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Articoli marcati con tag ‘forex petrolio’

PostHeaderIcon Rapporto settimanale Forex del 29 agosto su valute-azioni-oro e analisi del mercato

La settimana che si è da poco conclusa (dal 23 agosto al 29 agosto 2010) ha fatto segnare un rimbalzo a fine settimana dei mercati azionari, soprattutto grazie ai dati provenienti dagli Stati Uniti. Infatti la revisione del PIL USA, pur avendo fatto registrare un ribasso rispetto al prospettato +2,4%, è risultata in calo minore rispetto alle previsioni, dal momento che il Prodotto Interno Lordo statunitense ha fatto segnare un +1,6% nel secondo trimestre 2010, invece del +1,4% previsto dagli economisti. A dare maggior supporto ai mercati ci ha pensato anche il presidente della Fed, Ben Bernanke che, durante il discorso tenuto al simposio di Jackson Hole dello scorso venerdì, ha sostenuto l’impegno della Federal Reserve nel favorire la ripresa dei mercati USA. Tuttavia l’indice S&P 500 della Borsa di New York ha chiuso la settimana in ribasso dello 0,66%, che sarebbe potuto essere più pesante se non ci fosse stata la ripresa verso la fine.

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PostHeaderIcon Rapporto settimanale Forex del 15 agosto su valute-azioni-petrolio. Calendario economico e analisi del mercato

La settimana che si è da poco conclusa (dal 9 agosto al 15 agosto 2010) ha fatto segnare  un ritracciamento dei mercati azionari, con gli investitori internazionali che hanno preferito prendere le distanze dai titoli considerati maggiormente a rischio. L’indice S&P 500 della Borsa di New York alla fine della settimana ha perso il 3,85%. Sono indietreggiati anche i prezzi di petrolio, grano e delle valute più a rischio, soprattutto a causa di dati macroeconomici risultati peggiori rispetto alle aspettative.

I tre fattori più importanti che hanno caratterizzato la scorsa settimana sono stati: per primo l’annuncio da parte della Fed di una politica di espansione quantitativa più soft rispetto alle previsioni, arrivato congiuntamente alla decisione di mantenere i tassi di interesse invariati al minimo storico dello 0,25%. A parte una prima, breve reazione positiva, gl investitori non hanno accolto bene tale decisione, con i mercati che avevano “scommesso” in direzione di una politica di “quantitative easing” più decisa prima della riunione del FOMC, comitato che si occupa dell’indirizzamento della politica monetaria della Federal Reserve. Si è dunque verificata una vendita generalizzata di azioni, accompagnata da un forte rimbalzo del Dollaro USA (USD) che, adesso, potrebbe essere indirizzato verso un trend rialzista o quantomeno mettere a segno ulteriori rally nei confronti delle valute più importanti.

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PostHeaderIcon Rimbalzo dell’USD sui mercati asiatici in attesa della decisione della Fed sui tassi. Consiglio su coppia EUR/USD

Notizie Forex valute e materie prime di oggi

Questa mattina, sui mercati asiatici, il Dollaro USA (USD) ha rimbalzato, mentre le Borse dell’Asia hanno chiuso in ribasso. La causa è da ricercarsi principalmente nella diffusione dei dati riguardanti le importazioni e le esportazioni della Cina, risultate entrambe in calo, segno dunque di un rallentamento inatteso dell’economia cinese. In più tra gli investitori cresce il timore per una nuova politica di espansione quantitativa da parte della Fed, che oggi renderà nota la decisione relativa ai tassi d’interesse.
In realtà è opinione diffusa che la Federal Reserve decida di lasciare invariati i tassi ufficiali e, nel comunicato che accompagnerà tale decisione, si farà presente ancora una volta come la ripresa abbia subito un rallentamento e ci sia il rischio di una ribasso nella crescita economica.

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PostHeaderIcon Rapporto settimanale Forex dell’8 agosto su valute-oro-grano. Calendario economico e analisi del mercato

La settimana che si è da poco conclusa (dal 2 all’8 agosto 2010), dal punto di vista Forex, è stata caratterizzata da  una generale debolezza del Dollaro USA (USD), che si è accentuata verso la fine della settimana, dopo la diffusione (venerdì) dei dati sull’occupazione negli Stati Uniti.
Tali statistiche hanno infatti aiutato a incrementare le voci speculative in merito a un nuovo piano di espansione quantitativa da parte della Federal Reserve. L’indice dell’USD ha così toccato il proprio minimo a 80,08, per poi chiudere la settimana a 80,41, mentre la coppia EUR/USD ha varcato la soglia di 1,3300, ma solo per un breve periodo, per poi ripiegare e chiudere a 1,3278 e la coppia USD/JPY è calata a 85,01, valore poco al di sopra del minimo del 2009 posto a 84,81.

