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PostHeaderIcon Forex, rapporto settimanale: le Banche Centrali sostengono EUR, CHF, USD e JPY, è passata la bufera?

14/08/2011, 00:09

Rapporto Forex: settimana dall'8 all'11 Agosto 2011Non solo in questa ultima settimana (dall’8 al 14 Agosto 2011), ma anche nella precedente si è assistito a importanti interventi delle banche centrali a difesa, di volta in volta, dell’Euro (EUR), del Dollaro USA (USD), del Franco svizzero (CHF) e dello Yen giapponese (JPY), tutte valute messe in seria difficoltà dai recenti sviluppi dell’economia mondiale.

Nella passata settimana si è così vista la BCE intervenire a sostegno di Spagna e Italia, alle prese con problemi seri legati al debito pubblico. In questo modo i rendimenti dei titoli di stato a 10 anni dei due Paesi dell’Eurozona sono scesi di nuovo sotto la soglia del 5%.
La Fed statunitense ha dato il proprio contributo annunciando il blocco del tasso ufficiale di interesse attorno allo 0% fino alla metà del 2013, contribuendo in tal modo a dare maggior certezze agli investitori. Tuttavia tale mossa conferma anche la difficoltà della ripresa dell’economia USA e di quella globale.
Anche la Swiss National Bank e la Bank of Japan sono intervenute per cercare di indebolire le rispettive valute sul Forex. Le due banche centrali hanno fatto capire di essere pronte e intervenire ulteriormente e in altro modo per supportare le rispettive economie, prospettiva accolta anche dalla Bank of England.

Ecco quindi che, a livello globale, il peggio sembra essere passato, ma le perdite verificatesi sui vari mercati in queste due ultime settimane sono state sicuramente ingenti e repentine.
Volendo avere una visione ottimistica della situazione, tali ribassi potrebbero essere visti da molti investitori, sia a livello Forex che sui mercati azionari e obbligazionari, come un’opportunità di ritorno agli acquisti in vista di futuri rialzi che, tuttavia, non sono ancora certi, o meglio sono ancora più incerti del solito.
Potrebbe essere una buona idea puntare sulle valute legate alle materie prime, come il Dollaro australiano (AUD), quello canadese (CAD) o quello neozelandese, mentre il Dollaro USA è probabile continui a mantenersi debole, essendo strettamente legato ai flebili segnali di ripresa dell’economia interna.
Attenzione anche a possibili, significativi rimbalzi, visto che per molti si è toccato il fondo e ora la prospettiva è quella di risalire.

Guardando al mercato Forex della scorsa settimana, lo Yen giapponese (JPY) è stata la valuta che si è comportata meglio di tutte, con un guadagno andato oltre il 2% contro l’USD, mentre le altre valute principali hanno sofferto contro la moneta statunitense. Lo Yen è sembrato a molti investitori come il “rifugio” migliore, anche più di oro e CHF, in una situazione di estrema incertezza e volatilità sui mercati.
La Bank of Japan si è vista costretta a effettuare un intervento unilaterale da record (4,5 Trilioni di JPY) per rendere stabile la situazione sul Forex e si è dichiarata sempre vigile e pronta a intervenire per il futuro. Internamente la situazione economica giapponese non è certo delle più brillanti, dal momento che il PIL del primo trimestre è risultato essere in calo dello 0,9% e le previsioni per i dati relativi al secondo trimestre 2011, che verranno pubblicati la prossima settimana, sono per un calo dello 0,6%. Per questo motivo uno Yen forte viene visto come ulteriore ostacolo alla ripresa, dal momento che finirebbero per essere penalizzate le esportazioni.

La Banca Centrale svizzera ha messo in atto una serie di misure per rallentare l’apprezzamento del Franco svizzero (CHF), riuscendoci parzialmente. La notizia che più ha contribuito a deprezzare la moneta svizzera è stata quella di un probabile legame fisso nel cambio CHF/EUR, cui si è sommata anche quella di una possibile tassa dell’1% sui depositi in franchi. In realtà il tasso di cambio fisso CHF/EUR sembra possa essere una misura estrema, da adottarsi solo nel caso in cui la Swiss National Bank non dovesse riuscire a influenzare in altro modo il mercato Forex, mentre è più probabile l’adozione della tassazione all’1% dei deposito in CHF che, di fatto, considerato il valore del tasso di interesse svizzero prossimo allo 0%, porterebbe di per sé a un rendimento negativo per i depositi in franchi. Per questi motivi è prevedibile, nel breve periodo, un ulteriore calo del valore del CHF sul Forex.

In questa situazione di estrema volatilità e di costante incertezza, è possibile che l’andamento delle principali valute, in particolare AUD, NZD, CAD, CHF, JPY e forse anche USD, possa essere strettamente legato e andare nella stessa direzione di quello dell’indice S&P500 della Borsa di Wall Street, del rendimento dei titoli di stato USA a 10 anni, dell’oro e del petrolio. In particolare attenzione a possibili rotture, sia verso l’alto che verso il basso, dei supporti tecnici, che sarebbero da considerare significativi segnali.

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