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PostHeaderIcon Rapporto settimanale Forex dell’8 agosto su valute-oro-grano. Calendario economico e analisi del mercato

08/08/2010, 23:31

La settimana che si è da poco conclusa (dal 2 all’8 agosto 2010), dal punto di vista Forex, è stata caratterizzata da  una generale debolezza del Dollaro USA (USD), che si è accentuata verso la fine della settimana, dopo la diffusione (venerdì) dei dati sull’occupazione negli Stati Uniti.
Tali statistiche hanno infatti aiutato a incrementare le voci speculative in merito a un nuovo piano di espansione quantitativa da parte della Federal Reserve. L’indice dell’USD ha così toccato il proprio minimo a 80,08, per poi chiudere la settimana a 80,41, mentre la coppia EUR/USD ha varcato la soglia di 1,3300, ma solo per un breve periodo, per poi ripiegare e chiudere a 1,3278 e la coppia USD/JPY è calata a 85,01, valore poco al di sopra del minimo del 2009 posto a 84,81.


Per la verità la settimana era iniziata piuttosto bene per il Dollaro statunitense, perlomeno dal punto di vista dei dati sull’economia in generale. Infatti l’indice ISM manifatturiero era diminuito a 55,5 a luglio, vale a dire a un valore superiore rispetto alle attese, mentre l’indice ISM non manifatturiero, sempre di luglio, era cresciuto a 54,3. Notizie meno confortanti erano arrivate in relazione alla spesa personale USA, rimasta piatta a giugno, alla vendita di case in costruzione, calata del 2,6% a giugno e ai rendimenti dei bonds a 10 anni, calati al 2,824%. Tutti questi dati sono stati poi letteralmente oscurati da quelli relativi all’occupazione. Infatti gli occupati del settore non agricolo, a luglio, sono risultati essere in calo di 131.000 unità, contro le 75.000 che ci si attendeva, mentre gli occupati del settore privato sono cresciuti solo di 71.000 unità, mentre le attese erano per una crescita di 80.000 unità.
Tutti questi dati hanno finito per indebolire molto il Dollaro USA sia contro l’Euro (EUR) che contro la Sterlina britannica (GBP).

La settimana è stata caratterizzata anche dalle decisioni – o per meglio dire “non decisioni” – sui tassi d’interesse ufficiali dell’Unione Monetaria Europea, della Gran Bretagna e dell’Australia. In tutti e tre i casi le rispettive Banche Centrali (BCE, BoE e RBA) hanno deciso di lasciare invariati tali tassi, ritenendoli in linea con la situazione economica globale e i relativi segnali di ripresa. Particolarmente positivo il discorso del Presidente della BCE, Jean-Claude Trichet, che ha accompagnato la decisione sui tassi di interesse sottolineando come nel secondo trimestre 2010, definito “veramente eccezionale”, ci sia stato un rafforzamento dell’attività economica e come le previsioni sui dati relativi al terzo trimestre 2010 siano migliori rispetto alle precedenti attese. Inoltre, nel secondo trimestre 2010, ci si attende una crescita del PIL dell’Eurozona superiore all’1,2% prospettato dalla Bundesbank lo scorso giugno. Le parole del presidente della BCE hanno dato subito un buon impulso ai mercati azionari.

Poco ricco di spunti, soprattutto positivi, il comunicato che ha accompagnato la decisione della Banca Centrale australiana (RBA) di lasciare invariati al 4,5% i tassi ufficiali d’interesse. Secondo quanto si è appreso l’RBA ha ritenuto appropriato non apportare cambiamenti considerate le previsioni modeste di crescita economica. La sensazione è che in Australia non ci saranno cambiamenti dei tassi nel breve periodo.

Cambiamenti che probabilmente non ci saranno nemmeno in Nuova Zelanda, dove la RBNZ ha fatto capire che dovrebbe mantenere gli attuali tassi fino alla fine del 2010.

Brutte notizie relative all’occupazione sono giunte anche dal Canada. Infatti a luglio si è registrata una contrazione di posti di lavoro dell’ordine di 9.300 unità, mentre ci si attendeva una crescita di 10.300 unità. Oltretutto è peggiorato anche il tasso di disoccupazione, passando dal 7,9% all’8%. Il Dollaro canadese (CAD) è risultato così in perdita contro le principali valute.

Settimana negativa anche per il Franco svizzero (CHF).

