Forex: l’andamento del mercato della scorsa settimana
15/03/2010, 21:54
Durante la settimana appena conclusa (dall’08/03/2010 al 14/03/2010) c’è stato un aumento dei movimenti rischiosi, dal momento che il mercato azionario e quello del petrolio sono cresciuti e il Dollaro USA (USD) è tornato sui suoi livelli. L’Euro (EUR), il Dollaro australiano (AUD), il Dollaro canadese e la Sterlina britannica (GBP) hanno avuto consistenti ritorni.
Lo scorso lunedì i mercati si sono concentrati sulle notizie economiche provenienti dall’Asia. E’ proseguito il trend positivo dell’indice delle esportazioni, come sperato dal Governo giapponese dopo il rialzo record fatto registrare a Gennaio, sostenendo la ripresa economica del Paese. Si è trattato del dodicesimo risultato in surplus consecutivo, mentre il rimbalzo rispetto all’anno precedente è il più significativo dopo il recupero di 1.222 Yen avvenuto nel marzo 1992.
Contemporaneamente, a Febbraio, i prestiti della Banche nazionali giapponese, a esclusione di quelle di tipo Shinkin, sono diminuiti dell’1,6% rispetto all’anno precedente, secondo i dati forniti dalla Banca del Giappone (BOJ). Tenendo conto di Febbraio i prestiti bancari sono diminuiti per il terzo mese consecutivo mentre sono proseguiti gli investimenti. C’è stato un rialzo dopo il dato negativo di gennaio (-1.7%), anche se si parla sempre del terzo mese di declino consecutivo. I pochi prestiti bancari stanno a significare che la ripresa economica del Giappone manca della forza necessaria per fare in modo che le imprese prendano in prestito denaro per espandere le proprie attività. Anche le industrie hanno diminuito la loro fiducia nei prestiti bancari, dato che la ripresa del mercato finanziario ha reso più semplice per loro raccogliere i soldi necessari attraverso la vendita di bonds e l’emissione di azioni, se necessario. La BOJ ha inoltre reso noto che a Febbraio le riserve di Yen sono aumentate del 2,7% su base annua.
Lo scorso martedì, nonostante la continua crescita dei mercati azionari, gli investitori si sono concentrati sulle debolezze dell’economia della Gran Bretagna. I dati economici diffusi dall’Inghilterra, infatti, non hanno dipinto un bel quadro generale. I prezzi del mercato immobiliare, secondo i dati diffusi dalla RICS (Royal Institution of Chartered Surveyors), sono stati molto deludenti, così come i dati relativi alla bilancia commerciale, con una crescita significativa del deficit di -7.98 miliardi di Sterline, contro i -7,00 miliardi che ci si attendeva. Non va però dimenticato che il maggior partner nelle esportazioni britanniche è l’Europa, la cui ripresa economica è molto lenta e la debolezza attuale della Sterlina britannica (GBP) potrebbe aiutare il Paese non appena ci sarà una ripresa nell’euro-zone.
Lo scorso mercoledì gli investitori hanno potuto gioire per i dati relativi agli inventari in USA, risultati migliori del previsto. A Gennaio le vendite dei grossisti statunitensi sono aumentate dell’1,3%, facendo registrare il decimo rialzo consecutivo, stando ai dati diffusi dal Dipartimento del Commercio. L’aumento delle vendite è stato particolarmente significativo nel settore delle automobili e degli alimentari. La diminuzione delle scorte in inventario è molto significativa e importante, dato che comporta la necessità di creare nuovi posti di lavoro per tornare a riempire i magazzini.
In Asia, a Febbraio, la Cina ha fatto registrare dati in significativo rialzo sia nelle importazioni che nelle esportazioni, con un surplus (sia pur minimo) nella bilancia delle esportazioni. Considerata la situazione cinese, pur essendo ancora presto per sbilanciarsi, è probabile che ci sia una crescita strutturale significativa. Inoltre l’economica giapponese potrebbe trarre grande beneficio dal miglioramento delle economie degli Stati asiatici più prossimi, anche se la domanda interna continua a essere debole e proseguono i trend deflazionistici. A Febbraio gli ordinativi di macchinari si sono ridotti leggermente meno di quanto ci si attendesse, segnando un calo del -3,7% su base mensile (contro il +20,1% di Dicembre). Il dato ha spinto il valore annuale al -1,1% (contro il -0,6% atteso). Gli ordinativi dei macchinari sono un buon indicatore degli investimenti delle imprese, per cui il dato negativo di questo inizio anno non promette nulla di buono per il primo trimestre del 2010.
Lo scorso giovedì gli investimenti più rischiosi hanno continuato a salire, confluendo in un rapporto trimestrale della Federal Reserve (FED) nel quale si riportava una crescita dell’1,3% del patrimonio totale delle famiglie americane, passato a un totale di 54,18 milioni di miliardi di Dollari contro i 53,49 milioni di miliardi di del terzo trimestre. Considerato l’intero 2009 il patrimonio totale delle famiglie americane è dunque cresciuto del 5,4%. Gran parte dell’aumento del patrimonio netto è derivato dalla diminuzione del debito delle famiglie.
La vivacità attuale dell’economia cinese è salita alla ribalta sempre lo scorso giovedì. La Cina si è così dimostrata non solo un forte traino per le altre economie, ma ha anche fatto registrare una forte crescita del consumo interno, che ha portato il dato annuale ben oltre le aspettative, avendo registrato un +17,9%. Ma è stato il dato relativo all’inflazione di Febbraio a impressionare di più, attestandosi al 2,7%. Insomma tutti i dati confermano che l’economia cinese è in fermento.
In Giappone la situazione economica non si presenta tanto rosea e la previsione relativa al quarto trimestre è stata rivista al ribasso, attestandosi allo 0,9% contro l’1,00% precedente.
Lo scorso venerdì sono stati resi noti molti dati relativi agli USA. A Febbraio l’aumento delle vendite al dettaglio è stato dello 0,3%, secondo i dati diffusi dal Dipartimento del Commercio. Vista lo svolgimento del Super Bowl sono salite particolarmente le vendite dei prodotti elettronici. Gli economisti avevano previsto un calo del -0,3%. Il dato delle vendite a Gennaio è stato rivisto al ribasso, con un aumento dello 0,1% contro lo 0,5% riportato in precedenza. Ad esclusione del settore automobilistico, le vendite in tutti gli altri settori sono cresciute dello 0,8%, mentre gli economisti avevano previsto un incremento dello 0,1%. Il dato delle vendite al dettaglio è un indicatore molto importante della spesa dei consumatori, dato che la stessa rappresenta circa il 70% della domanda nell’economia USA.
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