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	<title>Il mercato Forex: notizie e consigli per guadagnare col trading fx online &#187; mercato fx</title>
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	<description>Forex: come guadagnare facendo trading online in modo semplice e con strumenti di analisi fx forniti dai brokers.</description>
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		<title>Forex, rapporto settimanale: UE e FMI danno ossigeno all’EUR in attesa della visita europea di Wen Jiabao</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 22:16:41 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://online-forex-trading.it/wp-content/uploads/2011/06/Giugno-1319011.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2284" title="Rapporto Forex: settimana dal 13 al 19 Giugno 2011" src="http://online-forex-trading.it/wp-content/uploads/2011/06/Giugno-1319011.png" alt="Rapporto Forex: settimana dal 13 al 19 Giugno 2011" width="150" height="166" /></a>La settimana che si è appena conclusa (dal 13 al 19 Giugno 2011) ha visto <strong>diminuire il rischio che la Grecia non riceva la nuova tranches di aiuti</strong>, prevista all’interno del piano di salvataggio da 110 miliardi di euro stanziato da <strong>FMI</strong> e <strong>UE</strong> per cercare di risolvere la pesante crisi del debito sovrano nella quale è piombato il Paese ellenico da qualche tempo.<br />
Sia il <strong>Fondo Monetario Internazionale</strong> che l’<strong>Unione Europea </strong>hanno garantito i nuovi fondi, a patto però che il <strong>Governo di Atene</strong> attui nuove misure di austerità, per le quali si sta battendo da tempo il <strong>Primo Ministro Papandreu</strong>, causa di rivolte popolari durante la scorsa settimana. Infatti il Governo è chiamato a nuovi tagli della spesa pubblica uniti a un ulteriore aumento delle tasse. Solo in questo modo la <strong>Grecia</strong> potrà continuare a ricevere gli aiuti economici internazionali per cercare di allontanare il rischio di insolvenza e dichiarare default.<br />
<span id="more-2283"></span><br />
I fattori che depongono a favore del fatto che <strong>Papandreu</strong> riuscirà a ottenere la maggioranza per far approvare le nuove misure di austerità sono molteplici, primo fra tutti il fatto che un eventuale default della <strong>Grecia</strong> significherebbe, di fatto, l’avvio di una seconda crisi economica a livello globale, che coinvolgerebbe in primis altri Paesi periferici dell’<strong>Eurozona</strong>, includendo anche l’<strong>Italia</strong>, finora relativamente al riparo da rischi di crisi del debito sovrano. In settimana, per la precisione nella giornata di venerdì, l’agenzia <strong>Moody’s</strong> ha reso noto di aver messo il rating dell’<strong>Italia</strong> sotto osservazione, in vista di un possibile downgrade, in considerazione della continua crescita del debito pubblico.</p>
<p>Dal punto di vista del <strong>mercato Forex</strong>, nel caso in cui dovesse andare in porto la nuova tranche di aiuti alla <strong>Grecia</strong>, l’<strong>EUR</strong> potrebbe trarne nuovi benefici, anche se nel breve è improbabile che la quotazione della <strong>coppia EUR/USD</strong> vada oltre i livelli compresi tra 1,4450 e 1,4500.</p>

<p>Permanendo l’incertezza legata alla <strong>Grecia</strong>, gli investitori internazionali hanno preferito rimanere estremamente cauti in merito alla forza della <strong>ripresa economica</strong>. Il <strong>mercato delle materie prime</strong> si è mantenuto debole anche questa settimana: non sono bastate le notizie positive arrivate dalla <strong>Grecia</strong> nella giornata di venerdì. L’<strong>avversione al rischio </strong>dovrebbe continuare pure nella prossima settimana, anche in caso di notizie favorevoli provenienti da Atene e dall’UE.<br />
Sul <strong>Forex</strong> non si è assistito, come invece avviene in questi casi, a particolari rimbalzi da parte delle coppie che includono lo <strong>Yen giapponese (JPY)</strong>. Invece sono <strong>aumentati i rendimenti dei titoli di Stato USA</strong>, arrivati molto vicini ai recenti massimi, segnale del persistere dell’incertezza e dell’avversione al rischio da parte degli investitori internazionali.</p>
<p>Tornando all’<strong>Eurozona</strong>, la settimana che si è appena conclusa avrebbe potuto chiudersi in maniera disastrosa, mentre invece le dichiarazioni di rappresentati di <strong>FMI</strong> e <strong>UE</strong> relative ai nuovi aiuti alla <strong>Grecia</strong> sembrano aver dato un po’ di serenità a livello globale, ma bisognerà capire se si tratti solo di una situazione momentanea, oppure sia destinata a mantenersi.<br />
In tal senso la prossima settimana sarà molto importante valutare quanto dichiarerà il <strong>Premier cinese, Wen Jiabao,</strong> che sarà in <strong>visita ufficiale in Europa</strong>. Le parole del numero uno del <strong>Governo di Pechino</strong> potrebbero dare sostegno all’<strong>Euro (EUR) </strong>sul <strong>Forex</strong>, tanto che la moneta unica contro il <strong>Dollaro USA (USD)</strong> potrebbe spingersi oltre la quotazione indicata precedentemente come massima: 1,4500. Esiste però anche il rischio di un andamento al ribasso, nel caso in cui <strong>Wen Jiabao</strong> dovesse pronunciare parole che possano far intuire un disimpegno della <strong>Cina</strong> nel sostenere l’<strong>Eurozona</strong>.</p>
<p>La prossima settimana si dovranno anche prendere in considerazione alcuni importanti <strong>dati macroeconomici</strong> che arriveranno dall’<strong>Eurozona</strong>, come l’<strong>indice IFO </strong>della <strong>Germania</strong>, importante per valutare la situazione dell’industria tedesca. Ci si attende un dato di crescita modesta, segnale di un rallentamento della crescita stessa anche nella <em>“locomotiva”</em> <strong>Germania</strong>.<br />
Inoltre verrà pubblicato il dato rivisto relativo all’<strong>indice PMI manifatturiero e del settore dei servizi: </strong>ci si attende una revisione al ribasso, segnale di un’estate molto complicata nell’<strong>Eurozona</strong>.</p>
<p>Spostandosi nel <strong>Regno Unito</strong>, mercoledì sono stati pubblicati i rapporti relativi all’ultima riunione del <strong>Comitato per la Politica monetaria della Bank of England</strong>, molto attesi perché si trattava della prima riunione dopo l’abbandono di <strong>Andrew Sentance</strong>. E’ emerso che <strong>Ben Broadbent</strong>, che ha sostituito <strong>Sentance</strong>, si è mostrato molto preoccupato per l’<strong>andamento dell’inflazione</strong>, con particolare riferimento all’<strong>aumento dei prezzi delle materie prime</strong>. Tuttavia il nuovo membro non ha sostenuto la necessità di un aumento dei <strong>tassi ufficiali di interesse</strong>, misura invece ritenuta necessaria dal suo predecessore <strong>Sentance</strong>.<br />
In settimana sono giunti anche i dati relativi alle <strong>vendite al dettaglio</strong> di Maggio, risultati deludenti perché hanno evidenziato una flessione dell’1,6%.<br />
Si è assistito a una <strong>diminuzione significativa dei rendimenti dei titoli di Stato del Regno Unito</strong>, che la scorsa settimana avevano beneficato dell’incertezza relativa alla <strong>Grecia</strong> e all’<strong>Eurozona</strong> in generale. Il rendimento del <strong><em>Gilt</em></strong> a due anni è calato di più di 10 punti base.<br />
Dal punto di vista del <strong>mercato Forex</strong>, eventuali rafforzamenti della <strong>Sterlina britannica (GBP)</strong> potrebbero essere visti come una buona opportunità per vendere la valuta, specialmente contro il <strong>Franco svizzero (CHF).</strong></p>
<p>Mercoledì 22 Giugno sarà una data da segnarsi sul calendario per la prossima settimana, dal momento che si concluderà la riunione di due giorni del <strong>FOMC</strong>, il comitato della <strong>Fed</strong> che si occupa della politica monetaria. Ci si attende che il numero uno della <strong>Federal Reserve, Ben Bernanke</strong>, nel discorso di chiusura dei lavori, sottolinei ancora una volta il <strong>rallentamento della ripresa dell’economia USA</strong>, senza però lasciar intendere la necessità di un nuovo piano di stimoli all’economica (QE3), come auspicato da più parti. Gli analisti prevedono che <strong>Bernanke</strong> ribadirà la visione ottimistica riferita alla seconda metà del 2011.</p>

