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Forex: EUR e GBP in calo contro l’USD in attesa delle decisioni sui tassi di interesse. Consiglio su USD/JPY

Questa mattina sui mercati asiatici Forex è proseguito il calo di Sterlina Britannica (GBP) ed Euro (EUR) contro il Dollaro USA (USD) in attesa della decisione relativa ai tassi di interesse da parte, rispettivamente, della Bank of England (BoE) e della Banca Centrale Europea (BCE).
Nonostante il soddisfacente risultato degli stress-test operati sul sistema bancario europeo e rilevamenti positivi riguardanti l’economia dell’Eurozona, la BCE dovrebbe mantenere invariati i tassi di interesse all’1%.
Anche i tassi di interesse del Regno Unito dovrebbero rimanere gli stessi, allo 0,5%, pur essendoci una limitata possibilità che ci sia un lieve ritocco verso l’alto.
Il Dollaro USA ha beneficiato pure del raffreddamento delle voci relative a un nuovo alleggerimento quantitativo da parte della Fed, grazie anche a solidi dati relativi all’economia degli Stati Uniti. La moneta statunitense potrebbe apprezzarsi ancora di più contro le due valute europee, ma gli investitori rimangono in attesa di nuovi e confortanti dati provenienti dagli USA nella giornata di venerdì.
Forex: USD in calo contro JPY, EUR e GBP, attesa per dati su occupazione e servizi. Consiglio su GBP/JPY

Questa mattina sui mercati valutari asiatici lo Yen giapponese (JPY) è risultato ancora in rialzo contro il Dollaro USA (USD), tanto che la coppia USD/JPY ha toccato il minimo di 85,31. In generale lo Yen pare essere in recupero contro le principali valute.
Tale andamento positivo della valuta giapponese è spiegabile con i timori relativi alla ripresa economica sia degli Stati Uniti che globale. Molti investitori hanno inoltre preferito investire in titoli di Stato, nonostante il rendimento dei bonds USA a due anni stia toccando livelli record al ribasso e anche i titoli di Stato giapponesi a 10 anni siano scesi sotto il rendimento dell’1% per la prima volta in sette anni.
Il Dollaro USA continua a essere sotto pressione e aumentano le speculazioni che la Fed possa attuare di nuovo una politica di alleggerimento quantitativo, come quella iniziata nel marzo 2009, già dalla prossima settimana. Tale misura prevede la “stampa” di moneta da parte della Banca Centrale statunitense e la sua iniezione nel sistema finanziario ed economico.
Forex: invariati i tassi di interesse in Australia, AUD in calo, EUR in crescita. Come investire sul petrolio

La Reserve Bank of Australia (RBA), cioè la Banca Centrale australiana, ha lasciato invariati i tassi di interesse al 4,5%, come nelle attese. Il Governatore dell’Istituto centrale australiano, Glenn Stevens, ha spiegato tale decisione parlando di una crescita economica in linea con l’andamento generale, di un’inflazione vicina all’obiettivo e di previsioni per il futuro che restano comunque incerte. Si è trattato del terzo mese consecutivo senza ritocchi al tasso di interesse da parte della RBA, dopo che tra ottobre 2009 e maggio 2010 ce ne furono ben sei. Ora ci si attende che la Banca Centrale australiana lasci i tassi invariati fino alla fine del 2010 o che, perlomeno, non li ritocchi per altri 2-3 mesi.
Per consultare una tabella riepilogativa dei tassi di interesse praticati dalle maggiori Banche Centrali clicca qui.
Il Dollaro australiano (AUD) ha bruciato i guadagni messi a segno durante la notte, soprattutto a causa di dati non confortanti relativi alle autorizzazioni per la costruzione di case nuove a giugno, calate del 3,3% (a maggio il calo fu del 14%), e alle vendite al dettaglio, in calo dello 0,2%. Le fluttuazioni delle quotazioni dell’AUD restano comunque legate più alla propensione al rischio da parte degli investitori che ai dati economici diffusi.
Forex: in apertura sui mercati asiatici volano le valute legate alle materie prime e la GBP

In apertura di settimana sui mercati asiatici c’è da segnalare l’apprezzamento di molte valute legate alle materie prime e della Sterlina britannica. Se per quest’ultima non si tratta di una novità, per le altre attualmente in guadagno lo è, dato che la scorsa settimana le stesse valute sono risultate in calo.
Le coppie AUD/USD e GBP/USD hanno già raggiunto e superato i massimi toccati a luglio. L’Euro, dal canto suo, sembra invece non riuscire a superare la soglia di 1,3100 contro il Dollaro statunitense.
Dalla Cina è già arrivato un dato significativo, riguardante l’indice PMI manifatturiero di luglio, che è risultato essere sotto il livello 50, precisamente a 49,4. Questo dato potrebbe convincere le autorità di Pechino a non attuare ulteriori misure restrittive a livello economico.
Forex valute-materie prime: attesa per il PIL USA, JPY al centro dell’attenzione. Consiglio per investire su EUR/JPY

