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	<title>Il mercato Forex: notizie e consigli per guadagnare col trading fx online &#187; bce</title>
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	<description>Forex: come guadagnare facendo trading online in modo semplice e con strumenti di analisi fx forniti dai brokers.</description>
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		<title>Forex, rapporto settimanale: EUR in stand-by, preoccupa il rallentamento della ripresa economica globale</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2011 17:03:58 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://online-forex-trading.it/wp-content/uploads/2011/06/Giugno-0612011.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2280" title="Rapporto Forex: settimana dal 6 al 12 Giugno 2011" src="http://online-forex-trading.it/wp-content/uploads/2011/06/Giugno-0612011.png" alt="Rapporto Forex: settimana dal 6 al 12 Giugno 2011" width="150" height="166" /></a>La settimana che si è appena conclusa (dal 6 al 12 Giugno 2011) ha fatto registrare la conferma di un <strong>arretramento degli investitori internazionali rispetto a risorse considerate rischiose</strong>, quali azioni e materie prime. Del resto i <strong>dati macroeconomici</strong> pubblicati hanno posto l’accento sul <strong>rallentamento della crescita economica</strong> anche nei Paesi più sviluppati. Resta da capire se si tratti solo di una circostanza temporanea oppure rappresenti il preludio di un nuovo, ulteriore rallentamento.</p>
<p><span id="more-2278"></span></p>
<p>Volendo essere ottimisti si può attribuire questo arretramento alla <strong>crescita dei prezzi dell’energia</strong>, che ha finito per influenzare negativamente la domanda da parte dei consumatori.<br />
Guardando quanto sta accadendo da un punto di vista pessimistico si potrebbero invece mettere in evidenza le <strong>lacune strutturali a sostegno della crescita</strong>, come la disoccupazione e le difficoltà nell’uscire da una serie di stimoli all’economia messi in atto dalle <strong>Banche Centrali</strong> dei vari Paesi, per non parlare poi delle misure di contenimento della spesa pubblica, necessarie per la sistemazione dei conti degli Stati ma deleterie per la crescita economia.<br />
Probabilmente la verità sta nel mezzo: le mancanze strutturali unite alla crescita dei prezzi delle materie prime potrebbero essere due fattori che hanno interagito, portando al rallentamento della ripresa economica.<br />
Gli sviluppi nell’immediato dipenderanno:</p>
<ul>
<li>da come e se verrà risolta la crisi del debito sovrano in Grecia</li>
<li>dalla possibile decisione degli Stati Uniti di alzare la soglia del rapporto debito/PIL</li>
<li>dal possibile scoppio della bolla speculativa del settore immobiliare in Cina</li>
</ul>
<p>Questi tre fattori saranno fondamentali e le previsioni non sono, in nessuno dei tre casi, ottimistiche.<br />
<br />
A livello <strong>Forex</strong>, gli scenari che si prospettano consigliano che potrebbe essere saggio e profittevole stare “short” su <strong>AUD</strong>, <strong>NZD</strong> e <strong>CAD</strong> contro <strong>USD</strong> e <strong>JPY</strong> nell’ottica di cogliere opportunità qualora si andasse appena sopra gli attuali livelli di quotazione sul <strong>mercato internazione dei cambi</strong>.</p>
<p>L’<strong>Euro (EUR) </strong>ha chiuso la settimana in stand-by, rompendo il livello chiave posto a 1,4500 conto l’USD, sia per quanto emerso in merito alla volontà della <strong>BCE</strong> in considerazione dello stato dell’economia dell’<strong>Eurozona</strong>, ritenuta meno rigida rispetto alle previsioni, che per la possibile decisione della <strong>Germania</strong> di non sostenere la proposta di <strong>nuovi aiuti alla Grecia</strong>.<br />
La <strong>Banca Centrale Europea</strong> ha fatto sapere che manterrà un alto livello di vigilanza sugli sviluppi dell’economia comunitaria, lasciando intendere un <strong>possibile aumento dei tassi di interesse nel prossimo mese di Luglio</strong>.<br />
Tale notizia avrebbe dovuto aiutare l’<strong>EUR</strong> a crescere, mentre invece si è avuto l’effetto opposto, poiché l’attenzione di investitori ed economisti si è concentrata sui <strong>dati macroeconomici</strong> diffusi dalla stessa <strong>BCE</strong>, che hanno evidenziato una crescita per il 2011 che potrebbe essere più alta rispetto alle previsioni, ma anche un <strong>rallentamento dell’inflazione nel 2012</strong>, in un intervallo compreso tra l’1,1% e il 2,3%, molto vicino all’obiettivo dichiarato del 2%. Questo ha fatto pensare a un mantenimento degli attuali <strong>tassi</strong> ancora a lungo.<br />
Considerando che l’<strong>EUR</strong> in questi ultimi mesi ha beneficiato delle notizie sulle decisioni della <strong>Banca Centrale Europea</strong> relative ai <strong>tassi ufficiali di interesse</strong>, è facile capire come questi dati macro abbiamo fanno suonare un campanello d’allarme presso gli investitori internazionali, con conseguenze immediate sul <strong>Forex</strong>.<br />
Il fatto poi che la <strong>Germania</strong> potrebbe non appoggiare la decisione di concedere <strong>nuovi aiuti alla Grecia</strong> ha influito ancor più negativamente sulle quotazioni dell’<strong>Euro</strong>. Infatti, se il Governo di Berlino decidesse di non concedere più aiuti ad Atene, potrebbe innescarsi un meccanismo tale da portare l’intera <strong>Eurozona</strong> sull’orlo di una nuova, pensante crisi.<br />
Un nuovo default, anche solo “tecnico”, della <strong>Grecia</strong> porterebbe sicuramente le agenzie di rating a declassare ulteriormente il debito ellenico, con conseguenze anche su <strong>Irlanda</strong> e <strong>Portogallo</strong> prima, e su altri Stati comunitari in difficoltà poi. L’eventuale rifiuto della <strong>Germania</strong> a concedere nuovi aiuti alla Grecia sarebbe anche un autogol per lo stesso Governo della Merkel e per Parigi, dal momento che molte banche tedesche e  francesi risultano esposte nei confronti della <strong>Grecia</strong> e potrebbero essere costrette a chiedere aiuti ai rispettivi Governi centrali.</p>
<p>In settimana c’è stato anche l’annuncio della <strong>Bank of England</strong> relativo al mantenimento degli attuali <strong>tassi di interesse</strong> nel <strong>Regno Unito</strong>. Decisione ampiamente attesa, le cui motivazioni saranno rese note con la pubblicazione dei verbali della riunione, programmata per il 22 Giugno prossimo. Del resto, permanendo debole la crescita economica e alta l’inflazione è difficile prevedere rialzi dei <strong>tassi di interesse</strong> inglesi nel breve periodo.<br />
Inoltre i <strong>dati macroeconomici</strong> e le previsioni di vari istituti di ricerca confermano che la crescita del <strong>PIL</strong> del <strong>Regno Unito</strong> sarà molto limitata nel breve. Di certo le quotazioni sul <strong>Forex</strong> della <strong>Sterlina britannica (GBP)</strong> non ne hanno tratto beneficio, sebbene l’andamento della valuta di Sua Maestà continui a essere maggiormente influenzato dalla <strong>crisi dell’Eurozona</strong> e <strong>dalla lenta ripresa dell’economia USA.</strong></p>
<p>Spostandosi in <strong>Giappone</strong>, sarà interessante verificare se <strong>la Bank of Japan (BOJ)</strong> deciderà di proseguire nell’acquisto di assets privati, al termine della riunione di 2 giorni (13-14 Giugno) in programma la prossima settimana. Non si attendono invece cambi in merito ai <strong>tassi di interesse</strong>, che dovrebbero continuare a rimanere ai minimi storici, a un livello prossimo allo 0%.</p>
<p>Infine uno sguardo anche a quanto accaduto a livello dei <strong>mercati delle materie prime</strong>. In particolare il <strong>prezzo del petrolio</strong> sembra non aver ancora trovato una direzione precisa. Infatti in settimana (8 Giugno) si è tenuta a Vienna una riunione dell’<strong>OPEC</strong>, dalla quale ci si aspettava l’annuncio di un aumento della produzione di oro nero. Annuncio che invece non c’è stato, con i Paesi membri che hanno deciso di non decidere, mantenendo inalterata la quantità di barili giornalieri. Questo ha favorito il rialzo dei prezzi sia del <strong>WTI</strong> che del <strong>Brent</strong>, che sono saliti rispettivamente oltre 102$ e 120$ al barile, salvo poi ripiegare sotto 100$ e 119$ nella giornata di venerdì, quando l’<strong>Arabia Saudita </strong>ha annunciato l’aumento nella produzione giornaliera. In realtà questo aumento è servito a tamponare la perdita dovuta al mancato apporto produttivo della <strong>Libia</strong>, a causa dei ben noti problemi interni e internazionali del Paese nordafricano.</p>