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		<title>Forex, rapporto settimanale: EUR in stand-by, preoccupa il rallentamento della ripresa economica globale</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2011 17:03:58 +0000</pubDate>
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<p><span id="more-2278"></span></p>
<p>Volendo essere ottimisti si può attribuire questo arretramento alla <strong>crescita dei prezzi dell’energia</strong>, che ha finito per influenzare negativamente la domanda da parte dei consumatori.<br />
Guardando quanto sta accadendo da un punto di vista pessimistico si potrebbero invece mettere in evidenza le <strong>lacune strutturali a sostegno della crescita</strong>, come la disoccupazione e le difficoltà nell’uscire da una serie di stimoli all’economia messi in atto dalle <strong>Banche Centrali</strong> dei vari Paesi, per non parlare poi delle misure di contenimento della spesa pubblica, necessarie per la sistemazione dei conti degli Stati ma deleterie per la crescita economia.<br />
Probabilmente la verità sta nel mezzo: le mancanze strutturali unite alla crescita dei prezzi delle materie prime potrebbero essere due fattori che hanno interagito, portando al rallentamento della ripresa economica.<br />
Gli sviluppi nell’immediato dipenderanno:</p>
<ul>
<li>da come e se verrà risolta la crisi del debito sovrano in Grecia</li>
<li>dalla possibile decisione degli Stati Uniti di alzare la soglia del rapporto debito/PIL</li>
<li>dal possibile scoppio della bolla speculativa del settore immobiliare in Cina</li>
</ul>
<p>Questi tre fattori saranno fondamentali e le previsioni non sono, in nessuno dei tre casi, ottimistiche.<br />
<br />
A livello <strong>Forex</strong>, gli scenari che si prospettano consigliano che potrebbe essere saggio e profittevole stare “short” su <strong>AUD</strong>, <strong>NZD</strong> e <strong>CAD</strong> contro <strong>USD</strong> e <strong>JPY</strong> nell’ottica di cogliere opportunità qualora si andasse appena sopra gli attuali livelli di quotazione sul <strong>mercato internazione dei cambi</strong>.</p>
<p>L’<strong>Euro (EUR) </strong>ha chiuso la settimana in stand-by, rompendo il livello chiave posto a 1,4500 conto l’USD, sia per quanto emerso in merito alla volontà della <strong>BCE</strong> in considerazione dello stato dell’economia dell’<strong>Eurozona</strong>, ritenuta meno rigida rispetto alle previsioni, che per la possibile decisione della <strong>Germania</strong> di non sostenere la proposta di <strong>nuovi aiuti alla Grecia</strong>.<br />
La <strong>Banca Centrale Europea</strong> ha fatto sapere che manterrà un alto livello di vigilanza sugli sviluppi dell’economia comunitaria, lasciando intendere un <strong>possibile aumento dei tassi di interesse nel prossimo mese di Luglio</strong>.<br />
Tale notizia avrebbe dovuto aiutare l’<strong>EUR</strong> a crescere, mentre invece si è avuto l’effetto opposto, poiché l’attenzione di investitori ed economisti si è concentrata sui <strong>dati macroeconomici</strong> diffusi dalla stessa <strong>BCE</strong>, che hanno evidenziato una crescita per il 2011 che potrebbe essere più alta rispetto alle previsioni, ma anche un <strong>rallentamento dell’inflazione nel 2012</strong>, in un intervallo compreso tra l’1,1% e il 2,3%, molto vicino all’obiettivo dichiarato del 2%. Questo ha fatto pensare a un mantenimento degli attuali <strong>tassi</strong> ancora a lungo.<br />
Considerando che l’<strong>EUR</strong> in questi ultimi mesi ha beneficiato delle notizie sulle decisioni della <strong>Banca Centrale Europea</strong> relative ai <strong>tassi ufficiali di interesse</strong>, è facile capire come questi dati macro abbiamo fanno suonare un campanello d’allarme presso gli investitori internazionali, con conseguenze immediate sul <strong>Forex</strong>.<br />
Il fatto poi che la <strong>Germania</strong> potrebbe non appoggiare la decisione di concedere <strong>nuovi aiuti alla Grecia</strong> ha influito ancor più negativamente sulle quotazioni dell’<strong>Euro</strong>. Infatti, se il Governo di Berlino decidesse di non concedere più aiuti ad Atene, potrebbe innescarsi un meccanismo tale da portare l’intera <strong>Eurozona</strong> sull’orlo di una nuova, pensante crisi.<br />
Un nuovo default, anche solo “tecnico”, della <strong>Grecia</strong> porterebbe sicuramente le agenzie di rating a declassare ulteriormente il debito ellenico, con conseguenze anche su <strong>Irlanda</strong> e <strong>Portogallo</strong> prima, e su altri Stati comunitari in difficoltà poi. L’eventuale rifiuto della <strong>Germania</strong> a concedere nuovi aiuti alla Grecia sarebbe anche un autogol per lo stesso Governo della Merkel e per Parigi, dal momento che molte banche tedesche e  francesi risultano esposte nei confronti della <strong>Grecia</strong> e potrebbero essere costrette a chiedere aiuti ai rispettivi Governi centrali.</p>
<p>In settimana c’è stato anche l’annuncio della <strong>Bank of England</strong> relativo al mantenimento degli attuali <strong>tassi di interesse</strong> nel <strong>Regno Unito</strong>. Decisione ampiamente attesa, le cui motivazioni saranno rese note con la pubblicazione dei verbali della riunione, programmata per il 22 Giugno prossimo. Del resto, permanendo debole la crescita economica e alta l’inflazione è difficile prevedere rialzi dei <strong>tassi di interesse</strong> inglesi nel breve periodo.<br />
Inoltre i <strong>dati macroeconomici</strong> e le previsioni di vari istituti di ricerca confermano che la crescita del <strong>PIL</strong> del <strong>Regno Unito</strong> sarà molto limitata nel breve. Di certo le quotazioni sul <strong>Forex</strong> della <strong>Sterlina britannica (GBP)</strong> non ne hanno tratto beneficio, sebbene l’andamento della valuta di Sua Maestà continui a essere maggiormente influenzato dalla <strong>crisi dell’Eurozona</strong> e <strong>dalla lenta ripresa dell’economia USA.</strong></p>
<p>Spostandosi in <strong>Giappone</strong>, sarà interessante verificare se <strong>la Bank of Japan (BOJ)</strong> deciderà di proseguire nell’acquisto di assets privati, al termine della riunione di 2 giorni (13-14 Giugno) in programma la prossima settimana. Non si attendono invece cambi in merito ai <strong>tassi di interesse</strong>, che dovrebbero continuare a rimanere ai minimi storici, a un livello prossimo allo 0%.</p>
<p>Infine uno sguardo anche a quanto accaduto a livello dei <strong>mercati delle materie prime</strong>. In particolare il <strong>prezzo del petrolio</strong> sembra non aver ancora trovato una direzione precisa. Infatti in settimana (8 Giugno) si è tenuta a Vienna una riunione dell’<strong>OPEC</strong>, dalla quale ci si aspettava l’annuncio di un aumento della produzione di oro nero. Annuncio che invece non c’è stato, con i Paesi membri che hanno deciso di non decidere, mantenendo inalterata la quantità di barili giornalieri. Questo ha favorito il rialzo dei prezzi sia del <strong>WTI</strong> che del <strong>Brent</strong>, che sono saliti rispettivamente oltre 102$ e 120$ al barile, salvo poi ripiegare sotto 100$ e 119$ nella giornata di venerdì, quando l’<strong>Arabia Saudita </strong>ha annunciato l’aumento nella produzione giornaliera. In realtà questo aumento è servito a tamponare la perdita dovuta al mancato apporto produttivo della <strong>Libia</strong>, a causa dei ben noti problemi interni e internazionali del Paese nordafricano.</p>

