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Forex e dati macro: pesano il discorso di Bernanke e il calo dei prezzi delle materie prime
Nella giornata di ieri sono stati pubblicati alcuni dati macroeconomici che possono dare significative indicazioni per come investire sul mercato Forex.
Infatti in Germania la produzione industriale in Aprile è risultata in calo dello 0,6%, in controtendenza rispetto alle previsioni degli economisti, che si attendevano un rialzo dello 0,2%. Il dato annualizzato mostra una crescita del 9,6%, leggermente inferiore rispetto alle attese (+10%).
La pubblicazione del Beige Book della Fed ha messo in evidenza come ci sia stato, per la prima volta nel 2011, un rallentamento della crescita dell’economia USA, seppur limitato ad alcune regioni statunitensi. A pesare sulle spese dei consumatori americani è stato soprattutto l’aumento del prezzo dell’energia, mentre il settore manifatturiero ha subito la crisi in atto in Giappone.
Rapporto settimanale Forex: nuovo rimbalzo dell’USD, tornano gli acquisti su JPY, EUR sotto pressione
La settimana che si è appena conclusa (dal 9 al 15 Maggio 2011) sul Forex ha fatto registrare nuovo rimbalzo del Dollaro USA (USD), favorito dal fatto che gli investitori internazionali hanno preferito virare su risorse meno rischiose. L’Euro (EUR), dopo aver vissuto un periodo di significativi rialzi a seguito delle attese riguardanti le decisioni della BCE sui tassi ufficiali di interesse, è risultato sotto pressione a causa delle nuove preoccupazioni riguardanti la crisi del debito sovrano in Grecia. Anche la Sterlina inglese (GBP) ha incontrato qualche difficoltà sul mercato Forex. Lo Yen giapponese (JPY) ha beneficiato del ritorno dell’avversione al rischio esattamente come fatto dall’USD. Dollaro australiano (AUD) e Dollaro canadese (CAD) hanno seguito i ribassi verificatisi sui mercati delle materie prime.
Proprio in merito alle materie prime, da segnalare il nuovo minimo storico dell’argento, mentre il prezzo del petrolio è rimasto sostanzialmente sui livelli della scorsa settimana. In generale tutti i prezzi delle materie prime hanno subito ribassi, più o meno significativi.
BCE alza i tassi di interesse, invariati in Giappone e Regno Unito
La Banca Centrale Europea ha comunicato oggi la decisione di aver alzato dello 0,25% i tassi ufficiali di interesse. La notizia era nell’aria da tempo, soprattutto dopo le dichiarazioni degli ultimi tempi del Presidente della BCE, Jean-Claude Trichet, in riferimento alla necessità di contenere la crescente inflazione nell’Eurozona.
Dunque nessuna sorpresa e un ritocco al rialzo di 1/4 di punti base che finirà comunque per influenzare l’andamento dell’economia del Vecchio Continente, nonché mutui e prestiti a tasso variabile. Da verificare come reagirà l’Euro sul mercato Forex.
Forex, rapporto settimanale e calendario macroeconomico: CAD valuta in ascesa, carry trading sullo JPY, salgono EUR e AUD
Questa settimana (dal 28 marzo al 3 aprile 2011) sul mercato Forex si sono verificate massicce vendite sullo Yen giapponese (JPY) divenuto oggetto di carry trading da parte degli investitori internazionali. I mercati azionari sono tornati sui massimi toccati prima del disastroso terremoto in Giappone, con l’indice Dow Jones della Borsa di New York che ha rotto la resistenza posta a 12.931, supportato da solidi dati economici.
La valuta che si è comportata meglio sul Forex è stata senza dubbio quella canadese, con il Dollaro canadese (CAD) che ha beneficiato dell’aumento dei prezzi del petrolio greggio. Anche il Dollaro australiano (AUD) si è messo in evidenza, toccando il nuovo record contro il Dollaro statunitense (USD).
Forex, rapporto settimanale e calendario macroeconomico: EUR e JPY rimbalzano verso la fine, USD sempre in ribasso
Questa settimana (dal 7 al 13 marzo 2011) sul mercato Forex si è assistito a un rimbalzo dell’Euro (EUR) e dello Yen giapponese (JPY), mentre il Dollaro USA (USD) ha avuto un andamento tale da confermare il trend ribassista, perlomeno nel breve periodo.
L’EUR ha aperto la settimana in difficoltà, a causa dei timori relativi alla crisi del debito di alcuni Stati dell’Eurozona, ma ha recuperato negli ultimi giorni, dopo l’accordo tra i leaders europei, che hanno accettato il patto di competitività proposto da Germania e Francia.
Forex, rapporto settimanale: la crisi dell’Eurozona e Moody’s affossano EUR e GBP, rimbalza l’USD
La settimana che si è appena conclusa (dal 13 al 19 Dicembre 2010) sul mercato Forex è stata dominata dalla preoccupazione per la crisi del debito nell’Eurozona, con Euro (EUR) e Sterlina britannica (GBP) sotto pressione per evidenti motivi. In particolare le due valute sono state oggetto di significative vendite dopo il downgrade di ben 5 punti che Moody’s, importante agenzia di rating internazionale, ha attuato nei confronti dell’Irlanda, passata da “Aa2” a “Baa1”. EUR e GBP hanno perso conto il Franco svizzero (CHF) e il Dollaro australiano (AUD) su tutte.
Se la settimana è risultata essere difficile per la valuta comunitaria, il Dollaro statunitense ha invece guadagnato contro quasi tutte le valute più importanti, con le eccezioni di CHF e AUD. A dare sostegno al “biglietto verde” è stata l’approvazione da parte del Senato USA dell’estensione del piano di tagli alle tasse per le classi medio-alte, deciso dal Presidente Barack Obama. Oltre a questo, anche il positivo andamento dei rendimenti dei titoli di stato ha aiutato la moneta statunitense. Verso fine settimana, tuttavia, l’appeal dei bonds USA è venuto meno e questo ha spinto al ribasso la coppia Forex USD/JPY.
Forex, rapporto settimanale: recupera l’USD, tassi di interesse invariati per BoE, BOC, RBA e RBNZ
La settimana che si è appena conclusa (dal 6 al 12 Dicembre 2010) sul mercato Forex è stata caratterizzata da un recupero del Dollaro USA (USD), favorito dall’estensione per altri due anni delle agevolazioni fiscali per le classi medio-alte decise dal Presidente Barack Obama. In questo modo molti economisti ritengono che l’economia statunitense intera possa trarne benefici e consentire alla Fed di portare a termine il QE2, per poi varare anche un terzo piano di alleggerimento quantitativo (QE3) non appena concluso il secondo. Inoltre il timore di un peggioramento del debito pubblico ha provocato vendite dei titoli di stato USA, con conseguente aumento dei rendimenti dei bonds statunitensi. Le ripercussioni non si sono fatte attendere, soprattutto per la coppia Forex USD/JPY, storicamente molto sensibile alle variazioni dei rendimenti dei titoli di stato, che infatti ha rimbalzato e ora sembra pronta a rompere la resistenza posta a 84,39.