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		<title>Forex e dati macro: pesano il discorso di Bernanke e il calo dei prezzi delle materie prime</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 09:43:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cris</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di ieri sono stati pubblicati alcuni <strong>dati macroeconomici</strong> che possono dare significative indicazioni per come investire sul <strong>mercato Forex</strong>.</p>
<p>Infatti in <strong>Germania</strong> la <strong>produzione industriale</strong> in Aprile è risultata in calo dello 0,6%, in controtendenza rispetto alle previsioni degli economisti, che si attendevano un rialzo dello 0,2%. Il dato annualizzato mostra una crescita del 9,6%, leggermente inferiore rispetto alle attese (+10%).<br />
La <strong>pubblicazione del Beige Book della Fed</strong> ha messo in evidenza come ci sia stato, per la prima volta nel 2011, un <strong>rallentamento della crescita dell’economia USA</strong>, seppur limitato ad alcune regioni statunitensi. A pesare sulle spese dei consumatori americani è stato soprattutto l’aumento del prezzo dell’energia, mentre il settore manifatturiero ha subito la crisi in atto in Giappone.</p>
<p><span id="more-2276"></span> Oggi c’è attesa per la comunicazione del dato sulle <strong>richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti</strong>, relativi alla prima settimana di Giugno. Ci si aspettano 430.000 nuove richieste, in aumento rispetto alle 422.000 della rilevazione della scorsa settimana.<br />
Gli investitori internazionali attendono anche la comunicazione dei <strong>tassi ufficiali di interesse</strong> da parte della <strong>Bank of England</strong>. In realtà non sono previsti aumenti, per cui i tassi dovrebbero rimanere allo 0,5%.<br />
Stesso discorso anche per la riunione odierna della <strong>Banca Centrale Europea</strong>, che dovrebbe confermare l’attuale tasso all’1,25%. In questo caso l’attenzione maggiore sarà rivolta a quanto dichiarerà il <strong>presidente della BCE, Jean-Claude Trichet,</strong> nella consueta conferenza stampa post riunione.</p>

<p>Sul fronte delle <strong>materie prime</strong>, i cui prezzi hanno registrato ieri un calo generalizzato, bisogna sottolineare come, nella riunione di ieri dell’<strong>OPEC</strong>, tenutasi a Vienna, i produttori mondiali non siano riusciti a raggiungere un accordo riguardante un <strong>possibile aumento della produzione di petrolio greggio</strong>. Ecco quindi che il prezzo dell’oro nero ieri ha chiuso in rialzo dell’1,7% a New York.</p>
<p>Sul <strong>mercato obbligazionario</strong> sono risultati in aumento i <strong>prezzi dei titoli di stato USA</strong>, con il benchmark arrivato sotto la soglia chiave del 3%, soprattutto per i timori legati alla velocità della crescita economica del Paese. Inoltre l’agenzia internazionale <strong>Fitch</strong> ha fatto sapere che potrebbe tagliare il <strong>rating USA</strong>, attualmente <em>“AAA”</em>, qualora il Governo statunitense non pagasse e rimborsasse il capitale di alcuni bond con scadenza ad agosto prossimo.</p>
<p>Uno sguardo anche ai <strong>mercati azionari</strong>, con <strong>Piazza Affari</strong> risultata ieri la peggiore dell’<strong>Eurozona</strong> assieme alla Borsa svedese. In Italia a pesare è stato soprattutto il calo dei titoli del settore bancario e finanziario, con Unipol in ribasso del 7,87%.<br />
Male anche gli altri listini europei, a seguito del deludente discorso del <strong>presidente della Fed, Ben Bernanke.</strong> Il numero uno della <strong>Federal Reserve</strong>, dopo aver sottolineato un rallentamento della ripresa USA, non ha offerto indicazioni in merito a un nuovo piano di stimolo (QE3) per l’economia. Oltre ai titoli minerari, calati in linea con la diminuzione del prezzo delle materie prime, hanno pagato i bancari.<br />
Negativa anche <strong>Wall Street</strong>, con i titoli del settore tecnologico e bancario in difficoltà, mentre alcuni petroliferi hanno beneficiato del mancato accordo dell’<strong>OPEC</strong> in merito a un possibile aumento della produzione di petrolio.<br />
</p>
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		<title>Rapporto settimanale Forex: USD sempre debole, EUR sale grazie alla schiarita sulla crisi della Grecia</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jun 2011 21:32:31 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://online-forex-trading.it/wp-content/uploads/2011/06/Maggio30-Giugno5.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2269" title="Rapporto Forex: settimana dal 30 Maggio al 5 Giugno 2011" src="http://online-forex-trading.it/wp-content/uploads/2011/06/Maggio30-Giugno5.png" alt="Rapporto Forex: settimana dal 30 Maggio al 5 Giugno 2011" width="150" height="166" /></a>La settimana che si è appena conclusa (dal 30 Maggio al 5 Giugno 2011) ha visto il <strong>Dollaro USA (USD)</strong> ancora in sofferenza sul <strong>mercato Forex</strong>, nonostante alcuni fattori avrebbero dovuto favorire il recupero della valuta statunitense. Primi fra tutti la <strong>debolezza dei mercati azionari</strong> e dei <strong>prezzi delle materie prime.</strong></p>
<p>La <strong>debolezza dell’USD</strong> è chiaramente attribuibile ai <strong>dati macroeconomici</strong> che sono giunti in settimana dagli Stati Uniti, risultati deludenti al punto da favorire nuovamente la diffusione di voci riguardanti un <strong>nuovo piano di alleggerimento quantitativo (QE3)</strong> da parte della <strong>Federal Reserve</strong>, in modo da dare sostegno all’economia USA. Tali notizie sembrano infondate, ma fino a quando la <strong>Fed</strong> non chiarirà del tutto la sua posizione in merito a un nuovo alleggerimento quantitativo, resterà alta la pressione sulla valuta statunitense. In tal senso sarà importante il discorso che <strong>Ben Bernanke</strong>, numero uno della <strong>Fed</strong>, terrà martedì prossimo.<br />
<span id="more-2267"></span><br />
A pesare sull’<strong>USD</strong> sono state anche le voci riguardanti un <strong>possibile downgrade del rating USA</strong> che potrebbe essere messo in atto dall’agenzia <strong>Moody’s.</strong><br />
C’è comunque da notare che la debolezza della moneta americana non si è palesata contro tutte le valute. Infatti il <strong>Dollaro</strong> è risultato praticamente invariato contro le monete storicamente legate alle materie prime, come l’<strong>AUD, il CAD e lo NZD. </strong></p>