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PostHeaderIcon Forex: EUR e GBP in calo contro l’USD in attesa delle decisioni sui tassi di interesse. Consiglio su USD/JPY

Notizie Forex valute e materie prime di oggi
Questa mattina sui mercati asiatici Forex è proseguito il calo di Sterlina Britannica (GBP) ed Euro (EUR) contro il Dollaro USA (USD) in attesa della decisione relativa ai tassi di interesse da parte, rispettivamente, della Bank of England (BoE) e della Banca Centrale Europea (BCE).
Nonostante il soddisfacente risultato degli stress-test operati sul sistema bancario europeo e rilevamenti positivi riguardanti l’economia dell’Eurozona, la BCE dovrebbe mantenere invariati i tassi di interesse all’1%.
Anche i tassi di interesse del Regno Unito dovrebbero rimanere gli stessi, allo 0,5%, pur essendoci una limitata possibilità che ci sia un lieve ritocco verso l’alto.

Il Dollaro USA ha beneficiato pure del raffreddamento delle voci relative a un nuovo alleggerimento quantitativo da parte della Fed, grazie anche a solidi dati relativi all’economia degli Stati Uniti. La moneta statunitense potrebbe apprezzarsi ancora di più contro le due valute europee, ma gli investitori rimangono in attesa di nuovi e confortanti dati provenienti dagli USA nella giornata di venerdì.

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PostHeaderIcon Forex: USD in calo contro JPY, EUR e GBP, attesa per dati su occupazione e servizi. Consiglio su GBP/JPY

Notizie Forex valute e materie prime di oggi

Questa mattina sui mercati valutari asiatici lo Yen giapponese (JPY) è risultato ancora in rialzo contro il Dollaro USA (USD), tanto che la coppia USD/JPY ha toccato il minimo di 85,31. In generale lo Yen pare essere in recupero contro le principali valute.
Tale andamento positivo della valuta giapponese è spiegabile con i timori relativi alla ripresa economica sia degli Stati Uniti che globale. Molti investitori hanno inoltre preferito investire in titoli di Stato, nonostante il rendimento dei bonds USA a due anni stia toccando livelli record al ribasso e anche i titoli di Stato giapponesi a 10 anni siano scesi sotto il rendimento dell’1% per la prima volta in sette anni.
Il Dollaro USA continua a essere sotto pressione e aumentano le speculazioni che la Fed possa attuare di nuovo una politica di alleggerimento quantitativo, come quella iniziata nel marzo 2009, già dalla prossima settimana. Tale misura prevede la “stampa” di moneta da parte della Banca Centrale statunitense e la sua iniezione nel sistema finanziario ed economico.

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PostHeaderIcon Forex: invariati i tassi di interesse in Australia, AUD in calo, EUR in crescita. Come investire sul petrolio

Notizie Forex valute e materie prime di oggi

La Reserve Bank of Australia (RBA), cioè la Banca Centrale australiana, ha lasciato invariati i tassi di interesse al 4,5%, come nelle attese. Il Governatore dell’Istituto centrale australiano, Glenn Stevens, ha spiegato tale decisione parlando di una crescita economica in linea con l’andamento generale, di un’inflazione vicina all’obiettivo  e di previsioni per il futuro che restano comunque incerte. Si è trattato del terzo mese consecutivo senza ritocchi al tasso di interesse da parte della RBA, dopo che tra ottobre 2009 e maggio 2010 ce ne furono ben sei. Ora ci si attende che la Banca Centrale australiana lasci i tassi invariati fino alla fine del 2010 o che, perlomeno, non li ritocchi per altri 2-3 mesi.
Per consultare una tabella riepilogativa dei tassi di interesse praticati dalle  maggiori Banche Centrali clicca qui.
Il Dollaro australiano (AUD) ha bruciato i guadagni messi a segno durante la notte, soprattutto a causa di dati non confortanti relativi alle autorizzazioni per la costruzione di case nuove a giugno, calate del 3,3% (a maggio il calo fu del 14%), e alle vendite al dettaglio, in calo dello 0,2%. Le fluttuazioni delle quotazioni dell’AUD restano comunque legate più alla propensione al rischio da parte degli investitori che ai dati economici diffusi.

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