Forex: report del 22 marzo sull’andamento del mercato della scorsa settimana
22/03/2010, 10:36
Vi proponiamo un’analisi degli avvenimenti più rilevanti accaduti durante la scorsa settimana (dal 15/03/2010 al 21/03/2010), con conseguente lettura degli stessi in chiave del mercato dei Forex.
La scorsa settimana il Dollaro americano (USD), il mercato azionario e la maggior parte delle materie prime hanno fatto segnare guadagni dal momento che la mancanza di dati economici ha fatto in modo che non si verificasse alcuna volatilità negativa. L’unica sorpresa settimanale è arrivata dal rialzo del tasso di interesse operato dalla Banca Centrale Indiana, più per il momento in cui è stato attuato che per il provvedimento in sé stesso.
L’indice S&P 500 ha avuto un rialzo di 9.5 punti o, in altri termini, dello 0,85% e anche l’indice Dow Jones ha fatto segnare un rialzo, come ormai accade da molte settimane. Il Dollaro statunitense ha recuperato le perdite della scorsa settimana, guadagnando lo 0,5%.
Lunedì scorso sono stati resi noti i dati della produzione industriale negli Stati Uniti, aumentata dello 0,1% a febbraio, raggiungendo il valore di 101.0 (nel 2002 era di 100), meglio dunque del decremento dello 0,1% atteso a febbraio e successivo a un incremento dello 0,9% a gennaio. Considerando il dato annuale, la produzione industriale è dunque cresciuta dell’1,7%. La capacità di utilizzo degli impianti è stata del 72,7%, dato che segna un incremento rispetto al 72,5% di gennaio, ma di 7.9 punti percentuali sotto la media del periodo che va dal 1972 al 2009. A febbraio 2009 tale capacità fu del 70,6%. Il maggior aumento lo si è avuto nel settore dell’industria mineraria, salita del 2,0% dopo una caduta dell’1,1% a gennaio. La capacità di utilizzo delle miniere è salita all’88,2% dal precedente 86,4%.
Martedì scorso la Federal Reserve americana ha lasciato i tassi di interesse invariati. Il comunicato ufficiale rilasciato dalla Fed dopo la riunione di marzo è stato praticamente identico nei contenuti a quello di gennaio. La banca centrale USA continua a vedere miglioramenti nell’economia e prevede di ridimensionare le misure d’emergenza adottate, ma non ha dato segnali in direzione di un rialzo dei tassi di interesse a breve termine. La Federal Reserve ha reso noto che porrà fine a uno dei più importanti programmi di sostegno dell’economia americana, ovvero l’acquisto di 1,25 miliardi di dollari di titoli ipotecari garantiti.
Le notizie riguardanti l’economia degli Stati Uniti hanno riportato di un calo del 5,9% dei possessori di immobili, con un calo stagionale di 575.000 unità rispetto al mese precedente. Mentre questo dato ha rappresentato il più rilevante calo degli ultimi quattro mesi, lo stesso è arrivato dopo una revisione al rialzo dei dati del mese precedente, quando i proprietari di immobili sono aumentati del 6,6%, mentre i dati precedenti parlavano di un aumento del 2,8%. Gli economisti avevano previsto un calo del -4,7% nel mese di febbraio, portando il dato annuale a 563.000. Le concessioni edilizie, indicatori importanti per le tendenze future nel campo delle costruzioni, sono calate dell’1,6%, attestandosi a 612.000 su base annua. Gli economisti si attendevano un calo del -3,1% e un valore di 603.000 su base annua. A gennaio le concessioni edilizie calarono del 4,7%, portando il dato annuo a un valore di 622.000.
In Europa la Grecia è riuscita a evitare un declassamento della propria affidabilità creditizia da parte di Standard & Poor, nonostante lo scorso mese la prestigiosa società di ricerche finanziarie aveva reso noto che stava pensando a tale mossa, sebbene abbia avvertito in merito a una previsione negativa. Marko Mrsnik, analista del credito di S&P, ha affermato che i piani del Governo greco per ridurre il deficit pubblico è incoraggiante nel senso di una tripla B (BBB) dell’affidabilità creditizia nel lungo termine, fatto che potrebbe favorire gli investimenti.
In merito al Giappone la Bance Centrale giapponese (BoJ) ha ritenuto di non dover variare il proprio obiettivo chiave sui tassi a 10 punti base, ma è parsa piegarsi alla pressione del Governo e ha aumentato l’ammontare dei prestiti a tre mesi dai 10 miliardi di Yen previsti lo scorso dicembre a 20 miliardi di Yen. Questa è stata vista come una soluzione di compromesso tra la BoJ e il Governo di Tokyo impegnato a combattere contro la deflazione della propria moneta. Tuttavia pare che tale compromesso non sia piaciuto, tanto che due membri della Banca Centrale del Giappone, Noda e Suda, hanno espresso la loro contrarietà.