<p>La <strong>miglior moneta del Forex della scorsa settimana</strong> è stata sicuramente l’<strong>Euro (EUR)</strong>, in grado di apprezzarsi contro tutte le valute principali, con la sola esclusione dello <strong>ZAR</strong>. La spinta decisiva è stata data dalla <strong>svolta nella vicenda della nuova crisi del debito della Grecia</strong>. Ora bisognerà verificare se si sia trattato del capitolo conclusivo della vicenda o se ci saranno ulteriori sviluppi nel breve. In quest’ottica saranno importanti le parole che il <strong>Presidente della BCE, Jean-Claude Trichet</strong>, pronuncerà il prossimo martedì. Ci si attende che il numero uno della <strong>Banca Centrale Europea</strong> lasci intendere che potrebbe esserci un nuovo <strong>rialzo dei tassi ufficiali di interesse</strong> per Luglio, affermando comunque la necessità di una stretta vigilanza sugli sviluppi dell’economia mondiale e dell’<strong>Eurozona</strong>. In caso contrario è possibile che l’<strong>EUR</strong> torni a perdere e ad essere messo sotto pressione.<br />
Tornando alla situazione della <strong>Grecia</strong>, venerdì il Ministro delle Finanze greco ha fatto sapere che le conclusioni di <strong>UE, FMI e BCE</strong> sono state “positive”, pur non specificando esattamente a cosa si riferisse tale termine. Quello che conta è che il <strong>Governo di Atene</strong> pare abbia passato la prova e che quindi si appresti a ricevere una nuova tranche di aiuti economici, prevista per la fine di Giugno. E’ emerso che la Grecia avrebbe accettato di applicare misure più restrittive di austerità e di vendere alcune risorse ora in mano allo Stato. Queste circostanze non sono state accettate di buon grado dai lavoratori statali, pronti a scioperare da subito.<br />
Per capire meglio come si evolverà la crisi greca saranno importanti le riunioni, in programma dal 20 Giugno in poi, che si terranno tra rappresentanti ellenici e quelli di <strong>UE</strong> e <strong>FMI</strong>.<br />
Le ripercussioni di questa nuova situazione non hanno tardato a farsi sentire sulla quotazione dell’<strong>EUR</strong> sul <strong>Forex</strong>, tornato sopra 1,4500 contro l’<strong>USD</strong> nella giornata di venerdì.<br />
La ripresa dell’<strong>EUR</strong> è legata anche agli <strong>esiti delle elezioni in Portogallo</strong>, altro Stato periferico dell’<strong>Eurozona</strong> in difficoltà economiche. Dovessero manifestarsi segnali di cambiamento a livello politico, la moneta unica finirebbe inevitabilmente per soffrirne.<br />
Altro fattore che potrebbe pesare negativamente sull’<strong>EUR</strong> è rappresentato dall’esito dei nuovi e più restrittivi <strong>stress test</strong> cui è stato sottoposto l’intero sistema bancario del Vecchio Continente. In particolare si teme per gli esiti riguardanti le banche spagnole.</p>
<p>Guardando a quanto successo nel <strong>Regno Unito</strong>, in settimana ha fatto parlare la decisione di <strong>Andrew Sentance</strong> di abbandonare il <strong>Comitato monetario della Bank of England</strong>, a seguito della decisione di <strong>lasciare invariati i tassi ufficiali di interesse</strong> per l’ennesima volta. Secondo <strong>Sentance</strong>, così facendo, la <strong>BOE</strong> starebbe perdendo la propria credibilità, lasciando che l’inflazione raggiunga il 4,5%. La <strong>Sterlina britannica (GBP)</strong> ha dovuto fare i conti anche con alcuni <strong>dati macroeconomici deludenti</strong>, riguardanti l’<strong>indice PMI manifatturiero</strong>, ma soprattutto il <strong>settore dei servizi</strong>, calato in modo preoccupante ai livelli più bassi dalla scorso Febbraio. E si sa quanto il settore dei servizi sia trainante per l’economia britannica.<br />
Di questo passo pare <strong>sempre più improbabile un aumento dei tassi nel breve</strong>, tanto che una decisione in tal senso potrebbe essere presa solo nel primo trimestre del 2012.</p>
<p>Spostandosi in <strong>Australia</strong>, i dati diffusi in settimana hanno segnalato una contrazione dell’economia dell’1,2% nel primo trimestre 2011, dovuta soprattutto alle inondazioni che hanno recentemente colpito la regione del Queensland, evento che ha avuto un impatto negativo sui volumi di esportazione delle materie prime. A questo si deve anche aggiungere quanto accaduto in Giappone con il terremoto, dal momento che il Paese del Sol Levante è un importante partner commerciale dell’Australia.<br />
La <strong>Reserve Bank of Australia</strong> ha <strong>confermato i tassi ufficiali di interesse al 4,75%</strong> per il settimo mese consecutivo, ma un rialzo dei tassi sembra essere imminente.</p>
<p>Restando nella stessa zona geografica, in <strong>Nuova Zelanda</strong> la prossima settimana è attesa la decisione della <strong>Reserve Bank of New Zealand</strong> in merito ai <strong>tassi di interesse</strong>, che dovrebbero restare invariati al 2,5%. Questo in considerazione di livelli dell’inflazione sotto controllo, un debole impatto negativo dei recenti terremoti, bassi volumi di esportazioni e dell’elevata quotazione del <strong>NZD</strong> sul <strong>Forex.</strong></p>

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		<title>Rapporto settimanale Forex: nuovo rimbalzo dell’USD, tornano gli acquisti su JPY, EUR sotto pressione</title>
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		<pubDate>Sun, 15 May 2011 21:07:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cris</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2211" title="Rapporto Forex: settimana dal 9 al 15 Maggio 2011" src="http://online-forex-trading.it/wp-content/uploads/2011/05/Maggio-09152011.png" alt="Rapporto Forex: settimana dal 9 al 15 Maggio 2011" width="150" height="166" />La settimana che si è appena conclusa (dal 9 al 15 Maggio 2011) sul <strong>Forex</strong> ha fatto registrare <strong>nuovo rimbalzo del Dollaro USA (USD)</strong>, favorito dal fatto che gli investitori internazionali hanno preferito virare su risorse meno rischiose. L’<strong>Euro (EUR)</strong>, dopo aver vissuto un periodo di significativi rialzi a seguito delle attese riguardanti le decisioni della <strong>BCE</strong> sui <strong>tassi ufficiali di interesse</strong>, è risultato sotto pressione a causa delle nuove preoccupazioni riguardanti la <strong>crisi del debito sovrano in Grecia</strong>. Anche la <strong>Sterlina inglese (GBP)</strong> ha incontrato qualche difficoltà sul <strong>mercato Forex</strong>. Lo <strong>Yen giapponese (JPY)</strong> ha beneficiato del ritorno dell’avversione al rischio esattamente come fatto dall’<strong>USD</strong>. <strong>Dollaro australiano (AUD)</strong> e <strong>Dollaro canadese (CAD)</strong> hanno seguito i ribassi verificatisi sui <strong>mercati delle materie prime</strong>.</p>
<p>Proprio in merito alle <strong>materie prime</strong>, da segnalare il <strong>nuovo minimo storico dell’argento</strong>, mentre il prezzo del <strong>petrolio</strong> è rimasto sostanzialmente sui livelli della scorsa settimana. In generale <strong>tutti i prezzi delle materie prime hanno subito ribassi</strong>, più o meno significativi.</p>
<p><span id="more-2208"></span></p>
<p>Gli investitori hanno dunque preferito liquidare le posizioni a lungo termine degli assets che, in qualche modo, andassero contro <strong>USD</strong> e <strong>JPY</strong>. A questo si devono dunque attribuire le vendite di risorse in <strong>EUR, GBP, AUD, CAD</strong> e <strong>GBP</strong> e il fatto che gli speculatori siano tornati a investire nel lungo periodo sullo <strong>Yen giapponese</strong>, dopo circa sei settimane di vendite.</p>
<p>Riguardo al futuro andamento dell’<strong>Euro</strong> sul <strong>Forex</strong>, sarà molto importante il <strong>vertice tra i ministri delle finanze europei</strong> in programma il prossimo lunedì (16 Maggio 2011). In questa riunione si discuterà della <strong>nuova crisi del debito della Grecia</strong> e dell’eventuale necessità di nuovi aiuti concreti in aggiunta a quelli forniti ormai un anno (110 miliardi di EUR). E’ possibile che venga chiesto al <strong>Governo di Atene</strong> di privatizzare alcune aziende pubbliche, prima di fornire ulteriori aiuti e ristrutturare nuovamente il debito.</p>

