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PostHeaderIcon Forex, rapporto settimanale valute-materie prime del 25 luglio. Appuntamenti sul calendario economico

25/07/2010, 23:14

La settimana che si è da poco conclusa (dal 19 luglio al 25 luglio 2010) ha fatto segnare un buon andamento dei mercati azionari mondiali. Il solo indice S&P 500 della Borsa di New York è salito del 3,5% o, se si preferisce, di 38 punti.
Dal punto di vista dei Forex, la scorsa settimana sono uscite particolarmente rafforzare le valute legate alle materie prime, dal momento che è aumentata anche la propensione al rischio da parte degli investitori, soprattutto grazie a dati molto confortanti riguardanti l’economia globale e i guadagni annunciati da parte di alcune grandi compagnie internazionali.
Particolarmente impressionante è stato l’aumento del PIL del Regno Unito del secondo trimestre 2010, cresciuto dell’1,1% rispetto al primo trimestre e dell’1,6% su base annua, mentre ci si attendeva una crescita rispettivamente dello 0,6% e dell’1,1%. Si è trattato del terzo trimestre consecutivo in aumento, soprattutto grazie alla spinta arrivata dall’industria dei servizi, da quella finanziaria e dal settore delle costruzioni. Questi dati, inoltre, lasciano intendere che il Regno Unito sta uscendo dalla recessione più velocemente del previsto. Inoltre la Bank of England (BoE), nelle minute diffuse la scorsa settimana, ha sottolineato la volontà di mantenere invariate le misure volte a stimolare l’economia nazionale.


Anche gli indici PMI di alcuni Stati europei e l’indice IFO della Germania sono risultati ben oltre le previsioni. A dare ancora più fiducia al Vecchio Continente e dell’Euro ci hanno pensato anche i risultati degli stress-test diffusi lo scorso venerdì, dai quali solo 7 banche sulle 91 coinvoltre sono risultate nella necessità di una ricapitalizzazione. In generale, dunque, il sistema finanziario europeo ha dimostrato di poter reggere bene in caso di peggioramenti estremi della situazione economica, anche se molti economisti hanno valutato poco attendibili tali prove, ritenendo troppo “soft” gli scenari prefigurati. In ogni caso c’è curiosità per capire come reagiranno le Borse europee, ormai chiuse quando sono stati diffusi i risultati degli stress-test, dopo il comportamento positivo di Wall Street e dell’Euro sui mercati valutari.

In settimana la Bank of Canada ha deciso di alzare dello 0,25% i tassi di interesse nazionali, con l’intenzione di prendere in considerazione anche una graduale riduzione degli stimoli alla politica monetaria. In ogni caso l’andamento del Dollaro canadese (CAD) sui Forex resterà di certo molto legato ai dati economici che verranno diffusi nelle prossime settimane.

Unica nota “negativa” della settimana è stata la relazione del Presidente della Fed, Ben Bernanke, di fronte al Congresso degli Stati Uniti. Il numero uno della Federal Reserve ha tenuto a sottolineare come l’outlook sull’economia resti piuttosto incerto e come l’andamento dei mercati finanziari negli ultimi mesi sia diventato sempre meno di supporto alla crescita economica. Bernanke ha pure fatto notare che il mercato immobiliare USA resta piuttosto debole e che occorrerà un significativo lasso temporale prima che il mercato del lavoro possa riprendersi. Per questi motivi la Fed si è detta pronta ad adottare ulteriori misure di sostegno per favorire la ripresa economica degli Stati Uniti.

Il calendario economico della prossima settimana presenta alcuni eventi che potrebbero influire in modo significativo sul valore delle valute scambiate sul mercato Forex.

Lunedì,  dall’Australia si attende la variazione percentuale dei prezzi alla produzione nel secondo trimestre del 2010, attesi in aumento dello 0,8% contro l’1% del precedente rilevamento.
Dal Regno Unito si conoscerà l’indice dei prezzi del settore delle costruzioni a luglio, da confrontare col il +8,7% di giugno.
Dagli Stati Uniti sarà interessante verificare la variazione delle vendite di case nuove a giugno, con un atteso aumento del 5%, dopo il -32% fatto registrare a maggio.

