Articoli marcati con tag ‘eur’
Forex, rapporto settimanale: occhi puntati su crisi di Eurozona e Grecia, niente QE3 dalla Fed, CHF da record
Nella settimana che si è appena conclusa (dal 20 al 26 Giugno 2011) le notizie sulla crisi del debito della Grecia e quelle relative all’economia dell’Eurozona hanno attirato gli interessi degli investitori internazionali. Relativamente al mercato Forex, sicuramente il Franco svizzero è stata la valuta che si è meglio comportata, dato che le quotazioni del CHF hanno raggiunto nuovi record contro Dollaro USA (USD), Euro (EUR) e Sterlina britannica (GBP).
In Grecia il governo del Primo Ministro Papandreou ha ottenuto la fiducia per una manciata di voti e la prossima settimana porterà al voto in Parlamento il nuovo piano di austerità, la cui approvazione è fondamentale per l’accesso alla nuova tranche del piano congiunto di aiuti di FMI e UE. Gli esperti ritengono che Papandreou riuscirà nel suo intento, anche se c’è un certo margine di incertezza che fa sì che gli investitori internazionali continuino a rimanere vigili sulla situazione greca. Tuttavia non si arresta il rischio di estensione a macchia d’olio della crisi, con l’agenzia Moody’s che non ha escluso il possibile downgrade di alcune banche italiane.
Questa situazione di incertezza nell’Eurozona si ripercuote inevitabilmente sui mercati internazionali e sul “sentimento” degli investitori.
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Forex, rapporto settimanale: UE e FMI danno ossigeno all’EUR in attesa della visita europea di Wen Jiabao
La settimana che si è appena conclusa (dal 13 al 19 Giugno 2011) ha visto diminuire il rischio che la Grecia non riceva la nuova tranches di aiuti, prevista all’interno del piano di salvataggio da 110 miliardi di euro stanziato da FMI e UE per cercare di risolvere la pesante crisi del debito sovrano nella quale è piombato il Paese ellenico da qualche tempo.
Sia il Fondo Monetario Internazionale che l’Unione Europea hanno garantito i nuovi fondi, a patto però che il Governo di Atene attui nuove misure di austerità, per le quali si sta battendo da tempo il Primo Ministro Papandreu, causa di rivolte popolari durante la scorsa settimana. Infatti il Governo è chiamato a nuovi tagli della spesa pubblica uniti a un ulteriore aumento delle tasse. Solo in questo modo la Grecia potrà continuare a ricevere gli aiuti economici internazionali per cercare di allontanare il rischio di insolvenza e dichiarare default.
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Forex, rapporto settimanale: EUR in stand-by, preoccupa il rallentamento della ripresa economica globale
La settimana che si è appena conclusa (dal 6 al 12 Giugno 2011) ha fatto registrare la conferma di un arretramento degli investitori internazionali rispetto a risorse considerate rischiose, quali azioni e materie prime. Del resto i dati macroeconomici pubblicati hanno posto l’accento sul rallentamento della crescita economica anche nei Paesi più sviluppati. Resta da capire se si tratti solo di una circostanza temporanea oppure rappresenti il preludio di un nuovo, ulteriore rallentamento.
Rapporto settimanale Forex: USD sempre debole, EUR sale grazie alla schiarita sulla crisi della Grecia
La settimana che si è appena conclusa (dal 30 Maggio al 5 Giugno 2011) ha visto il Dollaro USA (USD) ancora in sofferenza sul mercato Forex, nonostante alcuni fattori avrebbero dovuto favorire il recupero della valuta statunitense. Primi fra tutti la debolezza dei mercati azionari e dei prezzi delle materie prime.
La debolezza dell’USD è chiaramente attribuibile ai dati macroeconomici che sono giunti in settimana dagli Stati Uniti, risultati deludenti al punto da favorire nuovamente la diffusione di voci riguardanti un nuovo piano di alleggerimento quantitativo (QE3) da parte della Federal Reserve, in modo da dare sostegno all’economia USA. Tali notizie sembrano infondate, ma fino a quando la Fed non chiarirà del tutto la sua posizione in merito a un nuovo alleggerimento quantitativo, resterà alta la pressione sulla valuta statunitense. In tal senso sarà importante il discorso che Ben Bernanke, numero uno della Fed, terrà martedì prossimo.
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Rapporto settimanale Forex: USD debole, crisi greca tiene sotto pressione l’EUR, CHF da record
La settimana che si è appena conclusa (dal 16 al 22 Maggio 2011) è terminata con una ventata di ottimismo relativa ai mercati azionari e delle materie prime, mentre il Dollaro USA ha chiuso debole, soprattutto dopo le dichiarazioni provenienti dal G8, relative alla ripresa economica che starebbe prendendo sempre più consistenza. In realtà molti dati macroeconomici pubblicati negli ultimi tempi sembrerebbero suggerire proprio il contrario, soprattutto considerando la crescita dell’economia dei Paesi più sviluppati. Solo per citarne alcuni, proprio nell’ultima settimana nell’Eurozona l’indice PMI è calato notevolmente e anche negli Stati Uniti gli ordini di beni durevoli hanno avuto la stessa risultanza.
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Rapporto settimanale Forex: venerdì nero per l’EUR dopo il nuovo downgrade del rating della Grecia, tiene l’USD
Durante la settimana che si è appena conclusa (dal 16 al 22 Maggio 2011) sul mercato Forex l’Euro (EUR) ha tentato un recupero dopo le pressioni cui è stato sottoposto la scorsa settimana, dovendo sempre fare i conti con la crisi del debito sovrano della Grecia. Proprio in merito alle difficoltà del Paese ellenico, in settimana si sono susseguite voci riguardanti una revisione del piano di aiuti concessi e quelle di una nuova ristrutturazione del debito, ipotesi questa poco gradita alla BCE. Il risultato è stato che sul Forex si sono avute massicce vendite di posizioni in EUR, soprattutto nelle giornata di venerdì, a seguito del downgrade della Grecia di 3 punti da parte di Fitch, che ha portato il rating da BB+ a B+. Fitch ha inoltre precisato che qualsiasi mossa che potrebbe essere fatta per prolungare la durata del prestito obbligazionario concesso alla Grecia sarà vista come una evento verso un nuovo default.
Forex e dati macroeconomici: EUR stabile vs USD, crisi della Grecia e futuro del FMI rallentano il mercato obbligazionario
Ieri sul mercato Forex l’Euro (EUR) contro il Dollaro USA (USD) ha mantenuto i livelli toccati rispetto al valore minimo delle ultime sette settimane di scambi, chiudendo a 1,4315.
Dal punto di vista dei dati macroeconomici, i più importanti sono giunti dagli Stati Uniti. Infatti l’indice Philadelphia Fed (noto anche come Philly Fed), che misura l’andamento del settore manifatturiero nell’area di Philadelphia, è arrivato a 3,9, un valore decisamente più basso rispetto a quello del mese precedente (18,5) e assolutamente inatteso, visto che le previsioni andavano nel senso di una crescita di 20 punti.
Anche il superindice USA di Aprile è risultato in calo dello 0,3% su base mensile, mentre gli analisti si attendevano un aumento dello 0,1%.
Leggermente inferiore alle attese il dato sulle vendite di case esistenti di Aprile, che ha raggiunto i 5,5 milioni di USD, contro i 5,2 milioni previsti.
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