<p>Nel <strong>Regno Unito</strong>, la <strong>Bank of England</strong>, ha pubblicato il <strong>rapporto sull’inflazione nel primo trimestre dell’anno</strong>, segnalando che la crescita economica peggiorerà nel medio periodo. I <strong>prezzi al consumo</strong> sono risultati in aumento del 5% e resteranno sopra il 2% per tutto il 2012. Ragionando nel lungo periodo, la <strong>BOE</strong> ritiene che l’inflazione possa tornare sotto il 2% solo nel 2013. La <strong>GBP</strong> ha beneficiato solo per poco tempo di questi dati, tornando quasi subito ad indebolirsi sul <strong>mercato Forex.</strong></p>
<p>Lo <strong>Yen giapponese</strong> è stato favorito della volontà degli investitori di tornare verso <strong>assets più sicuri</strong>. Per questo motivo, perlomeno nel breve periodo, le previsioni riguardanti le <strong>coppie Forex</strong> più importanti che includono la valuta del Giappone (<strong>USD/JPY, EUR/JPY, GBP/JPY e CAD/JPY</strong>) restano ribassiste. In particolare sarà importante verificare eventuali rotture del prezzo di supporto contro <strong>Euro, Sterlina britannica</strong> e <strong>Dollaro canadese.</strong></p>
<h3><span style="color: #33cccc;"><strong>CALENDARIO ECONOMICO DELLA SETTIMANA DAL 16 AL 22 MAGGIO 2011</strong></span></h3>
<p><strong>La prossima settimana</strong> il <strong>calendario economico in ottica Forex</strong> presenta alcuni importanti appuntamenti che potrebbero influire sulle quotazioni delle valute dei Paesi ai quali si riferiscono.</p>
<p><strong>Lunedì </strong>attenzione al dato sull’inflazione e a quello della bilancia commerciale dell’<strong>Eurozona</strong>, mentre negli <strong>Stati Uniti</strong> verranno pubblicati i dati sul flusso di capitali TIC e l’indice NAHB del mercato immobiliare.</p>
<p><strong>Martedì</strong> in <strong>Australia</strong> saranno diffusi i resoconti dell’ultima riunione della RBA, in <strong>Inghilterra</strong> i dati sull’inflazione, in <strong>Germania</strong> l’indice ZEW, in <strong>Nuova Zelanda</strong> l’indice dei prezzi alla produzione mentre negli <strong>Stati Uniti</strong> quelli riguardanti la produzione industriale e le concessioni edilizie.</p>
<p><strong>Mercoledì </strong>nel <strong>Regno Unito</strong> e negli <strong>Stati Uniti</strong> saranno pubblicati i resoconti, rispettivamente, dell’ultima riunione della BoE e del FOMC, nonché il dato sull’occupazione nel Regno Unito stesso.</p>
<p><strong>Giovedì</strong> in <strong>Giappone</strong> saranno pubblicati i dati sul PIL, nel <strong>Regno Unito</strong> quelli sulle vendite al dettaglio mentre dagli <strong>Stati Uniti</strong> arriverà il dato sulla richiesta di sussidi di disoccupazione e quello sulle vendite di case esistenti.</p>
<p><strong>Venerdì</strong> la settimana si chiuderà con la decisione sui tassi ufficiali di interesse da parte della <strong>Bank of Japan</strong>, la pubblicazione del dato sui prezzi alla produzione in <strong>Germania</strong> e quella delle vendite al dettaglio e dell’inflazione in <strong>Canada</strong>.</p>

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		<title>Rapporto settimanale Forex: pesanti ribassi sul mercato dei metalli e delle materie prime, ristrutturazione in vista in Grecia?</title>
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		<pubDate>Sun, 08 May 2011 11:29:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cris</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://online-forex-trading.it/wp-content/uploads/2011/05/Maggio-02082011.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2158" title="Rapporto Forex: settimana del 2 all'8 Maggio 2011" src="http://online-forex-trading.it/wp-content/uploads/2011/05/Maggio-02082011.png" alt="Rapporto Forex: settimana del 2 all'8 Maggio 2011" width="150" height="166" /></a>La settimana che si è appena conclusa (dal 2 all’8 Maggio 2011) ha visto un <strong>declino piuttosto accentuato dei mercati</strong> che finora si erano comportati in modo positivo, spinti dai dati che stavano a indicare una decisa ripresa dell’economia globale. Il riferimento è ai <strong>mercati azionari</strong>, a quelli delle <strong>materie prime</strong> e dei <strong>metalli</strong>. Si è assistito a una serie di vendite piuttosto sostenuta, che in certi casi ha condotto gli indici a perdite significative, soprattutto per quanto riguarda <strong>petrolio</strong> e <strong>metalli preziosi</strong>, come l’<strong>argento</strong>.</p>
<p><span id="more-2155"></span></p>
<p>L’impressione è che gli investitori internazionali abbiano perso un po’ di fiducia nella ripresa dell’economia mondiale, spinti soprattutto dai <strong>dati macroeconomici</strong> non esaltanti, ma nemmeno così negativi, provenienti dagli Stati Uniti.</p>
<p>Infatti, se è vero che negli <strong>USA</strong> l’<strong>indice ISM non manifatturiero </strong>di Aprile è sceso da 57,3 a 52,8, è anche vero che sono aumentati i posti di lavoro nel settore privato e anche quelli a livello globale, così come ci sono stati segnali di una tenuta dei consumi. L’impressione è che l’economia statunitense stia continuando nella risalita, anche se più lentamente rispetto alle previsioni di poco tempo fa.</p>
<p>Dal punto di vista degli investimenti sul <strong>mercato Forex,</strong> nel breve ci potrebbe essere un <strong>recupero del Dollaro USA (USD)</strong> e della <strong>Sterlina britannica (GBP)</strong>. Di certo la ripresa dell’economia globale in atto dovrebbe consentire alle <strong>valute legate alle materie prime (AUD, CAD, NZD e NOK)</strong> di mantenere una certa forza contro le <strong>principali valute (EUR, GBP, USD e JPY)</strong>, ma è possibile che l’<strong>USD</strong> riesca a recuperare terreno contro le altre monete principali. Potrebbe essere un buon momento per vendere le <strong>coppie Forex</strong> formate da “valuta principale vs valuta legata alle materie prime”, come per esempio <strong>EUR/AUD, GBP/CAD</strong> e <strong>EUR/NZD.</strong></p>

