancia commerciale e a dati altrettanto forti riguardanti le esportazioni.
L’andamento del Dollaro USA (USD) continua a essere strettamente legato a quello dell’indice azionario della Borsa di Wall Street, tanto che, quando la scorsa settimana il Dow Jones ha iniziato a calare, ha fatto lo stesso anche l’USD, che nella prima parte della settimana era riuscito a muoversi verso un consolidamento. Inoltre la diffusione del dato riguardante la richiesta di sussidi di disoccupazione, ripiombati a quota 500mila, ha pesato notevolmente, così come il valore dell’indagine condotta dalla Philadelphia Fed, che ha fatto registrare un valore di -7,7 punti, il peggiore dal luglio 2009. In generale sembra essere tornato il timore di una recessione “double dip”, che pareva essere scongiurato. Il rendimento dei titoli di stato a 10 anni è rimasto sotto pressione per tutta la settimana, chiudendo attorno al livello 2,6%.
L’Euro (EUR) non è stato favorito dalle dichiarazioni di Weber, membro della BCE e possibile successore di Trichet alla presidenza dell’Istituto europeo, riguardanti l’incertezza della situazione relativa alla disponibilità di liquidità dopo le misure adottate dalla Banca Centrale Europea per sostenere la ripresa economica. Ecco dunque che la coppia Forex EUR/USD è calata andando oltre il minimo della settimana precedente (1,2733) e anche i rendimenti dei titoli di stato tedeschi a 30 anni hanno raggiunto livelli negati record.
La Sterlina inglese (GBP), soprattutto se paragonata all’EUR, è risultata essere piuttosto stabile, anche a seguito della diffusione dei resoconti della riunione della BoE, la Banca centrale britannica, durante la quale si era deciso di mantenere invariati allo 0,5% i tassi di interesse. Tali rapporti hanno però evidenziato come la Bank of England non sia del tutto indifferente a possibili rialzi dei tassi a breve, anche se, alla fine, i voti per mantenere gli stessi invariati sono stati 8 contro 1.
Lo Yen giapponese (JPY) abrebbe invece potuto guadagnare di più contro praticamente tutte le valute più importanti, ma i possibili guadagni sono stati ridotti dal timore di un intervento della BoJ, la Banca Centrale nipponica, per cercare di porre un freno alla forza della moneta sui mercati internazionali. Lo JPY, comunque, dovrebbe continuare il suo rally anche la prossima settimana.
Detto della forza del Franco svizzero (CHF), va sottolineata la volatilità del Dollaro australiano (AUD) a seguito dell’incertezza dovuta all’esito delle elezioni politiche che si sono svolte durante questo fine settimana, una volatilità che potrebbe proseguire anche durante la prossima settimana.
Il calendario economico della prossima settimana presenta alcuni eventi che potrebbero influire in modo significativo sul valore delle valute scambiate sul mercato Forex.
L’attenzione si concentrerà sulla revisione dei dati sul PIL di Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti, ma anche sull’indice PMI (indice dei direttori degli acquisti) dell’Eurozona e sulla vendite nel settore immobiliare USA. Attenzione che dati negativi riguardanti l’economia statunitense potrebbero aumentare ulteriormente l’avversione al rischio da parte degli investitori internazionali.
Ecco il calendario economico con gli eventi più importanti di ogni giorno della prossima settimana:
Lunedì
Svizzera: massa monetaria di luglio. Precedente: +7,7%
Europa: indice PMI dell’Eurozona di agosto. Previsione: 56,3 / Precedente: 56,5
Europa: indice della fiducia dei consumatori nell’UME di agosto. Precedente: -14
Martedì
Nuova Zelanda: aspettative sull’inflazione nel terzo trimestre 2010. Previsione: +2,6% / Precedente: +2,8%
Gran Bretagna: numero di mutui concessi per l’acquisto di case a luglio. Previsione: 34.000 / Precedente: 34.800
Canada: indice delle vendite al dettaglio a giugno. Precedente: -0,1%
Stati Uniti: vendite di case esistenti a luglio. Previsione: -2,1% / Precedente: -5,1%
Stati Uniti: indagine Richmond Fed di agosto. Precedente: 16
Mercoledì
Australia: indice Conference Board di giugno. Precedente: 0,3%
Europa: indice IFO della Germania di agosto. Previsione: 105 / Precedente: 106,2
Stati Uniti: ordinativi di beni durevoli in luglio. Precedente: -1%
Stati Uniti: indice dei prezzi delle case a giugno. Precedente: +0,5%
Stati Uniti: vendite di case nuove a luglio. Precedente: 23,6%
Giovedì
Giappone: indice CPI di luglio. Precedente: -1,5%
Svizzera: occupazione nel secondo trimestre 2010. Precedente: +0,1%
Stati Uniti: richieste di sussidi di disoccupazione in agosto. Precedente: 500.000
Venerdì
Gran Bretagna: PIL del secondo trimestre 2010. Precedente: +1,1%
Stati Uniti: PIL del secondo trimestre 2010. Precedente: +2,4%
DISCLAIMER: i consigli che trovate in questo articolo devono essere presi come tali. Pur rimanendo convinti della validità dei suggerimenti, lo Staff di online-forex-trading.it non si assume alcuna responsabilità per eventuali investimenti errati derivanti da tali consigli.
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