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Articoli marcati con tag ‘calendario economico’

PostHeaderIcon Rapporto settimanale Forex del 15 agosto su valute-azioni-petrolio. Calendario economico e analisi del mercato

La settimana che si è da poco conclusa (dal 9 agosto al 15 agosto 2010) ha fatto segnare  un ritracciamento dei mercati azionari, con gli investitori internazionali che hanno preferito prendere le distanze dai titoli considerati maggiormente a rischio. L’indice S&P 500 della Borsa di New York alla fine della settimana ha perso il 3,85%. Sono indietreggiati anche i prezzi di petrolio, grano e delle valute più a rischio, soprattutto a causa di dati macroeconomici risultati peggiori rispetto alle aspettative.

I tre fattori più importanti che hanno caratterizzato la scorsa settimana sono stati: per primo l’annuncio da parte della Fed di una politica di espansione quantitativa più soft rispetto alle previsioni, arrivato congiuntamente alla decisione di mantenere i tassi di interesse invariati al minimo storico dello 0,25%. A parte una prima, breve reazione positiva, gl investitori non hanno accolto bene tale decisione, con i mercati che avevano “scommesso” in direzione di una politica di “quantitative easing” più decisa prima della riunione del FOMC, comitato che si occupa dell’indirizzamento della politica monetaria della Federal Reserve. Si è dunque verificata una vendita generalizzata di azioni, accompagnata da un forte rimbalzo del Dollaro USA (USD) che, adesso, potrebbe essere indirizzato verso un trend rialzista o quantomeno mettere a segno ulteriori rally nei confronti delle valute più importanti.

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PostHeaderIcon Rapporto settimanale Forex dell’8 agosto su valute-oro-grano. Calendario economico e analisi del mercato

La settimana che si è da poco conclusa (dal 2 all’8 agosto 2010), dal punto di vista Forex, è stata caratterizzata da  una generale debolezza del Dollaro USA (USD), che si è accentuata verso la fine della settimana, dopo la diffusione (venerdì) dei dati sull’occupazione negli Stati Uniti.
Tali statistiche hanno infatti aiutato a incrementare le voci speculative in merito a un nuovo piano di espansione quantitativa da parte della Federal Reserve. L’indice dell’USD ha così toccato il proprio minimo a 80,08, per poi chiudere la settimana a 80,41, mentre la coppia EUR/USD ha varcato la soglia di 1,3300, ma solo per un breve periodo, per poi ripiegare e chiudere a 1,3278 e la coppia USD/JPY è calata a 85,01, valore poco al di sopra del minimo del 2009 posto a 84,81.

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PostHeaderIcon Forex: rapporto settimanale valute-oro-petrolio del 1° agosto 2010. Calendario economico e analisi del mercato

Durante la settimana che si è da poco conclusa (dal 26 luglio al 1° agosto 2010) il Dollaro USA (USD) ha perso valore contro la maggior parte delle valute internazionali, soprattutto a causa di previsioni meno positive del previsto in merito alla ripresa economica e al calo dei rendimenti dei titoli di Stato USA.
La coppia USD/JPY ha toccato il nuovo minimo dle 2010, andando sotto il livello di 86,00, mentre la coppia EUR/USD ha chiuso la di sopra della resistenza psicologica rappresentata dal valore di 1,3000. Il Dollaro USA ha risentito della diffusione del dato sul PIL del secondo trimestre 2010, cresciuto solo del 2,4% su base annua, ma soprattutto della revisione al ribasso del PIL del triennio 2007-2008-2009. Tale revisione ha messo in luce che la recessione dell’economia statunitense è stata peggiore di quanto si era stimato finora, di conseguenza uscire da questa situazione sarà ancora più difficile. A portare ulteriore pessimismo ci ha pensato anche il Libro Beige della Federal Reserve, nel quale si è sottolineato come la ripresa ci sia, ma sia più lenta di quanto preventivato in giugno. Inoltre, in alcuni dei distretti esaminati, i segnali di ripresa sono nulli se non addirittura indicanti una direzione contraria.

