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Forex, rapporto settimanale: i mercati toccano il fondo e sono pronti a risalire, la BCE in soccorso di Italia e Spagna
Un rapporto relativo all’andamento dell’economia e del mercato Forex nella settimana che si è appena conclusa (dal 15 al 21 agosto 2011) non può che cominciare con una considerazione: probabilmente si è toccato il fondo sui mercati azionari ed è possibile che si possa assistere a un ulteriore calo negli stessi fino a fine Agosto, ma i segnali, ricavati anche con analisi tecniche, lasciano intravvedere una risalita nel medio-breve periodo, già a partire da Settembre.
In ogni caso, rimanendo alta l’avversione al rischio degli investitori e i mercati estremamente volatili, non sono del tutto da escludere ulteriori trend ribassisti, ma è opinione diffusa che non sia un’ipotesi molto probabile.
Certamente non si può negare che, nelle ultime settimane, sui mercati internazionali siano stati bruciati miliardi di euro e dollari di capitalizzazione, e che molte coppie di valute sul Forex ne siano uscite danneggiate, in particolar modo quelle riguardanti Yen giapponese (JPY) e soprattutto Franco svizzero (CHF).
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Forex, rapporto settimanale: EUR e USD pagano incertezze legate al debito pubblico, salgono JPY, CHF, NZD, AUD e GBP
La settimana che si è appena conclusa (dal 25 al 31 Luglio 2011) ha visto dominare l’incertezza sui mercati globali, a causa dei problemi legati al debito pubblico che stanno attanagliando sia gli Stati Uniti che i Paesi periferici dell’Unione Europea.
A beneficiare di tutta questa situazione sono stati, dal punto di vista del mercato Forex, le valute considerate “sicure”, come lo Yen giapponese (JPY) e soprattutto il Franco Svizzero (CHF), mentre tra le materie prime l’oro ha continuato a crescere. In particolare durante la settimana l’impennata delle quotazioni del CHF contro il Dollaro USA (USD) e l’Euro (EUR) è stata notevole, dal momento che la valuta svizzera è andata oltre il 4% contro l’USD e oltre il 3,7% contro l’EUR.
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Forex, rapporto settimanale: scacciato lo spettro di default per la Grecia, EUR forte vs USD, in rialzo CAD, NZD e AUD
Nella settimana che si è appena conclusa (dal 27 Giugno al 3 Luglio 2011) si è assistito a un forte ritorno della propensione al rischio da parte degli investitori internazionali, dovuto principalmente al fatto che la Grecia è riuscita a ottenere la quinta tranche, da circa 12 miliardi di Euro, prevista nel piano di aiuti economici da parte di UE e FMI, evitando così il possibile default.
Questa circostanza ha dato una spinta decisiva ai mercati azionari internazionali in genere, con l’indice Dow Jones della Borsa di New York che ha guadagnato il 5,4% su base settimanale e lo S&P500 il 5,6%.
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Forex, rapporto settimanale: occhi puntati su crisi di Eurozona e Grecia, niente QE3 dalla Fed, CHF da record
Nella settimana che si è appena conclusa (dal 20 al 26 Giugno 2011) le notizie sulla crisi del debito della Grecia e quelle relative all’economia dell’Eurozona hanno attirato gli interessi degli investitori internazionali. Relativamente al mercato Forex, sicuramente il Franco svizzero è stata la valuta che si è meglio comportata, dato che le quotazioni del CHF hanno raggiunto nuovi record contro Dollaro USA (USD), Euro (EUR) e Sterlina britannica (GBP).
In Grecia il governo del Primo Ministro Papandreou ha ottenuto la fiducia per una manciata di voti e la prossima settimana porterà al voto in Parlamento il nuovo piano di austerità, la cui approvazione è fondamentale per l’accesso alla nuova tranche del piano congiunto di aiuti di FMI e UE. Gli esperti ritengono che Papandreou riuscirà nel suo intento, anche se c’è un certo margine di incertezza che fa sì che gli investitori internazionali continuino a rimanere vigili sulla situazione greca. Tuttavia non si arresta il rischio di estensione a macchia d’olio della crisi, con l’agenzia Moody’s che non ha escluso il possibile downgrade di alcune banche italiane.
Questa situazione di incertezza nell’Eurozona si ripercuote inevitabilmente sui mercati internazionali e sul “sentimento” degli investitori.
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Forex, rapporto settimanale: UE e FMI danno ossigeno all’EUR in attesa della visita europea di Wen Jiabao
La settimana che si è appena conclusa (dal 13 al 19 Giugno 2011) ha visto diminuire il rischio che la Grecia non riceva la nuova tranches di aiuti, prevista all’interno del piano di salvataggio da 110 miliardi di euro stanziato da FMI e UE per cercare di risolvere la pesante crisi del debito sovrano nella quale è piombato il Paese ellenico da qualche tempo.
Sia il Fondo Monetario Internazionale che l’Unione Europea hanno garantito i nuovi fondi, a patto però che il Governo di Atene attui nuove misure di austerità, per le quali si sta battendo da tempo il Primo Ministro Papandreu, causa di rivolte popolari durante la scorsa settimana. Infatti il Governo è chiamato a nuovi tagli della spesa pubblica uniti a un ulteriore aumento delle tasse. Solo in questo modo la Grecia potrà continuare a ricevere gli aiuti economici internazionali per cercare di allontanare il rischio di insolvenza e dichiarare default.
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Forex, rapporto settimanale: EUR in stand-by, preoccupa il rallentamento della ripresa economica globale
La settimana che si è appena conclusa (dal 6 al 12 Giugno 2011) ha fatto registrare la conferma di un arretramento degli investitori internazionali rispetto a risorse considerate rischiose, quali azioni e materie prime. Del resto i dati macroeconomici pubblicati hanno posto l’accento sul rallentamento della crescita economica anche nei Paesi più sviluppati. Resta da capire se si tratti solo di una circostanza temporanea oppure rappresenti il preludio di un nuovo, ulteriore rallentamento.
Rapporto settimanale Forex: USD sempre debole, EUR sale grazie alla schiarita sulla crisi della Grecia
La settimana che si è appena conclusa (dal 30 Maggio al 5 Giugno 2011) ha visto il Dollaro USA (USD) ancora in sofferenza sul mercato Forex, nonostante alcuni fattori avrebbero dovuto favorire il recupero della valuta statunitense. Primi fra tutti la debolezza dei mercati azionari e dei prezzi delle materie prime.
La debolezza dell’USD è chiaramente attribuibile ai dati macroeconomici che sono giunti in settimana dagli Stati Uniti, risultati deludenti al punto da favorire nuovamente la diffusione di voci riguardanti un nuovo piano di alleggerimento quantitativo (QE3) da parte della Federal Reserve, in modo da dare sostegno all’economia USA. Tali notizie sembrano infondate, ma fino a quando la Fed non chiarirà del tutto la sua posizione in merito a un nuovo alleggerimento quantitativo, resterà alta la pressione sulla valuta statunitense. In tal senso sarà importante il discorso che Ben Bernanke, numero uno della Fed, terrà martedì prossimo.
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