<p>In settimana si è assistito all’ennesimo sviluppo della difficile situazione del <strong>debito sovrano in Grecia</strong>. Ci sono state voci che hanno riportato di un imminente riunione di emergenza tra i ministri dell’economia dell’<strong>Eurozona</strong> per discutere in merito alla situazione greca, che tiene costantemente <strong>sotto pressione l’EUR.</strong> <strong>Resta improbabile l’uscita della Grecia dall’Euro</strong>, mentre sembra più possibile una<strong> ristrutturazione del debito greco</strong> o un revisione dei termini del piano di salvataggio deciso a suo tempo da <strong>FMI</strong> e <strong>UE</strong>.<br />
<strong>In caso di ristrutturazione l’impatto sull’EUR dovrebbe essere solo a breve termine</strong> e certamente meno significativo rispetto alla prima. Ora infatti i mercati sono preparati da tempo a un’eventuale nuova crisi greca.<br />
Soprattutto l’<strong>EUR</strong> non dovrebbe risentire particolarmente di eventuali ristrutturazioni del debito greco perché <strong>continuano a restare solide le basi del recente recupero della moneta unica</strong>, cioè la ripresa economica globale, il fatto che Francia e Germania restino sempre vigili in merito a possibili crolli e la politica monetaria inaugurata recentemente dalla BCE.</p>
<p>Spostandosi nel Regno Unito, dopo un primo trimestre 2011 in cui la crescita del <strong>PIL</strong> è stata al di sotto delle aspettative, alcuni dati macroeconomici sembrano suggerire che il trend possa proseguire anche nel secondo trimestre. In particolare la lettura del dato di Aprile riguardante l’<strong>indice PMI del settore dei servizi, manifatturiero e di quello delle costruzioni</strong>. Tale indice misura la fiducia nel futuro del settore al quale si riferisce. In particolare preoccupa il dato riguardante i servizi, che rappresentano una parte importante del prodotto interno lordo britannico, affossati dai continui tagli alla spesa pubblica decisi dal Governo.<br />
Come questo potrebbe influenzare le <strong>quotazioni della GBP sul Forex</strong> è ancora piuttosto difficile da dire. E’ tuttavia probabile che la <strong>Sterlina</strong> continui a rimanere forte contro l’<strong>USD</strong>, soprattutto in considerazione dell’attuale politica monetaria della <strong>Fed</strong>. Sarà comunque importante seguire le mosse della <strong>Bank of England</strong> in merito ai <strong>tassi di interesse</strong>, che non dovrebbero cambiare nel breve periodo.<br />
Sarà altresì importante valutare i <strong>dati sull’inflazione di Aprile</strong> che verranno pubblicati mercoledì prossimo per capire se verrà confermato il calo dei prezzi oppure no.</p>
<p>Come si diceva, le perdite sui mercati internazionali hanno riguardato in particolare i <strong>metalli preziosi</strong>, con l’<strong>argento</strong> che in settimana ha perso oltre il 30%. Anche l’<strong>oro</strong> ha perso, ma di certo le perdite sono state molto più contenute rispetto all’<strong>argento</strong>. Attualmente risulta difficile capire se si stia andando verso una decisa inversione del <strong>trend rialzista</strong> che ormai da molto tempo sta caratterizzando i metalli preziosi. Nel caso dell’<strong>argento</strong>, per esempio, gran parte delle massicce vendite si sono verificate alla notizia che George Soros e Carlos Slim, due tra gli uomini più ricchi del mondo, stavano vendendo il prezioso.</p>
<p>Sul <strong>mercato delle materie</strong> il <strong>prezzo del petrolio</strong> è risultato in notevole calo. Sia il <strong>Brent</strong> che il <strong>WTI</strong> hanno sofferto a causa di vari fattori, tra i quali il <strong>recupero dell’USD sul Forex</strong> (Dollaro USA e petrolio sono solitamente legati da un rapporto inversamente proporzionale), i dati sulla ripresa dell’economia mondiale e le possibili mosse a breve termine della BCE.<br />
Tuttavia <strong>è ancora presto per dire che il trend rialzista del petrolio sia terminato</strong>, dato che i fattori chiave che ne hanno determinato il rialzo negli ultimi mesi restano intatti. Più probabile che si sia trattato di una correzione.</p>
<p>In settimana la <strong>Reserve Bank of Australia (RBA) ha lasciato invariati al 4,25% i tassi di interesse</strong>, come nelle attese di economisti e investitori internazionali. Tuttavia nel comunicato che ha fatto seguito a tale decisione si è appreso del <strong>rialzo delle previsioni riguardanti l’inflazione</strong>, salite al 3,25% dal 3% precedente. Che sia il segnale di possibili revisioni della politica monetaria a breve termine?</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #33cccc;"><strong>CALENDARIO ECONOMICO DELLA SETTIMANA DAL 9 AL 15 MAGGIO 2011</strong></span></h3>
<p><strong>La prossima settimana</strong> il <strong>calendario economico in ottica Forex</strong> presenta alcuni importanti appuntamenti, che abbiamo diviso per Paese (o zona) e, di conseguenza, per relativa valuta sul mercato internazionale dei cambi.</p>
<p><span style="color: #33cccc;"><strong>Stati Uniti (USD)</strong></span></p>
<p>Martedì: prezzi all’importazione di Aprile, scorte del commercio all’ingrosso di Marzo</p>
<p>Mercoledì: bilancia commerciale di Marzo</p>
<p>Giovedì: anticipazione dei dati sull’occupazione, prezzi alla produzione (PPI) di Aprile, vendite all’ingrosso di Aprile,</p>
<p>Venerdì: indice dei prezzi alla consumo (CPI) di Aprile</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #33cccc;"><strong>Eurozona (EUR)</strong></span></p>
<p>Lunedì: bilancia commerciale di Marzo della Germania, indice Sentix di Maggio</p>
<p>Mercoledì: indice dei prezzi al consumo (CPI) di Aprile in Germania, indice dei prezzi all’ingrosso di Aprile</p>
<p>Giovedì: produzione industriale di Marzo</p>
<p>Venerdì: anticipazione del PIL della Germania del primo trimestre 2011</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #33cccc;"><strong>Regno Unito (GBP)</strong></span></p>
<p>Lunedì: prezzo delle case di Aprile</p>
<p>Mercoledì: valore della bilancia commerciale di Marzo, report trimestrale della BoE sull’inflazione</p>
<p>Giovedì: valore della produzione industriale di Marzo, produzione manifatturiera di Marzo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #33cccc;"><strong>Giappone (JPY)</strong></span></p>
<p>Domenica: rapporti della riunione della BOJ dello scorso 6-7 Aprile</p>
<p>Mercoledì: valore della bilancia commerciale di Marzo, ordinativi di macchine industriali di Aprile</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #33cccc;"><strong>Canada (CAD)</strong></span></p>
<p>Lunedì: permessi di costruzione di case nuove di Aprile</p>
<p>Mercoledì: valore della bilancia commerciale di Marzo</p>
<p>Giovedì: indice dei prezzi delle case nuove di Marzo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #33cccc;"><strong>Nuova Zelanda e Australia (NZD e AUD)</strong></span></p>
<p>Martedì: valore della bilancia commerciale di Marzo in Australia, indice NAB in Australia</p>
<p>Giovedì: indice PMI di Aprile in Nuova Zelanda, rapporto sull’occupazione di Aprile in Australia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #33cccc;"><strong>Cina (CNY)</strong></span></p>
<p>Mercoledì: valore della bilancia commerciale di Aprile, indici CPI e PPI di Aprile, bilancia commerciale di Aprile, vendite al dettaglio di Aprile</p>

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		<title>Rapporto settimanale Forex: continua il trend ribassista per l’USD, nuovi record per CHF e AUD vs USD</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 22:11:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cris</dc:creator>
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<p><span id="more-2131"></span></p>
<p>Sul <strong>mercato Forex il Franco svizzero (CHF) e il Dollaro australiano (AUD) sono state le due valute che sono cresciute maggiormente</strong>. La moneta svizzera ha tratto beneficio da commenti particolarmente positivi contenuti nel rapporto diffuso dalla <strong>Swiss National Bank (SNB)</strong>. L’<strong>AUD</strong> è cresciuto grazie a una lettura particolarmente positiva relativa all’<strong>inflazione</strong> del Paese.<br />
I <strong>mercati azionari hanno continuato a crescere</strong>, con l’indice della Borsa di New York che ha chiuso la settimana a 12.810.<br />
L’<strong>oro ha toccato un nuovo record storico</strong>, essendo stato scambiato a 1.570$ l’oncia. In generale <strong>positivo anche il mercato delle materie prime</strong>.</p>