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PostHeaderIcon Forex, rapporto settimanale valute-materie prime del 25 luglio. Appuntamenti sul calendario economico

La settimana che si è da poco conclusa (dal 19 luglio al 25 luglio 2010) ha fatto segnare un buon andamento dei mercati azionari mondiali. Il solo indice S&P 500 della Borsa di New York è salito del 3,5% o, se si preferisce, di 38 punti.
Dal punto di vista dei Forex, la scorsa settimana sono uscite particolarmente rafforzare le valute legate alle materie prime, dal momento che è aumentata anche la propensione al rischio da parte degli investitori, soprattutto grazie a dati molto confortanti riguardanti l’economia globale e i guadagni annunciati da parte di alcune grandi compagnie internazionali.
Particolarmente impressionante è stato l’aumento del PIL del Regno Unito del secondo trimestre 2010, cresciuto dell’1,1% rispetto al primo trimestre e dell’1,6% su base annua, mentre ci si attendeva una crescita rispettivamente dello 0,6% e dell’1,1%. Si è trattato del terzo trimestre consecutivo in aumento, soprattutto grazie alla spinta arrivata dall’industria dei servizi, da quella finanziaria e dal settore delle costruzioni. Questi dati, inoltre, lasciano intendere che il Regno Unito sta uscendo dalla recessione più velocemente del previsto. Inoltre la Bank of England (BoE), nelle minute diffuse la scorsa settimana, ha sottolineato la volontà di mantenere invariate le misure volte a stimolare l’economia nazionale.

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PostHeaderIcon Forex valute-materie prime: JPY debole, sale l’EUR, USD stabile, crescono oro e petrolio. Come investire sul petrolio.

Oggi i mercati asiatici hanno messo a segno importanti guadagni, sulla scia dei profitti notevoli annunciati da Intel e delle previsioni sulla crescita di Singapore, ritoccate al rialzo.
Dal punto di vista del mercato Forex queste due notizie hanno finito inevitabilmente per indebolire lo Yen giapponese (JPY), da sempre considerato “rifugio sicuro”, a causa dell’aumentata propensione al rischio da parte degli investitori.
Il Dollaro statunitense (USD) è rimasto sostanzialmente stabile, pareggiando le perdite di ieri.
Il Dollaro australiano (AUD) contro l’USD si è mostrato piuttosto debole, soprattutto a causa della revisione al ribasso della crescita economica del Paese annunciata dal Governo australiano. Infatti, per il 2010, si è passati dalla previsione di una crescita al 3,25% a quella al 3,00%, mentre per il 2011 dal 4,00% al 3,75%.

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PostHeaderIcon Forex valute-metalli: EUR in risalita contro l’USD, oro in forte calo. Consiglio per investire su EUR/USD

Oggi sul mercato Forex i dati economici rilevanti arriveranno dall’Unione Europea, dal Regno Unito e dagli Stati Uniti.

L’Euro (EUR) potrebbe essere influenzato dall’indice dei prezzi alla produzione (PPI) di maggio nell’Unione Monetaria Europea (UME), atteso in aumento dello 0,3%, contro lo 0,9% di aprile. Inoltre Sarà importante valutare anche la variazione percentuale del tasso di disoccupazione a maggio nella Zona Euro, con previsione che resti stabile al 10,1%

Il valore del Sterlina britannica (GBP) potrebbe risentire  dell’indice PMI delle settore costruzioni a giugno, atteso stabile a 58,5.

Infine il Dollaro statunitense (USD) si troverà a fare i conti con la variazione del numero dei lavoratori salariati non agricoli di giugno, atteso in calo di 110mila unità circa, contro l’aumento di 431mila unità di maggio, e con il dato riguardante i nuovi ordinativi delle aziende a maggio, atteso in calo dello 0,5%, dopo la crescita dell’1,2% registrata in aprile.

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PostHeaderIcon Forex valute-metalli: EUR in leggera ripresa, ritraccia la GBP, si consolida l’oro. Consiglio per investire su USD/CAD

Oggi sul mercato Forex i dati economici rilevanti arriveranno dall’UE, dall’Australia, dal Regno Unito e  dagli Stati Uniti.

L’Euro (EUR) si troverà a fare i conti con indice dei prezzi alla produzione di giugno nell’Unione Monetaria Europea (UME), atteso stabile a 55,6.

Il valore del Dollaro australiano (AUD) potrebbe essere influenzato dalla variazione percentuale del numero di permessi di costruzione di maggio, atteso in crescita del 32,5% contro il 21,3% precedente.

In Inghilterra verranno diffusi i dati riguardanti l’indice dei prezzi alla produzione di giugno, atteso a 57,5, in leggero calo rispetto al 58 di maggio, per cui si valuterà come e se possa esserne influenzata la Sterlina britannica (GBP).

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