L’indice S&P 500 della Borsa di New York è cresciuto dell’1,9%. Il guadagno sarebbe potuto essere maggiore, ma i dati sull’occupazione USA hanno spinto al ribasso i mercati proprio in chiusura di settimana, essendo giunti di venerdì.

Il calendario economico della prossima settimana presenta alcuni eventi che potrebbero influire in modo significativo sul valore delle valute scambiate sul mercato Forex.
Gli appuntamenti principali sono rappresentati dalla decisione sui tassi di interesse in Giappone, dal valore della bilancia commerciale, dal rapporto sull’occupazione e dal rapporto sull’inflazione nel Regno Unito, dalla decisione della Fed sui tassi di interesse e dal valore della bilancia commerciale negli Stati Uniti e dal flash sul PIL dell’Eurozona.
Nel dettaglio ecco gli avvenimenti più importanti, divisi giorno per giorno:

Lunedì

Giappone: riunione della Bank of Japan (BOJ)

Europa: valore della bilancia commerciale della Germania a giugno

Europa: indagine Sentix nell’UEM di agosto. Previsione: 1 / Precedente -1.3

Martedì

Europa: indice dell’inflazione (CPI) della Germania di agosto. Previsione: 0.5% / Precedente: 0.9%

Canada: indice dei prezzi delle case nuove a giugno. Precedente: 0.3%

Stati Uniti: produttività del settore non-agricolo del secondo trimestre 2010. Previsione: 2.8% / Precedente: 2.8%

Stati Uniti: decisione della Fed sui tassi di interesse

Mercoledì

Gran Bretagna: richieste di sussidi di disoccupazione a luglio. Previsione: -15.000 / Precedente: -21.000

Stati Uniti: valore della bilancia commerciale di giugno. Precedente:  -42 miliardi di dollari

Giovedì

Australia: indice dell’inflazione (CPI) in agosto. Previsione: 3.2% / Precedente: 3.3%

Australia: variazione dell’occupazione a Luglio. Precedente: 45.900

Giappone: produzione industriale di giugno. Precedente: 0.1%

Europa: produzione industriale nell’UEM a giugno. Previsione: 0.5% / Precedente: 0.9%

Stati Uniti: richieste di sussidi di disoccupazione ad agosto. Precedente: 477.000

Venerdì

Europa: PIL del secondo trimeste 2010. Previsione: 0.2% / Precedente: 0.2%

Europa: valore della bilancia commerciale nell’UEM di giugno. Precedente: -3,4 miliardi di Euro

Stati Uniti: indice dell’inflazione (CPI) a Luglio. Previsione: -0.2% / Precedente: 0.1%

Stati Uniti: vendite al dettaglio a luglio. Precedente: -0.5%

Stati Uniti: fiducia dei consumatori ad Agosto. Precedente: 76

Stati Uniti: variazione della scorte aziendali a Giugno. Precedente: 0.1%

Considerando il mercato Forex, vi proponiamo un’analisi quanto accaduto la scorsa settimana alle coppie di valute più importanti, al grano e al petrolio, con uno sguardo sul futuro e relativi consigli:

EUR/USD: i dati positive sull’economia dell’Eurozona, combinati con quelli negativi o neutri provenienti dagli Stati Uniti, hanno fatto in modo che l’Euro sia riuscito a superare, anche se per poco tempo, il livello di resistenza posto a 1,3300. La prossima settimana, prima di riprendere a salire, la moneta unica potrebbe prendersi una pausa tecnica;

GBP/USD: la Sterlina ha continuato a crescere contro il Dollaro USA, anche se la crescita è risultata essere rallentata dai dati provenienti dal settore dei servizi, inferiori rispetto alle previsioni. La Sterlina britannica dovrebbe comunque continuare a salire e spingersi a testare il livello di 1,6100;

PETROLIO: il prezzo dell’oro nero è stato spinto verso gli 83$ al barile da un rapporto sulle scorte USA risultato migliore rispetto alle previsioni e pubblicato verso la metà della settimana. Nei giorni successivi il prezzo è sceso lievemente, ma si prevede che possa continuare a salire;

GRANO: il prezzo del cereale è salito notevolmente a causa del blocco delle esportazioni in Russia, provocato da una tremenda siccità e dagli incendi che stanno devastando il Paese. Negli USA il prezzo del grano ha toccato i massimi da due anni a questa parte, per poi calare leggermente. Nelle prossime settimane si prevede una significativa volatilità del prezzo del cereale.


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