Forex valute: GBP sale contro EUR ma scende contro USD e JPY, si apprezzano anche CNY e ZAR
10/11/2010, 10:31
Ieri sul mercato Forex la Sterlina britannica (GBP) ha guadagnato contro l’Euro (EUR), perdendo però contro Yen giapponese (JPY) e Dollaro USA (USD). A favorire il rialzo della valuta della Gran Bretagna nei confronti di quella europea sono state soprattutto le voci relative alla crisi del debito pubblico dell’Irlanda. Infatti, Olli Rehn, Commissario Europeo degli Affari Economici e Finanziari, si è recato a Dublino per discutere con i rappresentanti del governo irlandese di misure efficaci per uscire dalla crisi, evitando l’attuazione di un piano di salvataggio simile a quello attuato nel caso della Grecia.
Queste nuove difficoltà interne all’Unione Europea hanno finito per favorire la GBP. Non solo, la mancata attuazione di un nuovo piano di alleggerimento quantitativo (quantitative easing) da parte della Bank of England (BoE), ha dato ulteriori vantaggi alla moneta britannica, visto che molti economisti e investitori si attendevano tale misura da parte della Banca Centrale d’Inghilterra. L’impressione è che il futuro della coppia Forex EUR/GBP resti comunque legato più a quello che succederà nei Paesi dell’Eurozona in difficoltà che alla situazione dell’economia britannica.
Spostandosi in Asia, lo Yuan cinese (CNY) si è apprezzato nei confronti del Dollaro USA (USD) in vista del G20, in programma giovedì e venerdì prossimi a Seoul. La People’s Bank of China (PBC) ha infatti alzato dello 0,17% il tasso di riferimento della valuta nazionale nei confronti dell’USD, portandolo a 6,6580. Si è trattato della più consistente fluttuazione in più di tre settimane e probabilmente è una mossa politica suggerita dal Governo di Pechino proprio in previsione del vertice tra i 20 Paesi più industrializzati al mondo.
Il Rand sudafricano (ZAR) è riuscito a guadagnare contro il Dollaro statunitense (USD) dal momento che le operazioni di tipo carry trade, vista la decisione della Fed di mantenere i tassi di interesse prossimi allo zero, dovrebbero continuare a portare capitali esteri nello Stato africano. Le operazioni carry trade, lo ricordiamo, sono pratiche speculative che consistono nel prendere a prestito del denaro in paesi che applicano tassi di interesse più bassi e cambiare lo stesso in valuta di paesi con un tasso di rendimento maggiore, in modo da ripagare il debito e ottenere un guadagno nello stesso tempo.
Si stima che le operazioni carry trade, da inizio 2009, abbiano fatto guadagnare circa il 38% al Rand.
L’attuale tasso di interesse praticato dalla Banca Centrale sudafricana è del 6,50%, contro quello prossimo allo 0,00% della Federal Reserve USA.
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