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		<title>Forex e mercati: lieve recupero dell’USD vs EUR, cresce il differenziale tra Bund e titoli di Italia e Spagna, Borse poco mosse</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 09:34:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cris</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri sul mercato Forex va segnalato il lieve recupero del Dollaro USA (USD) contro l’Euro (EUR), dato che la coppia Forex EUR/USD si è attestata sotto la soglia di 1,43, con la seduta europea chiusa a 1,4275. Qualora il Dollaro riuscisse a rompere il supporto a breve di 1,4335, si potrebbe prospettare un nuovo obiettivo [...]<hr>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sul <strong>mercato Forex</strong> va segnalato il lieve recupero del <strong>Dollaro USA (USD)</strong> contro l’<strong>Euro (EUR), </strong>dato che la <strong>coppia Forex EUR/USD</strong> si è attestata sotto la soglia di 1,43, con la seduta europea chiusa a 1,4275. Qualora il <strong>Dollaro</strong> riuscisse a rompere il supporto a breve di 1,4335, si potrebbe prospettare un nuovo obiettivo tecnico a quota 1,465.<br />
<span id="more-2256"></span><br />
Dal fronte dei <strong>dati macroeconomici</strong> non sono giunte notizie significative, mentre è arrivata la conferma della <strong>rimozione del divieto all’export del grano da parte della Russia</strong>. Si tratta di un provvedimento che avrà certamente conseguenze sul mercato di questa importante materia prima, dato che si avrà un aumento considerevole dell’offerta della stessa. Il <strong>future di Novembre</strong> ha già ceduto circa il 5%.<br />
Restando nel <strong>mercatodelle materie prime</strong>, l’<strong>oro</strong> continua a sfruttare le notizie negative provenienti dall’Eurozona in merito alla crisi del debito degli stati periferici. Il metallo prezioso sembra destinato a riprendere il <strong>trend rialzista</strong> e ha chiuso la seduta di scambi europea a 1.539$ l’oncia.</p>

<p>Analizzando il <strong>mercato obbligazionario</strong>, non si può fare a meno di notare come si confermi la tendenza alla scelta della qualità da parte degli investitori internazionali. Infatti <strong>cresce la domanda del titolo di stato tedesco</strong>, visto come asset sicuro, pur considerando la politica monetaria restrittiva della <strong>Banca Centrale Europea</strong> e i rischi dovuti al possibile aumento dell’inflazione. Cala al 2,97% il rendimento del <strong><em>Bund</em></strong> a dieci anni e, contemporaneamente, si allarga molto il <strong>differenziale</strong> rispetto agli Stati periferici: quello sul decennale di <strong>Italia</strong> e <strong>Spagna</strong> sale di 7 punti base. La situazione più preoccupante resta comunque quella della <strong>Grecia</strong>, Paese per il quale la <strong>ristrutturazione</strong> viene vista dai mercati come inevitabile.</p>
<p>Con <strong>Wall Street</strong> e la <strong>Borsa di Londra</strong> chiuse per festività (Memorial Day in USA e  Spring Bank Holiday nel Regno Unito), in Italia <strong>Piazza Affari</strong> ha chiuso in leggero calo, con pochi scambi e con Enel Green Power spinto al rialzo (+4,75%) dalla notizia dell’<strong>uscita della Germania dal programma nucleare entro il 2022</strong>. Stessa sorte per tutti i titoli europei legati alle energie rinnovabili.<br />
In <strong>Eurozona</strong> l’indice <strong>EURO STOXX 50</strong> ha chiuso in calo dello 0,18%.<br />
</p>
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		<title>Rapporto settimanale Forex: USD debole, crisi greca tiene sotto pressione l’EUR, CHF da record</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2011 10:18:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cris</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2252" title="Rapporto Forex: settimana dal 23 al 29 Maggio 2011" src="http://online-forex-trading.it/wp-content/uploads/2011/05/Maggio-23292011.png" alt="Rapporto Forex: settimana dal 23 al 29 Maggio 2011" width="150" height="166" />La settimana che si è appena conclusa (dal 16 al 22 Maggio 2011) è terminata con una ventata di ottimismo relativa ai <strong>mercati azionari</strong> e delle <strong>materie prime</strong>, mentre il <strong>Dollaro USA</strong> ha chiuso debole, soprattutto dopo le dichiarazioni provenienti dal <strong>G8</strong>, relative alla ripresa economica che starebbe prendendo sempre più consistenza. In realtà molti <strong>dati macroeconomici</strong> pubblicati negli ultimi tempi sembrerebbero suggerire proprio il contrario, soprattutto considerando la crescita dell’economia dei Paesi più sviluppati. Solo per citarne alcuni, proprio nell’ultima settimana nell’<strong>Eurozona</strong> l’<strong>indice PMI </strong>è calato notevolmente e anche negli <strong>Stati Uniti</strong> gli <strong>ordini di beni durevoli</strong> hanno avuto la stessa risultanza.<br />
<span id="more-2250"></span><br />
Proprio nell’<strong>Eurozona</strong> continua a tener banco <strong>la crisi del debito della Grecia</strong>. In settimana si sono dovute registrare altre notizie che complicano la situazione. Innanzitutto molti piccoli partiti greci si sono detti contrari all’introduzione di nuove misure di austerità per ridurre il <strong>debito pubblico</strong>.<br />
Poi si è diffusa la notizia che il <strong>FMI</strong>, a causa del proprio regolamento interno, potrebbe decidere di non erogare la tranche di aiuti al Paese ellenico prevista per Giugno.<br />
Infine c’è da registrare come, anche all’interno degli Stati membri dell’<strong>UE</strong>, comincino a manifestarsi insofferenze nei confronti dell’elargizione di nuovi aiuti ad Atene. L’intera questione greca continuerà a mettere <strong>sotto pressione l’Euro</strong> sul <strong>mercato Forex</strong> nelle prossime settimane.</p>