<p>Dunque <strong>Bernanke</strong>, nella conferenza stampa tenutasi in settimana, ha annunciato uno <strong>revisione al ribasso della crescita economica negli Stati Uniti</strong>, sottolineando la volontà da parte della <strong>Fed</strong> di portare a termine il <strong>programma del QE2</strong> e segnalando incertezza in merito a quando cesseranno gli stimoli all’economia, decisione legata strettamente all’evoluzione della situazione economica globale.</p>
<p>Il <strong>Franco svizzero (CHF)</strong> ha toccato un <strong>nuovo record sul Forex contro il Dollaro USA (USD)</strong> dopo i commenti sull’<strong>inflazione</strong> del <strong>Presidente della Swiss National Bank, Philipp Hildebrand</strong>. Il numero uno della <strong>Banca Centrale svizzera</strong> ha sottolineato i rischi legati all’aumento dei prezzi, dovuto soprattutto alla domanda da parte dei paesi emergenti, ribadendo la volontà di adottare tutte le misure necessarie al <strong>mantenimento della stabilità dei prezzi in Svizzera</strong>, senza alcuna esitazione. Riguardo alla crescita dell’economia interna, i dati diffusi indicano che la stessa dovrebbe mantenersi costante se non addirittura aumentare.</p>
<p>In settimana, anche <strong>il Dollaro australiano (AUD) ha raggiunto un nuovo record sul Forex contro l’USD</strong>. Il dato sull’<strong>inflazione</strong> ha segnalato un aumento del 3,3% su base annua nel primo trimestre 2011, valore al di sopra del 2-3% stabilito quale obiettivo dalla <strong>RBA</strong> e superiore anche alle previsioni di una crescita del 3%. La <strong>Banca Centrale australiana non si è detta preoccupata per questa crescita dell’inflazione,</strong> da attribuirsi in gran parte ai danni causati dalle inondazioni estive e dal ciclone Yasi. I mercati sembrano pronti a scommettere su un aumento dei tassi di interesse di 25 punti base nei prossimi 12 mesi. Attualmente il <strong>tasso ufficiale di interesse australiano è fermo al 4,75%.</strong></p>
<p><strong>Ancora una settimana di sofferenza sul Forex per lo Yen giapponese (JPY)</strong>, anche a seguito dell’annuncio del <strong>mantenimento dei tassi di interesse al minimo</strong> (tra lo 0% e lo 0,1%) dato dalla <strong>Bank of Japan</strong>, come nelle attese. A seguito del terribile terremoto che ha di recente colpito il Paese del Sol Levante, la <strong>BoJ</strong> ha <strong>rivisto al ribasso le previsioni di crescita del PIL</strong> per l’anno fiscale che si è concluso ad Aprile 2011, portandole a un +0,6%, vale a dire 1 punto percentuale rispetto alle precedenti stime. Previsioni portate dal 2% al 2,9% per l’anno fiscale che si concluderà ad Aprile 2012, in considerazione anche della ricostruzione cui sarà costretto il Paese.</p>
<p>Infine il <strong>Dollaro neozelandese (NZD) ha vissuto un’altra settimana di ribassi sul Forex</strong>, con la <strong>Reserve Bank of New Zealand</strong> che, poco sorprendentemente, ha <strong>lasciato i tassi ufficiali di interesse invariati al 2,5%</strong>. Tale valore dovrebbe mantenersi per tutto il 2012. A preoccupare l’esecutivo dell’<strong>RBNZ</strong> sono soprattutto l’<strong>elevato prezzo del petrolio </strong>e la <strong>forza della valuta nazionale</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #33cccc;"><strong>CALENDARIO MACROECONOMICO DELLA SETTIMANA DAL 02/05/2011 ALL&#8217;08/05/2011</strong></span></h3>
<p><strong>La prossima settimana </strong>sarà interessante capire se e come proseguirà la <strong>debolezza del Dollaro USA sul Forex</strong>, per cui bisognerà valutare con attenzione soprattutto la statistica riguardante i <strong>salariati non agricoli</strong>, che potrebbe risultare positiva anche se non sufficiente per invertire il <strong>trend ribassista dell’USD.</strong><br />
Da valutare anche la decisione relativa ai <strong>tassi ufficiali di interesse</strong> che sarà presa dalla <strong>Reserve Bank of Australia</strong>. Non ci si attendono variazioni, anche se sarà interessante capire la posizione della Banca Centrale australiana rispetto ai dati sull’<strong>inflazione</strong>.<br />
Anche la <strong>BCE</strong> dovrà decidere in merito ai <strong>tassi di interesse</strong> e, pure in questo caso, non ci si attendono variazioni, dato che gli analisti prevedono un nuovo rialzo solo a luglio. Non è comunque da escludersi che, nel caso in cui il <strong>Presidente Jean-Claude Trichet</strong> dovesse dare segnali di possibili rialzi già a giugno, in considerazione dell’<strong>alta inflazione dell’Eurozona</strong>, l’<strong>Euro (EUR)</strong> possa beneficiare degli effetti di tale annuncio.<br />
Focus anche sull’<strong>occupazione in Nuova Zelanda e Canada.</strong><br />
Nel dettaglio<strong> lunedì</strong> si dovranno valutare i dati sulle vendite al dettaglio in Svizzera, l’indice PMI manifatturiero USA e il PMI dell’Eurozona.<br />
<strong>Martedì</strong> attenzione all’annuncio sui tassi di interesse da parte della RBA e al dato sugli ordinativi industriali USA.<br />
<strong>Mercoledì</strong> dall’UE giungeranno le statistiche sulle vendite al dettaglio e sull’indice PMI del settore dei servizi, mentre in Nuova Zelanda verranno pubblicati i dati relativi all’occupazione.<br />
<strong>Giovedì</strong> è il giorno dell’annuncio delle decisioni sui tassi ufficiali di interesse da parte della BCE e della Bank of England, mentre dagli USA sarà reso noto il numero delle domande di sussidi di disoccupazione.<br />
<strong>Venerdì</strong> attenzione al dato sulla disoccupazione in Svizzera, a quello sull’occupazione in Canada e al numero di lavoratori salariati non agricoli negli Stati Uniti.</p>

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		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 15:15:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cris</dc:creator>
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<p><span id="more-2082"></span></p>
<p>L’<strong>USD</strong> ha sofferto in particolare a causa dei problemi legati all’approvazione della <strong>legge Finanziaria</strong>, il cui blocco avrebbe comportato la sospensione della fornitura dei servizi non essenziali da parte del Governo Federale statunitense. Invece, in extremis, si è raggiunto un accordo, del quale dovrebbe beneficiare anche la quotazione sul <strong>Forex</strong> del <em>biglietto verde</em> già dall’inizio della prossima settimana.</p>

<p>La cause della debolezza dello <strong>JPY</strong> sono da ricercarsi anche nella decisione della <strong>Bank of Japan</strong> di non alzare i <strong>tassi ufficiali di interesse</strong>, ai minimi storici attorno allo 0%, annunciando contemporaneamente l’intenzione di attuare un nuove misure per stimolare l’economia  nel post-terremoto. In particolare è stata annunciata la volontà di concedere <strong>prestiti per circa 1 trilione di JPY per favorire la ripresa delle attività produttive</strong> nelle zone più colpite dalla catastrofe naturale.</p>
<p>La settimana è stata caratterizzata anche dal tanto atteso quanto annunciato <strong>rialzo dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea</strong>. La <strong>BCE</strong> ha infatti portato il <strong>tasso di rifinanziamento principale all’1,25%</strong>, con un rialzo di 25 punti base rispetto al valore precedente, il primo dal luglio 2008. La decisione è stata presa per contrastare la crescente <strong>inflazione nell’Eurozona</strong>. Nel comunicato seguito a questa decisione, <strong>Jean-Claude Trichet</strong>, presidente della <strong>Banca Centrale Europea</strong>, non ha lasciato margini per ulteriori rialzi nei prossimi mesi, anche se molti si aspettano almeno un altro rialzo prima della fine del 2011.<br />
Il giorno prima del rialzo dei tassi ufficiali da parte della <strong>BCE</strong>, il <strong>Portogallo</strong> aveva chiesto <strong>aiuto all’Unione Europea</strong>, esattamente come accaduto in passato con <strong>Irlanda</strong> e <strong>Grecia</strong>. La richiesta di aiuti economici da parte del Governo di Lisbona era comunque attesa dai mercati, tanto che l’<strong>Euro (EUR) </strong>non ha patito particolari cali sul <strong>Forex</strong> per questo motivo.</p>
<p>Dalla diffusione dei resoconti relativi alla riunione dello scorso marzo del <strong>FOMC</strong>, il Comitato della <strong>Fed</strong> che si occupa della <strong>politica monetaria USA</strong>, si è appreso di una certa divisione tra i membri riguardante l’opportunità o meno di continuare nell’attuazione di <strong>misure di stimolo all’economia</strong>. In particolare verrà posta molta attenzione nei confronti della crescita dell’<strong>inflazione</strong>, dopo gli aumenti dei prezzi di generi alimentari ed energia evidenziati dalle ultime proiezioni stilate lo scorso gennaio. L’aumento dei prezzi, per ora, viene considerato solo a breve termine, ma il <strong>FOMC</strong> si è detto pronto a intervenire con adeguate contromisure nel caso in cui il trend rialzista dovesse proseguire nel lungo periodo.</p>
<p>Come nelle attese degli investitori, la <strong>Reserve Bank of Australia</strong> a lasciato <strong>invariati i tassi di interesse al 4,75%</strong>, ritenendo l’attuale politica monetaria “appropriata” alla situazione economica in corso. I toni del comunicato che ha fatto seguito alla decisione sono rimasti sostanzialmente gli stessi rispetto alla precedente riunione della <strong>RBA</strong>. E’ stato espresso anche un parere riguardante il possibile impatto sull’economia asiatica del terremoto che ha colpito il Giappone, ritenendo che le conseguenze saranno limitate.</p>
<h3><span style="color: #33cccc;"><strong>CALENDARIO MACROECONOMICO DELLA SETTIMANA DALL’11/04/2011 al 17/04/2011</strong></span></h3>
<p><strong>La prossima settimana il calendario macroeconomico </strong>presenta alcuni importanti appuntamenti che potrebbero finire per influenzare le quotazioni della varie monete sul <strong>Forex</strong>.<br />
Il <strong>Dollaro USA</strong> potrebbe recuperare leggermente il terreno perso la scorsa settimana nei primi giorni della prossima, già a partire da lunedì, ma il <strong>trend ribassista dovrebbe continuare</strong>, soprattutto perché sono attesi discorsi non molto incoraggianti sullo stato dell’economia USA da parte di alcuni membri della <strong>Federal Reserve</strong>. Durante la settimana verranno rilasciate molte statistiche relative all’economia statunitense, che non dovrebbero tuttavia influenzare più di tanto le quotazioni dell’<strong>USD </strong>sul <strong>Forex</strong>.<br />
<strong>Martedì</strong> sarà importante valutare i dati riguardanti l’<strong>inflazione nel Regno Unito</strong>, in vista di possibili rialzi dei <strong>tassi di interesse</strong> da parte della <strong>Bank of England</strong> nel secondo trimestre 2011. Nello stesso giorno si riunirà la <strong>Bank of Canada</strong> per decidere in merito ai <strong>tassi di interesse</strong>, che dovrebbero rimanere invariati all’1,00%.<br />
<strong>Mercoledì</strong> giungeranno i dati relativi alla <strong>produzione industriale nell’Eurozona</strong>, ai <strong>prezzi alla produzione in Svizzera </strong>e allo <strong>stato del mercato del lavoro nel Regno Unito</strong>.<br />
<strong>Giovedì</strong> sarà la volta delle <strong>vendite di prodotti manifatturieri in Canada</strong> e dell’<strong>indice ZEW in Svizzera</strong>.<br />
Infine <strong>venerdì</strong> i dati più significativi giungeranno dalla <strong>Cina</strong> e potrebbero influenzare, in senso positivo o negativo, la <strong>propensione al rischio</strong> da parte degli investitori internazionali. Da Pechino giungeranno infatti le statistiche riguardanti <strong>inflazione</strong> e <strong>PIL</strong>.<br />
</p>
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		<title>BCE alza i tassi di interesse, invariati in Giappone e Regno Unito</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 15:58:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cris</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Banca Centrale Europea</strong> ha comunicato oggi la decisione di aver <strong>alzato dello 0,25% i tassi ufficiali di interesse.</strong> La notizia era nell&#8217;aria da tempo, soprattutto dopo le dichiarazioni degli ultimi tempi del <strong>Presidente della BCE, Jean-Claude Trichet</strong>, in riferimento alla necessità di contenere la crescente <strong>inflazione nell&#8217;Eurozona</strong>.</p>
<p>Dunque nessuna sorpresa e un ritocco al rialzo di 1/4 di punti base che finirà comunque per influenzare l&#8217;andamento dell&#8217;economia del Vecchio Continente, nonché mutui e prestiti a tasso variabile. Da verificare come reagirà l&#8217;<strong>Euro</strong> sul <strong>mercato Forex.</strong></p>
<p><span id="more-2074"></span></p>
<p>Oggi si sono riuniti anche i <strong>comitati per la politica monetaria</strong> delle <strong>banche centrali di Giappone e Regno Unito</strong>. In entrambi i casi si è deciso di <strong>mantenere invariati i tassi ufficiali di interesse</strong> e il programma di acquisto di nuovi assets. Nel caso della <strong>Bank of England (BoE)</strong> la decisione era ampiamente prevedibile. Non così per quanto riguarda la <strong>Bank of Japan (BoJ)</strong>, vista la situazione d&#8217;emergenza nella quale versa il Paese dopo il recente, terribile terremoto.</p>
<p><strong>Martedì </strong>era stata la volta della <strong>Reserve Bank of Australia (RBA)</strong> nel decidere di mantenere invariati i tassi di interesse australiani.</p>
<p>Per conoscere tutti i più importanti <strong>tassi ufficiali di interesse</strong> applicati dalla Banche Centrali e aggiornati potete consultare una<strong> <a title="Tabella dei tassi di interesse delle Banche Centrali mondiali" href="http://online-forex-trading.it/il-mercato-forex/tabella-dei-tassi-di-interesse-delle-banche-centrali-mondiali/">comoda tabella che trovate qui</a>.<a title="Tabella dei tassi di interesse delle Banche Centrali mondiali" href="http://online-forex-trading.it/il-mercato-forex/tabella-dei-tassi-di-interesse-delle-banche-centrali-mondiali/"></a></strong></p>

