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Articoli marcati con tag ‘fed’

PostHeaderIcon Forex valute: BCE lascia invariati i tassi e l’EUR ne paga le conseguenze, in crescita USD, CAD, AUD e RUB

Di seguito presentiamo una serie di notizie su quanto accaduto ieri sul mercato Forex, utili strumenti per capire come investire in futuro sulle coppie Forex e quali siano le tendenze attuali di alcune tra le valute più importanti.

Il Dollaro canadese (CAD) ha beneficiato dell’aumento dei prezzi del petrolio greggio, arrivato ai massimi degli ultimi due anni, e dell’aumento della propensione al rischio da parte degli investitori internazionali, relativa ai Paesi le cui economie sono legate alla crescita economica mondiale.

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PostHeaderIcon Forex valute: JPY in calo dopo il downgrade di S&P, la Fed lascia invariati i tassi e l’USD perde contro l’EUR

Ieri sul mercato Forex la quotazione dello Yen giapponese (JPY) è risultata in calo sia contro il Dollaro USA (USD) che contro l’Euro (EUR). A causare lo scivolone della valuta giapponese è stato il declassamento dell’agenzia di rating Standard & Poor’s di un punto, fatto che ha portato il giudizio del credito nipponico a lungo termine da “AA“ ad “AA-”.

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PostHeaderIcon Forex, rapporto settimanale: la crisi dell’Eurozona e Moody’s affossano EUR e GBP, rimbalza l’USD

La settimana che si è appena conclusa (dal 13 al 19 Dicembre 2010) sul mercato Forex è stata dominata dalla preoccupazione per la crisi del debito nell’Eurozona, con Euro (EUR) e Sterlina britannica (GBP) sotto pressione per evidenti motivi. In particolare le due valute sono state oggetto di significative vendite dopo il downgrade di ben 5 punti che Moody’s, importante agenzia di rating internazionale, ha attuato nei confronti dell’Irlanda, passata da “Aa2” a “Baa1”. EUR e GBP hanno perso conto il Franco svizzero (CHF) e il Dollaro australiano (AUD) su tutte.
Se la settimana è risultata essere difficile per la valuta comunitaria, il Dollaro statunitense ha invece guadagnato contro quasi tutte le valute più importanti, con le eccezioni di CHF e AUD. A dare sostegno al “biglietto verde” è stata l’approvazione da parte del Senato USA dell’estensione del piano di tagli alle tasse per le classi medio-alte, deciso dal Presidente Barack Obama. Oltre a questo, anche il positivo andamento dei rendimenti dei titoli di stato ha aiutato la moneta statunitense. Verso fine settimana, tuttavia, l’appeal dei bonds USA è venuto meno e questo ha spinto al ribasso la coppia Forex USD/JPY.

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PostHeaderIcon Forex, rapporto settimanale: recupera l’USD, tassi di interesse invariati per BoE, BOC, RBA e RBNZ

La settimana che si è appena conclusa (dal 6 al 12 Dicembre 2010) sul mercato Forex è stata caratterizzata da un recupero del Dollaro USA (USD), favorito dall’estensione per altri due anni delle agevolazioni fiscali per le classi medio-alte decise dal Presidente Barack Obama. In questo modo molti economisti ritengono che l’economia statunitense intera possa trarne benefici e consentire alla Fed di portare a termine il QE2, per poi varare anche un terzo piano di alleggerimento quantitativo (QE3) non appena concluso il secondo. Inoltre il timore di un peggioramento del debito pubblico ha provocato vendite dei titoli di stato USA, con conseguente aumento dei rendimenti dei bonds statunitensi. Le ripercussioni non si sono fatte attendere, soprattutto per la coppia Forex USD/JPY, storicamente molto sensibile alle variazioni dei rendimenti dei titoli di stato, che infatti ha rimbalzato e ora sembra pronta a rompere la resistenza posta a 84,39.

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PostHeaderIcon Forex, rapporto settimanale: si rafforza l’USD, EUR sempre sotto pressione, AUD e NZD in calo


La settimana che si è appena conclusa (dal 22 al 29 Novembre 2010) sul mercato Forex ha fatto registrare un generale rafforzamento del Dollaro USA (USD) contro le principali valute internazionali, favorito soprattutto dalla crisi del debito nell’Eurozona e dal pericolo di un possibile conflitto tra Corea del Nord e Corea del Sud.
Queste circostanze hanno fatto in modo che la moneta statunitense sia riuscita a rompere alcuni livelli tecnici come, per esempio, la resistenza a 80 dell’Indice del Dollaro, ma anche il supporto della coppia EUR/USD posto a 1,3330. Non solo, l’USD è riuscito a rafforzarsi anche contro il Dollaro australiano (AUD) e la Sterlina britannica (GBP). Ora sarà fondamentale verificare la tenuta del “biglietto verde” dopo gli importanti dati che verranno diffusi in settimana e il possibile arretramento del prezzo dell’oro sotto i 1.300 $ l’oncia. Questi due fattori saranno la chiave per capire se si è di fronte a un rally dell’USD che potrebbe durare alcuni mesi oppure no.

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PostHeaderIcon Forex valute: EUR apre in rialzo ma poi cala, male anche CAD e NZD, USD in calo solo vs JPY


Ieri sul mercato Forex l’Euro (EUR) ha inizialmente beneficiato delle notizie riguardanti il piano di salvataggio dell’Irlanda da parte di UE e FMI, per poi ripiegare e indietreggiare durante la giornata. Infatti le dichiarazioni del Ministro delle Finanze irlandese, Brian Lenihan, e quelle del Primo Ministro, Brian Cowen, hanno favorito inizialmente il recupero dell’EUR.

Lenihan, in conferenza stampa, ha spiegato che il piano di salvataggio per uscire dalla crisi del debito pubblico si aggirerà attorno ai 100 miliardi di EUR, non volendo però fornire ulteriori particolari. Cowen ha precisato che l’accettazione dei fondi di emergenza verrà conclusa nel giro di qualche settimana.
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PostHeaderIcon Forex valute: CAD in forte calo, USD in difficolta’, la GBP approfitta dei problemi dell’EUR


Ieri sul mercato Forex il Dollaro canadese (CAD) ha perso valore principalmente a causa delle preoccupazioni riguardanti la crisi del debito sovrano in alcuni Paesi periferici dell’Eurozona, ma anche per i dati riguardanti l’andamento dell’economia sia interna che statunitense, visto che gli Stati Uniti sono il primo partner commerciale del Canada.
I problemi legati al deficit pubblico degli stati europei stanno penalizzando fortemente sia i mercati azionari che quelli delle materie prime, con il conseguente aumento dell’avversione al rischio da parte degli investitori internazionali e l’abbassamento della domanda delle valute legate alla crescita economica, come appunto il CAD, sul mercato Forex.
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