<p>Nonostante i rimbalzi verificatisi sul mercato delle materie prime e da parte delle valute più importanti contro l’<strong>USD</strong>, ci sono segnali tali da far ritenere che l’<strong>avversione al rischio </strong>da parte degli investitori internazionali sia ancora piuttosto alta. Basti pensare ai recenti rialzi dei <strong>rendimenti dei titoli di stato USA</strong>, al <strong>rafforzamento di oro e argento</strong>, ai <strong>record</strong> fatti registrare dal <strong>Franco svizzero (CHF)</strong> e al comportamento delle <strong>coppie Forex</strong> che includono lo <strong>Yen giapponese (JPY)</strong>, molto spesso vicine al record al ribasso.<br />
Sul <strong>mercato Forex</strong> la <strong>debolezza dell’USD</strong> potrebbe essere sfruttata per comprare la valuta statunitense, soprattutto contro monete legate all’andamento delle materie prime, come il <strong>Dollaro australiano (AUD)</strong> o <strong>quello neozelandese (NZD)</strong>.<br />
Nello specifico potrebbero indicare un <strong>trend ribassista dell’USD</strong> il fatto che la <strong>coppia EUR/USD</strong> vada oltre il valore 1,4350-70, la <strong>GBP/USD</strong> oltre 1,6520-50, la <strong>USD/JPY</strong> sotto 80,00-30 e l’<strong>indice del Dollaro USA </strong>sotto 74,55.</p>
<p>Per quanto riguarda l’<strong>EUR </strong>sarà fondamentale valutare i <strong>dati macroeconomici</strong> che saranno diffusi a Giugno. In particolare sarà interessante valutare come la moneta comunitaria uscirà a seguito della pubblicazione dei dati dei <strong>nuovi stress tests riguardanti il sistema bancario Europeo</strong> e la situazione della <strong>crisi greca</strong>, che a Giugno potrebbe subire una svolta negativa.<br />
In merito agli <strong>stress tests</strong>, effettuati con parametri più stringenti della volta precedente, c’è molta preoccupazione per la <strong>situazione della Spagna</strong>, il cui sistema bancario potrebbe essere messo in seria discussione, chiamando il Paese ad affrontare una crisi simile a quella che ha costretto l’<strong>Irlanda</strong> a ricorrere agli aiuti di <strong>UE</strong> e <strong>FMI</strong>.<br />
L’<strong>EUR</strong> resterà dunque sotto pressione fino alla pubblicazione di questi dati. Una volta resi noti, l’eventuale quotazione <strong>EUR/USD</strong> sotto il livello 1,4040 potrebbe indicare un <strong>trend ribassista</strong>.</p>
<p>La settimana è stata molto positiva per il <strong>Franco svizzero (CHF)</strong>, che è arrivato al <strong>massimo storico contro l’EUR </strong>ed ha <strong>sfiorato il record anche contro la Sterlina britannica (GBP)</strong>. Chiaramente questa forza del <strong>CHF</strong> si può spiegare con la difficile situazione dell’<strong>Eurozona</strong> dovuta alla crisi greca, ma anche con almeno altri due fattori.<br />
Il primo è l’invito del <strong>FMI</strong> alla <strong>Swiss National Bank</strong> ad <strong>alzare i tassi di interesse ufficiali</strong>, ritenuti a livelli troppo bassi vista la situazione dell’economia svizzera.<br />
Il secondo è da ricercarsi nell’<strong>incremento delle esportazioni </strong>fatto registrare in Aprile (+7,9%).</p>
<p>Spostandosi in <strong>Canada</strong>, non si può fare a meno di notare come il <strong>Dollaro canadese (CAD)</strong> sia stata l’unica valuta tra le 10 più importanti a perdere contro l’<strong>USD</strong>. Le cause di questa debolezza possono essere individuate nella pubblicazione dei dati sull’<strong>inflazione</strong> di Aprile, salita solo dello 0,3% contro lo 0,5% delle attese, e da quelli sulle <strong>vendite al dettaglio</strong> di Marzo, calate dello 0,5% contro l’attesa di un aumento dello 0,9%. A influire negativamente sul <strong>CAD</strong> ci hanno pensato anche i dati provenienti dagli <strong>USA</strong>, relativi soprattutto alla <strong>richiesta di sussidi alla disoccupazione</strong> e alle <strong>vendite di case in costruzione.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #33cccc;"><strong>CALENDARIO ECONOMICO DELLA SETTIMANA DAL 30 MAGGIO AL 5 GIUNGO 2011</strong></span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La prossima settimana</strong> il <strong>calendario economico in ottica Forex</strong> presenta alcuni importanti appuntamenti, che abbiamo diviso per Paese (o zona) e, di conseguenza, per relativa valuta sul mercato internazionale dei cambi.</p>
<p><span style="color: #33cccc;"><strong>Stati Uniti (USD)</strong></span></p>
<p><strong>Martedì:</strong> indice del prezzo delle case, PMI di Chicago di Maggio, indice della fiducia dei consumatori</p>
<p><strong>Mercoledì:</strong> spesa nel settore delle costruzioni, indice ISM manifatturiero di Maggio, vendite di veicoli di Maggio</p>
<p><strong>Giovedì:</strong> richiesta di sussidi alla disoccupazione, produttività dei settori non agricoli del primo trimestre 2011, ordini industriali di Aprile</p>
<p><strong>Venerdì:</strong> rapporto sull’occupazione di Maggio, indice ISM composto del settore non manifatturiero</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #33cccc;"><strong>Eurozona (EUR)</strong></span></p>
<p><strong>Martedì:</strong> vendite al dettaglio in Germania, disoccupazione di Maggio</p>
<p><strong>Mercoledì:</strong> indice PMI manifatturiero di Maggio in Germania, discorso del Presidente della BCE Trichet</p>
<p><strong>Venerdì:</strong> indice PMI dei servizi di Maggio in Germania</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #33cccc;"><strong>Regno Unito (GBP)</strong></span></p>
<p><strong>Mercoledì:</strong> indice PMI manifatturiero di Maggio, credito al consumo di Aprile</p>
<p><strong>Giovedì:</strong> indice PMI del settore delle costruzioni di Maggio</p>
<p><strong>Venerdì:</strong> indice PMI dei servizi di Maggio</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #33cccc;"><strong>Giappone (JPY)</strong></span></p>
<p><strong>Martedì:</strong> dati sull’occupazione di Aprile, produzione di veicoli, costruzione di case nuove</p>
<p><strong>Mercoledì:</strong> vendite di veicoli di Maggio</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #33cccc;"><strong>Canada (CAD)</strong></span></p>
<p><strong>Lunedì:</strong> PIL di Marzo, PIL del primo trimestre 2011</p>
<p><strong>Martedì:</strong> indice dei prezzi dei prodotti industriali di Aprile, indice delle materie prime, decisione della BOC sui tassi ufficiali di interesse</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #33cccc;"><strong>Nuova Zelanda e Australia (NZD e AUD)</strong></span></p>
<p><strong>Lunedì: </strong>bilancia commerciale di Aprile in Nuova Zelanda</p>
<p><strong>Martedì:</strong> indice NBNZ della fiducia negli affari in Nuova Zelanda, credito nel settore privato in Australia</p>
<p><strong>Mercoledì:</strong> indice dei prezzi delle materie prime di Maggio in Nuova Zelanda, PIL del primo trimestre 2011 in Australia, indice RBA delle materie prime di Maggio in Australia</p>
<p><strong>Giovedì:</strong> bilancia commerciale di Aprile in Australia, vendite al dettaglio in Australia</p>
<p><strong>Venerdì:</strong> concessioni edilizie di Aprile in Nuova Zelanda</p>
<p><span style="color: #33cccc;"><strong>Cina (CNY)</strong></span></p>
<p><strong>Mercoledì:</strong> indice PMI manifatturiero di Maggio</p>
<p><strong>Venerdì:</strong> indice PMI non manifatturiero di Maggio</p>