Martedì, dall’Australia si apprenderà il valore dell’indice Conference Board di maggio, dopo il +0,1% di aprile.
La quotazione dell’Euro potrebbe essere influenzata dal dato sulle vendite al dettaglio in Germania a giugno.
Dagli Stati Uniti verranno resi noti l’indice Shiller delle costruzioni di case di maggio (+3,8% ad aprile), l’indice della Richmond Fed di luglio, atteso a 23,5 dopo il 23 di giugno, e l’indice della fiducia dei consumatori a luglio, atteso a 53, dunque in leggerissimo aumento rispetto al 52,9 precedente.

Mercoledì,  dall’Australia si apprenderà la variazione percentuale dei costi alla produzione (CPI) del secondo trimestre 2010, attesi in aumento dello 0,7% dopo lo 0,9% precedente.
Dalla Nuova Zelanda ci si attende la decisione della Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) sui tassi di interesse.
Dagli Stati Uniti si conoscerà la variazione delle scorte di beni durevoli a giugno, attese in aumento dell’1,1% dopo il +0,9% di maggio.

Giovedì, l’Euro potrebbe beneficiare delle cifre sulla disoccupazione in Germania a luglio, con un calo di 5.000 unità dopo il -21.000 di giugno. Inoltre si conoscerà l’indice della fiducia dei consumatori dell’Unione Monetaria Europea di luglio, il cui valore andrà confrontato con il 98,7 di giugno.
Dal Giappone sarà diffusa la variazione percentuale dell’indice CPI di giugno e quella della produzione industriale dello stesso mese.
Infine dagli Stati Uniti si conosceranno i contenuti del Beige Book della Federal Reserve, importante per capire l’orientamento dell’economia statunitense.

Venerdì, dal Giappone si apprenderà la variazione delle costruzioni di case nuove a giugno, dopo il -4,6% fatto registrar a maggio.
In Europa verrà diffuso il dato sulla disoccupazione nell’Eurozona a giugno, dopo il +10% di maggio.
Il Canada renderò noto il proprio PIL di maggio.
Infine dagli Stati Uniti giungerà la variazione percentuale del PIL USA relativa al secondo trimestre del 2010, da confrontarsi con il +2,7% del primo trimestre di quest’anno.

Considerando il mercato Forex, vi proponiamo un’analisi quanto accaduto la scorsa settimana alle coppie di valute più importanti, al rame e al petrolio, con uno sguardo sul futuro e relativi consigli:

EUR/USD: nonostante il ritracciamento di parte dei guadagni messi a segno, avvenuto a metà settimana, l’Euro ha chiuso in guadagno contro il Dollaro USA. I risultati degli stress-test condotti sul sistema bancario europeo hanno fatto in modo che la coppia EUR/USD si mantenesse in prossimità del livello 1,29. Il ritorno della propensione al rischio dovrebbe consentire alla coppia in questione di arrivare sopra il livello di resisteza a 1,30;

GBP/USD: la Sterlina inglese si è mantenuta sopra il valore di 1,5200 contro il Dollaro USA, sostenuta soprattutto dai dati migliori del previsto riguardanti le vendite al dettaglio e il PIL. La coppai GBP/USD dovrebbe continuare a salire per raggiungere l’area attorno a 1,5500;

RAME: il valore del metallo è stato spinto al rialzo grazie ai risultati del settore manifatturiero in Asia ed Europa. Il rame ha superato il valore di 3,16, arrivando a testare il valore della media mobile a 200 giorni. Si prevede che il metallo possa mantenere un’andamento rialzista, a patto perà che le prospettive di crescita settoriale si mantengano su questi livelli;

PETROLIO: il prezzo dell’oro nero si è consolidato durante la scorsa settimana, chiudendo in leggero ribasso appena al di sotto dei 76$ al barile. Tutto questo nonostante i dati sulle scorte di petrolio USA, risultate migliori rispetto al previsto. Il prezzo del greggio dovrebbe continuare a salire per portarsi verso quota 80$ al barile.

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DISCLAIMER: i consigli che trovate in questo articolo devono essere presi come tali. Pur rimanendo convinti della validità dei suggerimenti, lo Staff di online-forex-trading.it non si assume alcuna responsabilità per eventuali investimenti errati derivanti da tali consigli.

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