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PostHeaderIcon Forex, rapporto settimanale: EUR e USD pagano incertezze legate al debito pubblico, salgono JPY, CHF, NZD, AUD e GBP

31/07/2011, 00:15

Rapporto Forex: settimana dal 25 al 31 Luglio 2011La settimana che si è appena conclusa (dal 25 al 31 Luglio 2011) ha visto dominare l’incertezza sui mercati globali, a causa dei problemi legati al debito pubblico che stanno attanagliando sia gli Stati Uniti che i Paesi periferici dell’Unione Europea.

A beneficiare di tutta questa situazione sono stati, dal punto di vista del mercato Forex, le valute considerate “sicure”, come lo Yen giapponese (JPY) e soprattutto il Franco Svizzero (CHF), mentre tra le materie prime l’oro ha continuato a crescere. In particolare durante la settimana l’impennata delle quotazioni del CHF contro il Dollaro USA (USD) e l’Euro (EUR) è stata notevole, dal momento che la valuta svizzera è andata oltre il 4% contro l’USD e oltre il 3,7% contro l’EUR.

Guardando a quanto accaduto nel Vecchio Continente, si è assistito a un aumento dei rendimenti dei titoli di stato dei Paesi periferici che ha spazzato via l’euforia della scorsa settimana, successiva al vertice europeo, durante il quale si era trovata una soluzione per ristrutturare il debito della Grecia e concedere nuovi aiuti economici al Governo di Atene.
In particolare ci sono seri dubbi in merito alla revisione dell’EFSF (European Financial Stabilty Facility), il fondo di salvataggio europeo reso più flessibile e teoricamente più efficace, ma il cui valore sembra insufficiente, soprattutto nella prospettiva di dover intervenire anche per le situazioni a rischio di Spagna e Italia. In settimana il rendimento dei titoli di stato spagnoli è schizzato a oltre il 6% e lo Stato iberico rischia un nuovo downgrade. In particolare il bond spagnolo a 10 anni è a soli 90 punti base dal fatale 7%, livello costato caro a Grecia, Irlanda e Portogallo, avendo fatto da preludio al default. Anche alcuni dati macroeconomici riguardanti proprio la Spagna sembrano aver evidenziato l’esistenza di un’economia europea a due velocità. Infatti  la disoccupazione spagnola, pur essendo diminuita a Luglio, resta a un preoccupante 20,89%, mentre l’inflazione è al 3,1%, contro il +6,3% della Germania, vera locomotiva europea, nella quale la disoccupazione è calata per la 25esima volta consecutiva.
Inevitabilmente l’Euro ha pagato dazio sul mercato Forex, soprattutto contro il Franco svizzero, tanto che la coppia EUR/CHF ha toccato un nuovo record al ribasso, avendo toccato il valore di 1,1300. La moneta unica europea ha però retto contro l’USD, soprattutto perchè gli investitori sono parsi molto preoccupati e indecisi a causa del possibile, anche se improbabile, default degli Stati Uniti.


Proprio negli USA preoccupa l’avvicinarsi del 2 Agosto, data che segna un’importante scadenza tecnica ed entro la quale democratici e repubblicani dovranno arrivare a un accordo bipartisan sull’innalzamento del tetto del debito e sulla riduzione della spesa pubblica per evitare che la più grande potenza economica mondiale dichiari default. Il piano proposto dal repubblicano John Boehner, dopo essere passato alla Camera, è stato bocciato al Senato. Ora il Presidente Obama ha auspicato il raggiungimento di un accordo a tutti i costi, cosa che probabilmente avverrà all’ultimo minuto con il probabile innalzamento del tetto del debito USA. Sarà poi interessante capire come i mercati accoglieranno tale provvedimento e, soprattutto, se le agenzie di rating opereranno un downgrade del debito usa o minacceranno di farlo.
La situazione dell’economia statunitense resta sempre in bilico, dal momento che lo scorso venerdì sono stati diffusi i dati riguardanti il PIL, con una crescita relativa al primo trimestre 2011 rivista al ribasso allo 0,4% dal +1,9% precedente, mentre per il secondo trimestre si prevede una crescita piuttosto lenta al +1,3% su base annuale. Restano quindi possibili nuovi stimoli all’economia da parte della Fed che, per bocca del suo Presidente, Ben Bernanke, ha comunque già fatto sapere di restare sempre vigile e pronta ad intervenire in caso di necessità.

Tornando verso l’Europa, e guardando la situazione del Regno Unito, in settimana sono stati pubblicati i dati relativi al PIL del secondo trimestre 2011, salito di un misero 0,2%. Tuttavia questo dato, secondo quanto riferito dall’Istituto Nazionale di Statistica di Sua Maestà, risulta pesantemente condizionato da alcuni eventi particolari, quali le ripercussioni dello tsunami in Giappone e il blocco delle attività dovuto al matrimonio reale. Secondo le stime, infatti, la crescita sarebbe potuta essere superiore, attorno allo 0,7%, valore che sarebbe stato valutato dagli investitori più positivamente di quanto non sia accaduto in effetti. In realtà altri dati macro non sembrerebbero autorizzare all’ottimismo relativo all’economia britannica.
Sul Forex la Sterlina britannica (GBP) è risultata in crescita contro l’USD, arretrando però contro il CHF e il Dollaro australiano (AUD). Questo trend dovrebbe essere anche quello che caratterizzerà il breve periodo.

Spostandoci in Asia e nella zona del Pacifico, dal punto di vista del mercato FX sia il Dollaro australiano (AUD) che quello neozelandese (NZD) hanno fatto registrare livelli record contro la moneta statunitense e anche lo Yen giapponese ha fatto segnare importanti rialzi contro l’USD. A sostenere queste valute, oltre che l’incertezza riguardante il debito USA, ci hanno pensato alcuni dati relativi alle rispettive economie domestiche. Per esempio l’inflazione australiana, nel secondo trimestre 2011, è salita dello 0,9%, mentre ci sia attendeva un +0,7%. L’indice dei prezzi al consumo in Nuova Zelanda è aumentato dell’1%, superando le stime che si erano attestate a un +0,8%.  In questo modo aumentano le probabilità di un ritocco al rialzo dei tassi ufficiali di interesse nel breve periodo da parte delle rispettive Banche Centrali. Rialzo che, nel caso della Reserve Bank of Australia, probabilmente non avverrà la prossima settimana, quando verrà presa una decisione in merito ai tassi, che dovrebbero rimanere al 4,75%, ma ci si attende un comunicato con toni tali da lasciar intuire possibili ritocchi nel breve.

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