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		<title>Forex: le dichiarazioni di Juncker affossano la coppia EUR/USD, dati macro USA deludono le attese</title>
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		<pubDate>Fri, 27 May 2011 09:46:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cris</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri sul mercato Forex la coppia EUR/USD è tornata a essere scambiata al di sotto di 1,41, soprattutto a causa delle dichiarazioni del presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, riguardanti la crisi del debito greco. Infatti Juncker ha detto che il FMI potrebbe decidere di non rinnovare gli aiuti economici alla Grecia previsti nella tranche del mese [...]<hr>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sul <strong>mercato Forex</strong> la <strong>coppia EUR/USD</strong> è tornata a essere scambiata al di sotto di 1,41, soprattutto a causa delle dichiarazioni del <strong>presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker</strong>, riguardanti la <strong>crisi del debito greco</strong>. Infatti <strong>Juncker</strong> ha detto che il <strong>FMI</strong> potrebbe decidere di non rinnovare gli aiuti economici alla Grecia previsti nella tranche del mese prossimo, qualora il Governo di Atene non dovesse riuscire a fornire le necessarie garanzie per i prossimi 12 mesi. In tal caso il fardello del <strong>piano di salvataggio</strong> sarebbe totalmente a carico dell’<strong>UE</strong> all’interno della quale, si sa, sempre meno Stati sono disposti a continuare a salvare Paesi periferici in difficoltà.</p>
<p><span id="more-2247"></span></p>
<p>Sul fronte dei <strong>dati macroeconomici</strong>, il <strong>Dipartimento del Commercio</strong> americano ha confermato la crescita del <strong>PIL</strong> del primo trimestre 2011 all’1,8%, dato inferiore alle attese degli economisti, che si attendevano un aumento del 2% e al di sotto anche del precedente rilevamento.<br />
Sempre negli <strong>Stati Uniti</strong> è stato diffuso il dato relativo alle <strong>richieste di sussidi di disoccupazione</strong> della scorsa settimana, salite a 424.000, contro le attese di 400.000.<br />
Entrambi i dati confermano quanto anticipato dalla <strong>Fed</strong> in merito a un <strong>rallentamento della ripresa economica.</strong></p>

<p>Sul <strong>mercato delle materie prime</strong>, da sottolineare il calo del <strong>prezzo del petrolio WTI</strong>, arrivato a toccare quota 100,16$ al barile, mentre sale ancora l’<strong>oro</strong>, scambiato a 1.520$ l’oncia.</p>
<p>La <strong>Borsa italiana</strong> ha chiuso la seduta in <strong>ribasso</strong>, sia a causa delle parole di <strong>Juncker</strong> che per la lettura dei dati macro statunitensi. In particolare sono risultati in calo i bancari, oltre a Lottomatica, che ha lasciato sul campo il 3,59%.<br />
<strong>In rosso</strong> anche le <strong>Borse europee</strong>, con la sola eccezione di Londra, con l’Ftse 100 che ha chiuso a +0,18%.<br />
<strong>Positiva Wall Street</strong>, dopo aver assorbito i dati su <strong>PIL</strong> e <strong>richieste di sussidi di disoccupazione</strong>, sostenuta dai rialzi di Microsoft (+2%) e da risultati societari positivi da parte di importanti aziende, fra cui Tiffany e Guess.</p>
<p><strong>Sul fronte obbligazionario</strong>, l’andamento positivo del  mercato secondario italiano ha confermato che l’outlook negativo dell’agenzia di rating <strong>Standard &amp; Poor’s</strong> non ha influenzato eccessivamente le richieste di titoli di stato italiani a breve. Infatti il Tesoro ha collocato circa 8 miliardi di euro di <strong>Bot</strong> con scadenza a 6 mesi (rendimento a 1,657%) e 2 miliardi di <strong>Ctz</strong> con rendimento del 2,852%. Entrambi i valori di rendimento sono di poco inferiori a quelli del mese precedente. Si allarga, seppur di poco, il <strong>differenziale fra i tassi decennali italiani e tedeschi</strong>, arrivando attorno a 166. A pesare, ancora una volta, sono state le parole di <strong>Juncker</strong>.<br />
<strong>Sul fronte USA</strong>, i titoli di stato hanno praticamente annullato le perdite e sono tornati in positivo nonostante la diffusione di <strong>dati macro</strong> non certo esaltanti. Il <em>benchmark</em> per il titolo decennale sale al 3,12%, mentre il trentennale sale al 4,28%.</p>