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		<title>Forex, rapporto settimanale e calendario macroeconomico:  CAD valuta in ascesa, carry trading sullo JPY, salgono EUR e AUD</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2011 21:46:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cris</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2061" title="Rapporto Forex: settimana dal 28 Marzo al 3 Aprile 2011" src="http://online-forex-trading.it/wp-content/uploads/2011/04/Marzo-28-Aprile-3.png" alt="Rapporto Forex: settimana dal 28 Marzo al 3 Aprile 2011" width="150" height="166" />Questa settimana  (dal 28 marzo al 3 aprile 2011) sul <strong>mercato Forex</strong> si sono verificate <strong>massicce vendite sullo Yen giapponese (JPY)</strong> divenuto oggetto di <strong><em>carry trading</em></strong> da parte degli investitori internazionali. I mercati azionari sono tornati sui massimi toccati prima del disastroso terremoto in Giappone, con l’<strong>indice Dow Jones </strong>della Borsa di New York che ha rotto la resistenza posta a 12.931, supportato da solidi dati economici.</p>
<p>La valuta che si è comportata meglio sul <strong>Forex</strong> è stata senza dubbio quella canadese, con il <strong>Dollaro canadese (CAD)</strong> che ha beneficiato dell’aumento dei prezzi del petrolio greggio. Anche il <strong>Dollaro australiano (AUD)</strong> si è messo in evidenza, toccando il nuovo record contro il <strong>Dollaro statunitense (USD).</strong></p>
<p><span id="more-2059"></span><br />
Tra le valute europee, l’<strong>Euro (EUR) </strong>si è confermato la migliore, supportato sempre dalle aspettative riguardanti l’<strong>aumento dei tassi di interesse </strong>da parte della <strong>BCE</strong>. Debole il <strong>Franco svizzero (CHF)</strong>, altra valuta a rischio di pratiche speculative, mentre la <strong>Sterlina britannica (GBP)</strong> è risultata essere mista, permanendo l’incertezza sui tassi di interesse.</p>
<p><br />
Come detto i <strong>dati economici arrivati dagli Stati Uniti sono risultati essere solidi.</strong> Si è avuta un’espansione degli <strong>stipendiati del settore non agricolo</strong>, saliti di 216.000 unità a marzo, contro i 194.000 di febbraio. Inoltre il <strong>tasso di disoccupazione è sceso all’8,8%</strong>, dato che rappresenta il più basso valore da due anni a questa parte.<br />
Spinto da queste statistiche l’<strong>USD</strong> ha tentato un ribalzo verso metà settimana, per poi ripiegare a seguito delle dichiarazioni <strong>del governatore della Fed di New York, William Dudley</strong>, che ha fatto capire che è molto improbabile un <strong>aumento nel breve dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve</strong>, dichiarando che la stessa <strong>Fed </strong>è ben lontana dal raggiungimento dei due obiettivi che si è posta, vale a dire il mantenimento della stabilità dei prezzi e la decisa ripresa dell’occupazione.</p>
<p>L’<strong>Euro</strong> ha guadagnato nei confronti delle altre valute europee e contro lo <strong>JPY</strong>, rimanendo invece praticamente fermo contro l’<strong>USD</strong>. La moneta comunitaria ha continuato a beneficiare delle speculazioni riguardanti il più che probabile <strong>aumento dei tassi di interesse</strong>, sostenute anche dal dato sull’<strong>inflazione</strong>, <strong>salita al 2,6% a Marzo</strong>, risultando al di sopra dell’obiettivo del 2% per il quarto mese consecutivo. Ecco dunque che diventa sempre più probabile l’imminente aumento di 25 punti base dei tassi ufficiali di interesse, con ulteriori rialzi che potrebbero essere decisi nel corso del 2011, addirittura con ritocchi ogni trimestre.</p>
<h3><span style="color: #33cccc;"><strong>CALENDARIO MACROECONOMICO DELLA SETTIMANA DAL 04/04/2011 al 10/04/2011</strong></span></h3>
<p><strong>La prossima settimana il calendario macroeconomico </strong>presenta alcuni importanti appuntamenti che potrebbero finire per influenzare le quotazioni della varie monete sul <strong>Forex</strong>.<br />
<strong>Si riuniranno ben quattro banche centrali</strong> e sono attese importanti decisioni riguardanti i relativi <strong>tassi di intesse.</strong> Dopo che <strong>martedì</strong> si sarà riunita la <strong>Reserve Bank of Austalia (RBA)</strong>, <strong>giovedì</strong> sarà il turno della <strong>Banca Centrale Europea (BCE), della Bank of Japan (BoJ)</strong> e della <strong>Bank of England (BoE).</strong> Dal <strong>Giappone</strong> potrebbero essere prese misure di <strong>alleggerimento quantitativo</strong>, dopo la diffusione, attesa per lunedì, dei dati riguardanti l’<strong>indice Tankan</strong>, importante indicatore di breve termine.<br />
Sarà interessante esaminare i <strong>verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve</strong>, che verranno pubblicati <strong>martedì</strong>.<br />
<strong>Lunedì</strong> da valutare con attenzione il dato dell’<strong>indice Sentix dell’Eurozona</strong>, che misura la fiducia degli investitori.<br />
<strong>Mercoledì</strong> attenzione al dato sull’<strong>inflazione in Svizzera </strong>e al <strong>PIL dell’Eurozona</strong>.<br />
<strong>Giovedì</strong> verranno pubblicati i dati riguardanti la <strong>richiesta di sussidi di disoccupazione USA.</strong><br />
<strong>Venerdì</strong> si conoscerà il valore del <strong>tasso di disoccupazione in Svizzera e Canada</strong> e quello della <strong>bilancia commerciale in Germania.</strong></p>