I mercati sono piuttosto cauti in attesa dei risultati riguardanti il PIL degli Stati Uniti del secondo trimestre 2010, che verranno diffusi oggi. La coppia EUR/USD è arretrata dopo aver toccato il livello di resistenza compreso tra 1,3105 e 1,3123, mentre il Dollaro USA ha oscillato in intervalli piuttosto ristretti contro le altre valute principali, fatta eccezione per la coppia USD/JPY, che ha rotto il supporto a 86,26 ed è tornata verso un trend ribassita. Le coppie EUR/JPY e GBP/JPY hanno invece esteso l’arretramento in atto durante tutta la settimana.
Ieri sono stati diffusi molti dati in Giappone. Il livello di disoccupazione a giugno è salito inaspettatamente al 5,3% dal 5,2% precedente. La deflazione continua a rappresentare un problema, dato che a giugno l’indice CPI core è salito dal -1,2% al -1,0% su base annua. L’indice PMI del settore manifatturiero è calato da 53,9 a 52,8 e anche la produzione industriale è scesa dell’1,5% su base mensile. La percentuale di inizio di costruzione di nuove case a giugno è cresciuta solo dello 0,6%, mentre ci si attendeva una crescita maggiore, attorno all1,8% dopo il -4,6% di maggio. In aumento invece la spesa delle famiglie, cresciuta a giugno dello 0,5%. In pratica questi dati confermano che la ripresa economica giapponese è sempre più in discussione e, contemporaneamente, aumentano i rischi di una recessione di tipo double dip.
Forex: cala fiducia dei consumatori dopo dati USA, in ribasso JPY e NZD. Analisi e consiglio per investire su GBP/USD

Dopo il rialzo dei tassi di interesse da parte della Reserve Bank of New Zealand, la Banca Centrale neozelandese, il Dollaro della Nuova Zelanda (NZD) ha subito un calo, soprattutto in considerazione delle dichiarazioni del Governatore della RBNZ, Alan Ballard, sull’andamento futuro dei tassi di interesse. Infatti Ballard ha sottolineato come ci sia meno ottimismo rispetto a quanto prospettato lo scorso giugno in merito a futuri aumenti dei tassi stessi.
Analizzando quanto accaduto sui mercati azionari, si nota una moderata diminuzione della propensione al rischio da parte degli investitori, dal momento che i dati sugli ordini di beni durevoli in USA, calati dell’1% a Giugno, sono risultati inferiori rispetto alle attese, visto che si prevedeva un calo dello 0,8%, e anche il Libro Beige della Fed non ha fornito sufficiente sostegno alla fiducia di chi investe.
Forex: attesa decisione sui tassi interesse in Nuova Zelanda, in ribasso lo JPY. Analisi tecnica dell’oro, sempre sotto pressione
Questa mattina sul mercato dei Forex c’è da segnalare la continua ascesa delle valute contro lo Yen giapponese (JPY). Tale deprezzamento della moneta del paese del Sol Levante si deve soprattutto all’aumento della propensione al rischio da parte degli investitori internazionali e ai guadagni oltre le aspettative annunciati da Canon Inc. L’indice Nikkei della Borsa di Tokyo è così salito del 2,7%, mentre l’indice MSCI riferito alla zona Asia-Pacifico ha guadagnato l’1%.
Sia la coppia EUR/JPY che quella GBP/JPY sono risultate in rialzo, dopo aver rotto le rispettive resistenze a 113,40 e 136,39 nella giornata di ieri.
I risultati non proprio soddisfacenti riguardanti la fiducia dei consumatori negli Stati Uniti, diffusi durante la notte, hanno messo un po’ in difficoltà il Dollaro USA (USD).
Sul fronte del Dollaro australiano (AUD) c’è da segnalare la diffusione dei dati riguardanti l’inflazione nel secondo trimestre 2010 in Australia, risultati in calo rispetto alle previsioni. Infatti il CPI australiano è cresciuto dello 0,6% su base trimestrale e del 3,1% su base annua, mentre ci si attendeva rispettivamente una crescita dell’1% e del 3,4%.