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PostHeaderIcon Forex valute-oro-petrolio: rapporto settimanale del 18 luglio. Calendario economico e analisi del mercato

18/07/2010, 23:48

La settimana che si è da poco conclusa (dal 12 luglio al 18 luglio 2010) ha visto i mercati azionari pagare dazio a causa dei risultati sugli utili di alcune importanti aziende, inferiori rispetto alle previsioni, e ai dati relativi alla fiducia dei consumatori, in particolare negli Stati Uniti, dove si è toccato il livello più basso dal marzo 2009.
Significativo il calo delle azioni di Bank of America, che hanno perso oltre l’8% e spinto al ribasso anche gli altri titoli del comparto finanziario, rendendo praticamente nulli i guadagni dell’indice S&P 500, che alla fine della settimana ha perso l’1,3% (13 punti) e facendo riemergere i timori di una crescita economica troppo lenta per poter fungere da trampolino di lancio per il settore industriale.
Il Dollaro USA (USD) e le materie prime sono state le vittime illustri di un ritorno dell’avversione al rischio da parte degli investitori, spinti a vendere a causa della paura di un importante rallentamento della crescita economica degli Stati Uniti e dall’impressionante recupero dell’Euro (EUR), favorito dal progressivo dissiparsi dei timori relativi alla crisi dell’Eurozona, diffusi fino a poco tempo fa.


La coppia EUR/USD, durante la scorsa settimana, ha varcato il livello psicologico di 1,3000, seppur per un breve lasso di tempo, prima di chiudere a 1,2929.
La moneta più debole si è dimostrata invece il Dollaro canadese (CAD) che ha perso il 4,76% contro lo Yen giapponese (JPY) e il 4,48% contro l’Euro (EUR).
Lo Yen dovrebbe continuare a beneficiare ancora dell’avversione al rischio da parte degli investitori, soprattutto in considerazione di quello che potrebbe essere l’andamento dei mercati azionari e di quelli legati alle materie prime e ai rendimenti delle obbligazioni.
L’Euro (EUR) dovrebbe essere in grado di proseguire anche il rally che lo sta caratterizzando da qualche settimana, perlomeno fino alla diffusione dei dati sugli stress tests condotti sulle banche dell’Unione Europea, prevista per il prossimo 23 luglio. I risultati di questi tests, che paradossalmente alcuni giudicano troppo blandi altri troppo severi, serviranno a capire quale potrà essere il futuro della moneta unica. La sensazione è che non potranno essere troppo severi per le banche principali e che certamente alcuni istituti di credito dovranno provvedere a una ricapitalizzazione. In caso di dati negativi, anche l’Euro (EUR) potrebbe risentirne pesantemente.

Il calendario economico della prossima settimana presenta alcuni eventi che potrebbero influire in modo significativo sul valore delle valute scambiate sul mercato Forex.

Lunedì, l’Euro (EUR) potrebbe essere influenzato dai dati sul contro delle partite correnti nell’Unione Monetaria Europea (UME) di maggio, il cui risultato andrà confrontato con il -5,1 di aprile.
La diffusione del valore dell’indice NAHB del settore costruzioni di luglio, atteso in calo a 15 contro il 17 precedente, potrebbe pesare sulla valutazione del Dollaro USA (USD).

Martedì,  dall’Australia si attendono i verbali della Reserve Bank of Australia (RBA), mentre dal Giappone si conoscerà il valore del’indice anticipatore di maggio, che andrà confrontato con il 98,7 precedente. L’Euro (EUR) potrebbe risentire della diffusione della variazione percentuale dei prezzi alla produzione a giugno in Germania, attesi in aumento dello 0,3%, esattamente come nel precedente rilevamento. Dagli Stati Uniti verrà diffuso il numero di case nuove costruite a giugno, atteso a 590.000 unità contro le 593.000 di maggio e la variazione percentuale delle concessioni edilizie a giugno, che andrà confrontato con il -5,9% del mese precedente.

Mercoledì, dal Canada si attende la decisione della Bank of Canada (BoC) relativa ai tassi di interesse, che dovrebbero essere aumentati dello 0,25%, passando dunque dallo 0,5% allo 0,75%. Nel Regno Unito saranno pubblicati i verbali della Banca d’Inghilterra. Dagli Stati Uniti si conoscerà la variazione percentuale delle vendite al dettaglio di giugno, attese in calo dello 0,2%, dunque in risalita rispetto al -1,2% di maggio.

Giovedì,  dalla Nuova Zelanda verrà diffuso il dato sulla fiducia dei consumatori di luglio, dopo il 122 registrato a giugno. Si conoscerà poi il valore dell’indice PMI nell’Unione Monetaria Europea (UME) di luglio, che andrà confrontato con il 55,6 orecedente. Nel Regno Unito e in Canada saranno resi noti i dati delle vendite al dettaglio, rispettivamente di giugno e di maggio. In Inghilterra ci si attende un aumento dello 0,2% dopo lo 0,5% di maggio. In Canada il dato andrà confrontato con il calo del 2% di aprile. Infine dagli Stati Uniti si conoscerà il numero delle richieste di sussidi di disoccupazione a luglio, che andrà confrontato con il 429.000 di giugno, e la variazione percentuale delle vendite di case nuove a giugno, da confrontarsi con il -2,2% di maggio.

Venerdì,  dal Regno Unito si apprenderà la variazione percentuale del PIL, relativa al secondo trimestre 2010, dopo l’aumento dello 0,2% fatto registrare nei primi 3 mesi del 2010. Infine dal Canada verrà diffusa la variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) di giugno, atteso stabile a +1,4%

Considerando il mercato Forex, vi proponiamo un’analisi quanto accaduto la scorsa settimana alle coppie di valute più importanti, all’oro e al petrolio, con uno sguardo sul futuro e relativi consigli:

  • EUR/USD: l’Euro ha proseguito il suo rally, toccando e superando per un breve periodo la resistenza al livello 1,3000. Durante la settimana la moneta unica europea è salita da 1,27 a 1,2950, riuscendo così a sfondare il valore della media mobile a 100 giorni. Con il Dollaro USA (USD) così debole, l’EUR dovrebbe proseguire a guadagnare;
  • USD/JPY: la coppia ha raggiunto il valore di 86, uno dei più bassi degli ultimi due anni. Se dovesse proseguire il mix tra avversione al rischio da una parte e debolezza del Dollaro USA dall’altra allora la coppia USD/JPY potrebbe andare a breve verso il livello 85;
  • ORO: il metallo prezioso ha toccato la sua quotazione più bassa da maggio, arrivando al supporto della linea di tendenza in prossimità di 1.188$ l’oncia. La sensazione + che l’oro possa continuare a rimanere sotto pressione;
  • PETROLIO: durante la settimana si è avuto un consolidamento del prezzo dell’oro nero che ha poi chiuso la settimana in ribasso, sotto i 76$ al barile, nonostante i dati migliori del previsto riguardanti le scorte di greggio. La sensazione è che il petrolio possa comunque guadagnare e dirigersi verso il valore di 80$ al barile.

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DISCLAIMER: i consigli che trovate in questo articolo devono essere presi come tali. Pur rimanendo convinti della validità dei suggerimenti, lo Staff di online-forex-trading.it non si assume alcuna responsabilità per eventuali investimenti errati derivanti da tali consigli.

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