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		<title>Forex e dati macroeconomici: crollano gli ordini di beni durevoli USA, materie prime e bancari trascinano le Borse</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 09:29:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cris</dc:creator>
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<p><span id="more-2241"></span></p>
<p>Dal punto di vista dei <strong>dati macroeconomici</strong>, di particolare rilevanza il <strong>crollo degli ordinativi di beni durevoli USA</strong>, che in Aprile hanno registrato una flessione del 3,6%, mentre ci si attendeva un aumento dello 0,6%. Tale calo è da imputarsi per la maggior parte alla diminuzione di ordini per motoveicoli e aerei. Da sottolineare come il Dipartimento del Commercio statunitense abbia rivisitato il dato sugli <strong>ordini di beni durevoli </strong>di Marzo, attestatosi al 4,4%, dopo il 2,6% segnalato in via preliminare.</p>

<p>Per quanto riguarda le <strong>Borse</strong>, in Italia l’<strong>indice FTSEMib </strong>ha messo a segno un rialzo dell’1,13%, trascinato dai titoli bancari, con Banca Intesa SanPaolo, Ubi Banca e UniCredit in particolare evidenza. Bene anche Fiat, dopo le precisazioni dell’Amministratore Delegato <strong>Marchionne</strong> relative alla data del consolidamento di Chrysler, che partirà dal 1° Giugno 2011.<br />
In <strong>Europa</strong> l’indice <strong>EURO STOXX50</strong> ha registrato un rialzo dello 0,56%.<br />
Negli <strong>Stati Uniti</strong> gli indici sono stati trascinati al rialzo dai settori legati alle materie prime, i cui prezzi sono risultati in aumento diffuso. Da segnalare il calo di oltre il 3% di <strong>AIG</strong>, dopo la vendita di circa 200 milioni di azioni da parte del Tesoro USA, che ora detiene il 77% della compagnia assicurativa e non più il 92%.</p>
<p>Sul <strong>mercato obbligazionario</strong>, il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha previsto la collocazione di 8,5 miliardi di Euro nell’asta del prossimo 30 Maggio, durante la quale verranno offerti  titoli a medio-lungo termine.<br />
Brutte notizie per <strong>Enel</strong>, il cui <em>outlook</em> è stato rivisto al ribasso dall’agenzia di rating <strong>Standard &amp; Poor’s</strong>, dopo che nei giorni scorsi anche il debito pubblico e le principali banche italiane avevano subito lo stesso trattamento da parte di <strong>S&amp;P</strong>.</p>

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		<title>Rapporto settimanale Forex: venerdì nero per l’EUR dopo il nuovo downgrade del rating della Grecia, tiene l’USD</title>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2011 09:03:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cris</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2234" title="Rapporto Forex: settimana dal 16 al 22 Maggio 2011" src="http://online-forex-trading.it/wp-content/uploads/2011/05/Maggio-16222011.png" alt="Rapporto Forex: settimana dal 16 al 22 Maggio 2011" width="150" height="166" />Durante la settimana che si è appena conclusa (dal 16 al 22 Maggio 2011) sul <strong>mercato Forex</strong> l’<strong>Euro (EUR) </strong>ha tentato un recupero dopo le pressioni cui è stato sottoposto la scorsa settimana, dovendo sempre fare i conti con la <strong>crisi del debito sovrano della Grecia</strong>. Proprio in merito alle difficoltà del Paese ellenico, in settimana si sono susseguite voci riguardanti una <strong>revisione</strong> del piano di aiuti concessi e quelle di una nuova <strong>ristrutturazione del debito</strong>, ipotesi questa poco gradita alla <strong>BCE</strong>. Il risultato è stato che sul <strong>Forex</strong> si sono avute massicce vendite di posizioni in <strong>EUR</strong>, soprattutto nelle giornata di venerdì, a seguito del <strong>downgrade della Grecia </strong>di 3 punti da parte di <strong>Fitch</strong>, che ha portato il rating da <strong><em>BB+</em></strong> a <strong><em>B+</em></strong>. <strong>Fitch</strong> ha inoltre precisato che qualsiasi mossa che potrebbe essere fatta per prolungare la durata del prestito obbligazionario concesso alla <strong>Grecia</strong> sarà vista come una evento verso un <strong>nuovo default</strong>.</p>
<p><span id="more-2233"></span></p>
<p>A peggiorare la situazione greca ci ha pensato anche il rifiuto da parte <strong>Norvegia</strong>, <strong>Islanda</strong> e <strong>Liechtenstein</strong> di concedere eventuali nuovi aiuti economici, decisione dovuta alla gestione, definita “poco trasparente”, dei fondi finora messi a disposizione per salvare il Paese ellenico.</p>
<p>In particolare le vendite di <strong>EUR</strong> hanno portato la <strong>coppia Forex EUR/CHF</strong> ad avvicinarsi al minimo storico di sempre, posto a 1,24, livello che potrebbe essere varcato la prossima settimana. Probabile che anche la <strong>coppia EUR/AUD</strong> sia destinata a varcare il minimo storico di 1,2925. Pur essendo riuscito a chiudere su livelli più alti rispetto alla scorsa settimana contro <strong>USD, GBP</strong> e <strong>JPY</strong>, è possibile che la moneta unica europea nei prossimi giorni di contrattazioni perda anche contro queste tre valute. Attenzione anche al possibile nuovo record della coppia <strong>XAU/EUR</strong>, con l’<strong>oro</strong> che potrebbe apprezzarsi notevolmente contro l’<strong>Euro</strong>.<br />
</p>
<p>Praticamente invariate le quotazioni dell’<strong>USD</strong>, favorite dal <strong>consolidamento diffuso dei mercati delle materie prime.</strong> La pubblicazione dei rapporti della riunione del <strong>FOMC</strong> della <strong>Fed</strong> dello scorso 26-27 Aprile ha fornito alcuni considerevoli spunti di riflessione. Innanzitutto alcuni membri hanno dichiarato la propria disponibilità a un nuovo piano di <strong>alleggerimento quantitativo</strong> solo nel caso in cui si dovesse verificare un significativo cambio nelle previsioni economiche o dovessero emergere importanti rischi delle stesse. Inoltre pochi membri hanno fatto notare che le previsioni relative all’<strong>inflazione</strong> e alle <strong>condizioni economiche</strong> potrebbero favorire la <strong>cessazione del piano di stimolo</strong> per l’economia già durante il 2011. Infine alcuni partecipanti alla riunione hanno fatto notare come la cessazione anticipata degli stimoli all’economia potrebbe danneggiare la <strong>ripresa economica</strong> in atto.<br />
Insomma, la strada verso un primo <strong>rialzo dei tassi ufficiali di interesse da parte della Fed</strong> sembra essere ancora lontana, ma non lontanissima.</p>
<p>Nel <strong>Regno Unito</strong> sono stati pubblicati i rapporti dell’ultima riunione della <strong>Bank of England</strong>, dai quali si è ricavato l’andamento della votazione per il <strong>mantenimento dei tassi di interesse allo 0,5%</strong>: 6 a 3. Tra i favorevoli all’aumento, <strong>Sentance</strong> vedrebbe di buon occhio un rialzo di 50 punti base, mentre Dale e Weale riterrebbero più corretto un rialzo di 25 punti base.</p>
<p>In settimana la <strong>Bank of Japan</strong> ha votato a favore del <strong>mantenimento dei tassi di interesse tra lo 0% e lo 0,1%</strong>, facendo notare come l’economia giapponese andrà incontro a un periodo di forte pressione, dovuta agli effetti del terribile terremoto che ha devastato parte del Paese. Tuttavia le banche si attendono un moderato recupero dell’economia a partire della seconda metà dell’anno fiscale in corso. In considerazione delle sfide che il Paese dovrà affrontare, la <strong>Banca Centrale del Giappone</strong> ha ritenuto di non dover attuare ulteriori <strong>misure di stimolo</strong> oltre a quelle già in atto dallo scorso Aprile.</p>
<p>Infine in <strong>Australia</strong> la <strong>Reserve Bank of Australia</strong> ha sottolineato come, in caso di evoluzione delle condizioni economiche in linea con le previsioni, sarà inevitabile un <strong>rialzo dei tassi di interesse</strong>, senza però specificare nulla in merito alle tempistiche. Attenzione all’andamento del <strong>Dollaro australiano (AUD)</strong> nel breve periodo, che dovrebbe essere strettamente legato a quello del <strong>prezzo dell’oro</strong> e a possibili cali dello stesso, dopo essersi consolidato attorno ai 1.500$ l’oncia.</p>
<h3><span style="color: #33cccc;"><strong>CALENDARIO ECONOMICO DELLA SETTIMANA DAL 16 AL 22 MAGGIO 2011</strong></span></h3>
<p><strong>La prossima settimana</strong> il <strong>calendario economico in ottica Forex</strong> presenta alcuni importanti appuntamenti che potrebbero influire sulle quotazioni delle valute dei Paesi ai quali si riferiscono.</p>
<p><span style="color: #33cccc;"><strong>Lunedì </strong></span>attenzione concentrata sul valore dell’indice dei direttori d’acquisto (PMI) dell’<strong>Eurozona</strong>.</p>
<p><span style="color: #33cccc;"><strong>Martedì</strong> </span>verrà reso noto il dato finale sul PIL della <strong>Germania</strong> e quello dell’indice Ifo, che misura la fiducia delle imprese tedesche, mentre dagli <strong>Stati Uniti</strong> giungerà l’indicatore delle vendite di case nuove.</p>
<p><span style="color: #33cccc;"><strong>Mercoledì</strong> </span>sarà la volta della diffusione dei rapporti riguardanti l’ultima riunione della <strong>Bank of Japan</strong>, del valore del PIL del <strong>Regno Unito</strong> e di quello riguardante i beni durevoli negli <strong>Stati Uniti</strong>.</p>
<p><span style="color: #33cccc;"><strong>Giovedì</strong> </span>si conoscerà il valore della bilancia commerciale e dell’occupazione in <strong>Svizzera</strong>, oltre al numero di richieste di sussidi di disoccupazione e al dato (rivisto) sul PIL degli <strong>Stati Uniti</strong>.</p>
<p><span style="color: #33cccc;"><strong>Venerdì</strong> </span>la settimana si chiuderà con la comunicazione del PIL del <strong>Giappone</strong>, dell’andamento dei prezzi delle case nel <strong>Regno Unito</strong>, dell’indice KOF della <strong>Svizzera</strong>, delle entrate e delle spese personali e delle vendite di case in costruzione negli <strong>USA</strong>.</p>

