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Forex: Unione Europea e FMI varano un consistente piano di salvataggio per l’Euro, che allenta la tensione
Questa mattina la maggior parte delle Borse asiatiche ha beneficiato della notizia dell’annuncio da parte dell’Unione Europea di un piano di salvataggio dell’Euro senza precedenti. Infatti, il meeting dell’Ecofin tenutosi nello scorso fine settimana si è concluso con una clamorosa decisione arrivata nella notte. Il pacchetto prevede lo stanziamento di 500 miliardi di euro tra prestiti e garanzie di prestiti, con la possibilità di un intervento per ulteriori 250 miliardi di Euro da parte del Fondo Monetario Internazionale (FMI). Inoltre sono previsti acquisti sul mercato secondario dei bonds dei paesi periferici dell’Eurozona da parte della Banca Centrale Europea (BCE). Infine proprio i Paesi europei che stanno affrontando una difficile situazione interna relativa al debito pubblico, con in testa Portogallo e Spagna, hanno promesso di attuare misure efficaci e rapide per affrontare il problema.
Crisi della Grecia verso la soluzione: rimbalza l’EUR, benefici anche per il CAD e l’USD
Ieri l’Euro ha avuto un rimbalzo dopo aver toccato il livello minimo da un anno a questa parte proprio l’altro ieri. A ridare speranza alla moneta comunitaria è stata la notizia che il piano di salvataggio della Grecia, deciso in comune accordo tra l’Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale, potrebbe presto essere messo in atto, visto che la Germania pare essersi convinta a dare il proprio consenso all’avvio dello stesso. Il Governo tedesco, infatti, in attesa di ricevere in Parlamento i rappresentanti della BCE e del FMI, sembra aver ammorbidito le proprie posizioni in merito alla necessità che la Grecia presenti un piano di tagli del budget prima di dare il proprio assenso alla concessione dei 45 miliardi di euro previsti per il salvataggio.
Forex valute: mercati in attesa della risoluzione della crisi greca, attenzione al Peso messicano
Ieri il Dollaro canadese (CAD) è stato scambiato quasi in parità con il Dollaro statunitense (USD), in attesa di capire quale sarà l’orientamento degli investitori e degli stessi Stati Uniti quando verrà attivato il piano di salvataggio di 45 miliari di Euro per la Grecia deciso dell’Unione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale.
Una volta che sarà fatta chiarezza su tale piano, sicuramente i mercati otterranno un’importante spinta, che dovrebbe andare a tutto vantaggio delle valute strettamente legate alla produzione di materie prime. Il CAD è appunto una di queste e le sue fluttuazioni dipendono da quelle delle azioni e delle materie prime appunto. Basti pensare che, con il calo del prezzo del petrolio verificatosi qualche tempo fa, c’è stata una diminuzione anche del valore della moneta canadese.
La crisi greca mette in difficoltà l’EUR, il CAD vicino alla parità con l’USD e la GBP recupera
Ancora una giornata difficile quella di ieri per l’Euro (EUR) sul mercato dei Forex. La moneta dell’UE continua il suo declino nei confronti delle principali valute a causa del timore che i 45 miliardi di euro del piano di salvataggio disposto per risolvere la crisi del debito pubblico della Grecia non sia sufficienti. Il deficit greco si attesta attorno al 12,9% del PIL, valore circa quattro volte superiore al limite imposto dall’Unione Europea. Il prezzo per assicurare il debito greco anche ieri è cresciuto e ormai il timore diffuso tra la maggior parte degli investitori è che, nel lungo termine, la situazione risulterà ancora critica. Per questo motivo gli operatori di mercato sono alla ricerca di alternative all’Euro. Si teme infatti che la crisi possa estendersi oltre i confini della Grecia, considerando anche che molti Paesi europei hanno speso miliardi di euro per stimolare la propria economia.
Forex: l’inchiesta su Goldman Sachs si allarga, ne risentono valute quali l’USD, JPY e CAD, in calo anche la GBP
Ieri si è registrato un generale indebolimento del Dollaro statunitense (USD) e dello Yen giapponese (JPY) spinti in basso dalle notizie poco rassicuranti riguardanti la ferma volontà di perseguire per frode la banca Goldman Sachs da parte delle autorità degli Stati Uniti e di quelle di Germania e Inghilterra, alle quali potrebbe aggiungersi l’UE, che sospetterebbe un coinvolgimento della banca internazionale nella crisi del debito della Grecia. L’indice Dow Jones ha rimbalzato di più di 70 punti, chiudendo a 11.092, mantenendosi però sopra la soglia degli 11.000. Anche i mercati asiatici sono risultati positivi, con l’indice Nikkei della Borsa di Tokio che ha guadagnato 56 punti. Contemporaneamente è calato il prezzo al barile del greggio, scambiato a 82$, mentre l’oro si è riportato attorno a 1.140. Per ora sembra scongiurato il rischio di una caduta generalizzata avviata dall’inchiesta su Goldman Sachs, anche se c’è il rischio che l’accusa possa coinvolgere anche altre banche.
Forex: report dell’11 aprile sull’andamento dell’economia, appuntamenti prossima settimana
Vi proponiamo un’analisi degli avvenimenti più rilevanti accaduti nell’economia globale durante la scorsa settimana (dal 05/04/2010 al 11/04/2010), con conseguente lettura degli stessi in chiave del mercato dei Forex.
Le preoccupazioni di default hanno colpito i mercati finanziari a partire dalla metà della settimana, rischio che ha spinto scoraggiato gli investitori e spinto i capitali verso investimenti più sicuri. Ne è risultato un acquisto massiccio di beni quali l’oro, i titoli di Stato e il Dollaro statunitense (USD). Nonostante la paura che è aleggiata sui mercati l’indice S&P 500 della Borsa di New York è cresciuto dell’1,38%, chiudendo a 1194.37 punti.
Il PIL del Regno Unito crescera’ piu’ di quello dell’UE: ripercussioni sulla coppia GBP/EUR
Secondo i dati diffusi dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) la crescita economica del Regno Unito per il 2010 sarà superiore rispetto a quella dell’Europa, attestandosi all’1,3% contro lo 0,8% dell’UE. Tale previsione, che arriva dopo una settimana durante la quale la GBP ha guadagnato più del 2% contro l’EUR e dopo che il dato relativo al PIL del Regno Unito ha mostrato la fine di uno dei peggiori periodi di recessione della storia, ha contribuito a dare un supporto fondamentale all’apprezzamento della Sterlina britannica. L’Euro continua invece a mostrare segnali di debolezza, soprattutto a causa del fallimento della politica volta a risolvere in modo soft la crisi del debito della Grecia. Questa circostanza ha finito per coprire i problemi del Regno Unito e peggiorare le previsioni a lungo termine relative all’Euro.