Lo scorso giovedì si è appreso che i prezzi all’ingrosso negli Stati Uniti, durante il mese di febbraio, hanno fatto segnare il maggior ribasso degli ultimi sette mesi poiché il prezzo della benzina è calato bruscamente, dando modo alla Federal Reserve di mantenere i tassi di interesse a breve termine ai minimi record. Secondo il Dipartimento del Lavoro, a febbraio l’indice dei prezzi alla produzione per i prodotti finiti è calato dello 0,6%, considerato il dato mese per mese, dopo che già a gennaio ci fu un calo dell’1,4%. Il core PPI, cioè l’indice dei prezzi alla produzione che non tiene conto dei dati riguardanti il cibo e l’energia, è salito dello 0,1% a febbraio, dopo l’aumento dello 0,3% fatto registrare a gennaio.
L’indice stagionale dei prezzi al consumo, sempre secondo i dati del Dipartimento del Lavoro, è rimasto invariato a febbraio, dopo un aumento confermato dello 0,2% registrato a gennaio. L’inflazione è rimasta sui livelli del marzo 2009, quando i prezzi al consumo si ridussero dello 0,1%. A febbraio i prezzi al consumo core (core CPI), senza considerare i dati relativi a cibo e energia, sono saliti dello 0,1% su base mensile. A gennaio calarono dello 0,1%. Le previsioni degli economisti andavano nel senso di un aumento dello 0,1% degli indici dei prezzi al consumo. Su base annua, senza cioè tener conto dei fattori stagionali, i prezzi al consumo sono risultati aumentare del 2,1% a febbraio. I prezzi al consumo core sono saliti dell’1,3% negli ultimi 12 mesi, dato che rappresenta il più basso incremento dal febbraio del 2004.
Nel mese di marzo, l’indice Fed di Filadelfia (Philly Fed), che misura il livello di attività manifatturiera nell’omonimo distretto federale, ha raggiunto il valore di 18.9 rispetto al 17.6 di febbraio, dato che sta a indicare un buona crescita nel settore. Gli economisti si attendevano un valore di 18.0.
Il Dipartimento del Lavoro ha fatto sapere, attraverso il consueto rapporto settimanale del giovedì, che le indicazioni iniziali riguardanti i sussidi di disoccupazione sono calate di 5.000 unità, portando il dato a 457.000 considerata la settimana terminata il 13 marzo. Tuttavia, considerando i dati delle ultime settimane, si può parlare di un lieve aumento dei sussidi stessi. Gli economisti si attendevano un calo di 7.000 unità.
Lo scorso venerdì l’India ha sorpreso il mercato annunciando un aumento di 25 punti base dei tassi di interesse. In realtà si è trattato solo di una sorpresa in termini temporali. Questo provvedimento ha portato il tasso repo al 5% e il tasso repo inverso al 3,5%.
Il mercato dei Forex della scorsa settimana
Secondo il Canstat, a gennaio le vendite al dettaglio in Canada sono salite di un robusto 0,7%, leggermente meglio dello 0,6% atteso dagli analisti. Questo piccola sorpresa in positivo è giunta nonostante le vendite di automobili nuove siano calate più del previsto, facendo registrare un -2,3%. In compreso c’è stato un aumento dell’1,8% nella vendita di macchine usate, più del triplo rispetto allo 0,5% atteso. Questo aumento è stato attribuito alle vendite nel settore delle merci edilizie e in quello degli arredamenti per esterni, salito di un impressionante 7,4%, probabilmente perché i proprietari di case hanno cercato di sfruttare l’ultimo periodo delle agevolazioni fiscali concesse dal Governo canadese per le opere di ristrutturazione delle case. Questo fattore potrebbe aver spinto verso l’alto anche le vendite di mobili, articoli per la casa e elettrodomestici, salite del 2,5% spinte dal forte aumento dei rivestimenti per pavimenti. Da un punto di vista tecnico il Dollaro canadese (CAD) ha rotto il livello di supporto e sembrerebbe puntare verso valori più bassi.
Grafico dell’andamento della coppia USD-CAD
La combinazione di segnali politici misti nell’area dell’Euro (EUR) e la resistenza tecnica ha fatto in modo che la valuta europea non sia riuscita a salire di valore. In generale il livello più basso verrà toccato più volte prima che si possa creare il livello di supporto precedentemente raggiunto. Ancora una volta l’Euro ha sentito il peso della media dei movimenti a 50 giorni, che ha tenuto la valuta europea in un trend ribassista per i passati 4 mesi. In più il livello RSI (Relative Strength Index) di 50 ha creato resistenza al punto che gli operatori tecnici sono diventati venditori.
Grafico dell’andamento della coppia EUR-USD
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