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		<title>Forex e dati macroeconomici: EUR stabile vs USD, crisi della Grecia e futuro del FMI rallentano il mercato obbligazionario</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 09:56:51 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sul <strong>mercato Forex</strong> l’<strong>Euro (EUR)</strong> contro il <strong>Dollaro USA (USD) </strong>ha mantenuto i<strong> </strong>livelli toccati rispetto al valore minimo delle ultime sette settimane di scambi, chiudendo a 1,4315.</p>
<p>Dal punto di vista dei <strong>dati macroeconomici</strong>, i più importanti sono giunti dagli <strong>Stati Uniti</strong>. Infatti l’<strong>indice Philadelphia Fed (</strong>noto anche come Philly Fed), che misura l’andamento del settore manifatturiero nell’area di Philadelphia, è arrivato a 3,9, un valore decisamente più basso rispetto a quello del mese precedente (18,5) e assolutamente inatteso, visto che le previsioni andavano nel senso di una crescita di 20 punti.<br />
Anche il <strong>superindice USA di Aprile</strong> è risultato in calo dello 0,3% su base mensile, mentre gli analisti si attendevano un aumento dello 0,1%.<br />
Leggermente inferiore alle attese il dato sulle <strong>vendite di case esistenti di Aprile</strong>, che ha raggiunto i 5,5 milioni di USD, contro i 5,2 milioni previsti.<br />
<span id="more-2223"></span></p>
<p>Sui <strong>mercati azionari</strong>, gli indici delle più importanti <strong>Borse europee</strong> e quello di <strong>Wall Street</strong> sono risultati in aumento. In particolare in <strong>Italia</strong> i listini sono stati trascinati dai <strong>titoli energetici e bancari</strong>, seppur con qualche eccezione come nel caso di BPM. Negli <strong>Stati Uniti</strong> da segnalare la performance al debutto di <strong>Linkedin</strong>, network di scambio di informazioni, idee e opportunità tra professionisti, che è risultato in aumento del 109,4%.<br />
</p>
<p>Sul <strong>mercato obbligazionario</strong> si sono registrati <strong>pochi scambi</strong>, dal momento che gli investitori internazionali sono in attesa di capire cosa succederà in <strong>Grecia</strong> in merito alla <strong>ristrutturazione del debito</strong> e quale sia il <strong>futuro del FMI</strong>, visti i problemi con la giustizia americana di <strong>Dominque Strauss-Kahn</strong>, ormai ex direttore del Fondo Monetario Internazionale.<br />
L’asta che ha riguardato i <strong>titoli di stato spagnoli (Bonos) a 30 e 10 anni</strong> non è stata in linea con le attese e con le precedenti aste. La domanda è stata di certo più debole, dal momento che continuano a pesare le incertezze determinate dalla <strong>ristrutturazione</strong> che dovrà riguardare l’intero sistema bancario della Spagna.<br />
Sostanzialmente gli <strong>spread</strong> sono rimasti invariati, anche se bisogna sottolineare il leggero rialzo del <strong>rendimento dei titoli di stato decennali USA</strong>, che si è attestato al 3,18%.</p>