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		<title>Forex, rapporto settimanale: recupera l’USD, tassi di interesse invariati per BoE, BOC, RBA e RBNZ</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Dec 2010 23:52:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cris</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La settimana che si è appena conclusa (dal 6 al 12 Dicembre 2010) sul <span style="color: #00ffff;"><strong>mercato Forex</strong></span> è stata caratterizzata da un recupero del <strong>Dollaro USA</strong> (<strong>USD</strong>), favorito dall’estensione per altri due anni delle agevolazioni fiscali per le classi medio-alte decise dal <strong>Presidente Barack Obama</strong>. In questo modo molti economisti ritengono che l’economia statunitense intera possa trarne benefici e consentire alla <strong>Fed</strong> di portare a termine il <strong>QE2</strong>, per poi varare anche un <strong>terzo piano di alleggerimento quantitativo</strong> (<strong>QE3</strong>) non appena concluso il secondo. Inoltre il timore di un peggioramento del debito pubblico ha provocato <strong>vendite dei titoli di stato USA</strong>, con conseguente aumento dei rendimenti dei bonds statunitensi. Le ripercussioni non si sono fatte attendere, soprattutto per la <strong>coppia Forex USD/JPY</strong>, storicamente molto sensibile alle variazioni dei rendimenti dei titoli di stato, che infatti ha rimbalzato e ora sembra pronta a rompere la <strong>resistenza posta a 84,39</strong>.</p>
<p><span id="more-1736"></span></p>

<p>Nonostante il buon andamento della valuta statunitense, le previsioni per l’andamento dell’<strong>USD</strong> restano ancora incerte. La forza dimostrata questa settimana potrebbe essere solo dovuta a una serie di aggiustamenti tecnici piuttosto che a una reale inversione di tendenza. Fa però eccezione l’andamento della già citata <strong>coppia USD/JPY</strong>.</p>
<p>Prima della fine dell’anno, per capire quale possa essere il futuro dell’<strong>USD</strong>, sarà interessante tener d’occhio l’andamento del <strong>mercato azionario</strong> a <strong>Wall Street</strong> e vedere se l’indice <strong>S&amp;P 500</strong> della <strong>Borsa di New York</strong>, in terreno positivo da più di un mese, continuerà a crescere oppure, come pare probabile, rallenterà, retrocedendo.</p>
<p>Gli investitori internazionali dovranno guardare anche alla situazione dei <strong>tassi di interesse della Cina</strong>, destinati a salire per combattere la crescente <strong>inflazione</strong> che sta caratterizzando l’economia cinese, balzata al 5,01% su base annua al rilevamento di Novembre.</p>
<p>Attenzione pure a ulteriori <strong>rialzi sui mercati dei titoli di stato USA</strong>, in modo particolare a quelli a 10 anni e a 30 anni. Dopo il solido risultato dell’asta della scorsa settimana per i bond a 30 anni e quello un po’ meno convincente per i titoli a 10 anni, un ulteriore interesse per questo tipo di investimenti potrebbe consentire al <strong>Dollaro USA</strong> contro lo <strong>Yen giapponese</strong> (<strong>JPY</strong>) di varcare la <strong>resistenza a 84,39</strong> di cui si è accennato prima e favorire un ulteriore recupero del <em>“biglietto verde”</em> nei confronti delle valute più importanti (<strong>GBP, EUR, AUD, CAD</strong> e <strong>CHF</strong>).</p>
<p>Infine, dopo il nuovo record a 1.432,5$ l’oncia della scorsa settimana, il <strong>prezzo dell’oro </strong>sembra destinato a calare, pur non potendo scartare del tutto l’ipotesi di un avvicinamento alla soglia psicologica di 1.500$ l’oncia. Ci si attende comunque un <strong>rimbalzo del metallo prezioso</strong>, fattore che potrebbe portare l’<strong>USD</strong> ad apprezzarsi maggiormente, dato il rapporto storicamente inversamente proporzionale tra la valutazione della <strong>moneta statunitense</strong> e quella dell’<strong>oro</strong>.</p>
<p>La settimana è stata caratterizzata anche dalle riunioni dei <strong>Consigli Direttivi</strong> delle <strong>Banche Centrali</strong> di <strong>Gran Bretagna, Canada, Australia</strong> e <strong>Nuova Zelanda</strong>. In tutti e quattro i casi non ci sono state variazioni dei <strong>tassi ufficiali di riferimento</strong>. Del resto non ci si attendeva il contrario.</p>
<p>La riunione della <strong>Bank of England</strong> (<strong>BoE</strong>) è stata in realtà poco significativa.<br />
Gli esiti dell’incontro degli esponenti più importanti della <strong>Bank of Canada</strong> (<strong>BOC</strong>) hanno portato alla decisione di mantenere <strong>invariato all’1% il tasso ufficiale di interesse</strong>, motivando tale provvedimento con le preoccupazioni relative alla ripresa economica globale, aumentate dalla <strong>crisi del debito di alcuni Stati dell’Eurozona</strong> e da dati sull’economia interna non in linea con le previsioni. Nel comunicato ufficiale rilasciato dalla <strong>BOC</strong> si legge di previsioni di crescita “moderate”, con possibili sorprese positive.<br />
La <strong>Reserve Bank of Australia</strong> (<strong>RBA</strong>) ha lasciato <strong>invariati i tassi di interesse al 4,75%.</strong> Anche in questo caso nessuna sorpresa, mentre più sorprendente il fatto che nel comunicato ufficiale post-meeting non sia stata data molta importanza al <strong>rallentamento del PIL</strong> registrato nel terzo trimestre 2010, permanendo una sostanziale fiducia nella crescita dell’economia australiana. Preoccupa invece il perdurare dell’alto costo delle <strong>materie prime</strong>, fattore che potrebbe incidere negativamente su investimenti e introiti fiscali.<br />
La <strong>Reserve Bank of New Zealand</strong> (<strong>RBNZ</strong>) ha mantenuto i <strong>tassi ufficiali di interesse al 3%</strong>, in linea con le previsioni. A condizionare tale decisione è stato sicuramente il rallentamento della crescita economica interna, non in linea con le previsioni dello scorso Settembre. La <strong>RBNZ</strong> si attende una crescita dell’economia più lenta rispetto a quanto annunciato in precedenza per il biennio 2010/2011, mentre la ripresa dovrebbe avvenire a un ritmo maggiore rispetto a quanto previsto nel biennio successivo, 2011/2012.</p>
<p>La prossima settimana, in ottica <strong>Forex</strong>, sarà importante valutare gli esiti delle <strong>decisioni sui tassi di interesse</strong> della <strong>Fed USA</strong> e la <strong>Swiss National Bank</strong> (<strong>SNB</strong>). In entrambi i casi non ci si aspettano variazioni. Alla fine della settimana è atteso anche un summit degli Stati membri dell’<strong>UE</strong> che, tuttavia, non dovrebbe portare a decisioni inattese in merito all’espansione del <strong>fondo per soccorrere le Nazioni comunitarie in difficoltà economiche</strong>. Infatti <strong>Francia</strong> e <strong>Germania</strong> si sono già dichiarate contrarie a questo tipo di mossa e all’istituzione degli <strong>Eurobond</strong>, secondo la proposta <strong>Juncker-Tremonti</strong>.</p>

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