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		<title>Forex e dati macroeconomici: rimbalzo tecnico dell’EUR vs USD, salgono i prezzi delle materie prime</title>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 10:00:56 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sul <strong>mercato Forex</strong> l’<strong>Euro (EUR)</strong> ha proseguito nel rimbalzo tecnico dei giorni scorsi nei confronti del <strong>Dollaro USA (USD)</strong>. Infatti il supporto chiave a 1,405 ha tenuto e il rimbalzo si è confermato nell’area di valori compresa tra 1,425 e 1,43.</p>
<p>Guardando al <strong>mercato delle materie prime</strong>, ieri c’è stato un <strong>generale recupero</strong> sui mercati internazionali. In particolare l’<strong>oro</strong> è rimbalzato da 1.486$ a 1.495$ l’oncia, favorito soprattutto dal <strong>recupero dell’EUR</strong> e dal permanere dell’incertezza su principali mercati azionari d’Europa.<span id="more-2216"></span><br />
Anche il <strong>prezzo del petrolio</strong> è salito notevolmente, chiudendo a 100$ al barile, contro i 96$ della chiusura precedente. Questa crescita è spiegabile sia guardando alle scorte di greggio, ormai stabili dopo una fase di crescita, sia considerando l’accelerazione che si è avuta nell’uso della capacità produttiva delle raffinerie degli Stati Uniti. La crescita del <strong>prezzo del petrolio greggio</strong> ha favorito la <strong>Borsa di Wall Street</strong>, che ha beneficiato dell’andamento positivo dei titoli energetici.<br />
La <strong>crescita dei prezzi delle materie prime</strong> ha fatto da sostegno alle <strong>Borse europee</strong>, con i titoli minerari che si sono comportati molto bene.</p>

<p>Sul fronte dei <strong>dati macroeconomici</strong> le notizie più importanti si sono avute dalla <strong>Gran Bretagna</strong>. Infatti le <strong>richieste di sussidi di disoccupazione</strong> di Aprile 2011 sono aumentate di 12.000 unità, mentre ci si attendeva un dato sostanzialmente piatto. In calo invece la disoccupazione, che a Marzo ha fatto registrare un -7,7%. Sono stati pubblicati anche i <strong>rapporti dell’ultima riunione della Bank of England</strong>, che hanno evidenziato una votazione di 6 voti a 3 in favore del mantenimento dei tassi di interesse allo 0,5%. La Sterlina <strong>inglese (GBP)</strong> è risultata perciò in difficoltà sia contro l’<strong>USD</strong> che contro lo <strong>JPY</strong>.</p>
<p>Sul <strong>mercato obbligazionario</strong> continua a dominare la preoccupazione per la <strong>nuova crisi della Grecia</strong>. E’ probabile che il <strong>Governo di Atene</strong> ottenga un riscadenzamento per ristrutturare il proprio debito sovrano, ma nel frattempo <strong>lo spread a 10 anni dei titoli di stato della Grecia contro il Bund tedesco</strong> continua a salire, tanto che, nella sola giornata di ieri, è aumentato di 15 punti base.<br />
I <strong>titoli di stato italiani</strong> e quelli <strong>spagnoli</strong> hanno mantenuto i differenziali contro il Bund sostanzialmente invariati, a 163 punti base e 221 punti base rispettivamente.<br />
Da notare come il <strong>rendimento del Bund a 10 anni</strong> continui a mantenersi al 3,10%, nonostante la forza dell’economia tedesca e il recente aumento dell’inflazione del 2,9% . E’ possibile che tali livelli bassi diventeranno alla lunga insostenibili, in considerazione della situazione del debito pubblico della Grecia e di una possibile espansione della crisi ad altri Stati periferici europei.</p>

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		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 15:15:56 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://online-forex-trading.it/wp-content/uploads/2011/04/Aprile-040102011.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2085" title="Rapporto Forex: settimana dal 4 al 10 Aprile 2011" src="http://online-forex-trading.it/wp-content/uploads/2011/04/Aprile-040102011.png" alt="Rapporto Forex: settimana dal 4 al 10 Aprile 2011" width="150" height="166" /></a>Il <strong>mercato Forex</strong> di questa settimana  (dal 4 al 10 aprile 2011) è stato caratterizzato dalla <strong>debolezza di Dollaro USA (USD) e Yen giapponese (JPY)</strong>. In entrambi i casi le difficoltà sono scaturite a seguito delle attività di <strong><em>carry trading</em></strong> da parte degli investitori internazionali. Si è invece comportato molto bene il <strong>mercato delle materie prime</strong>, con particolare riferimento al prezzo dell’<strong>oro</strong>, che ha toccato il nuovo massimo storico a 1.476,4$ l’oncia, e a quello del <strong>petrolio greggio</strong>, andato oltre quota 110$ al barile e che ora sembra puntare verso i 120$.</p>
<p><span id="more-2082"></span></p>
<p>L’<strong>USD</strong> ha sofferto in particolare a causa dei problemi legati all’approvazione della <strong>legge Finanziaria</strong>, il cui blocco avrebbe comportato la sospensione della fornitura dei servizi non essenziali da parte del Governo Federale statunitense. Invece, in extremis, si è raggiunto un accordo, del quale dovrebbe beneficiare anche la quotazione sul <strong>Forex</strong> del <em>biglietto verde</em> già dall’inizio della prossima settimana.</p>

<p>La cause della debolezza dello <strong>JPY</strong> sono da ricercarsi anche nella decisione della <strong>Bank of Japan</strong> di non alzare i <strong>tassi ufficiali di interesse</strong>, ai minimi storici attorno allo 0%, annunciando contemporaneamente l’intenzione di attuare un nuove misure per stimolare l’economia  nel post-terremoto. In particolare è stata annunciata la volontà di concedere <strong>prestiti per circa 1 trilione di JPY per favorire la ripresa delle attività produttive</strong> nelle zone più colpite dalla catastrofe naturale.</p>
<p>La settimana è stata caratterizzata anche dal tanto atteso quanto annunciato <strong>rialzo dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea</strong>. La <strong>BCE</strong> ha infatti portato il <strong>tasso di rifinanziamento principale all’1,25%</strong>, con un rialzo di 25 punti base rispetto al valore precedente, il primo dal luglio 2008. La decisione è stata presa per contrastare la crescente <strong>inflazione nell’Eurozona</strong>. Nel comunicato seguito a questa decisione, <strong>Jean-Claude Trichet</strong>, presidente della <strong>Banca Centrale Europea</strong>, non ha lasciato margini per ulteriori rialzi nei prossimi mesi, anche se molti si aspettano almeno un altro rialzo prima della fine del 2011.<br />
Il giorno prima del rialzo dei tassi ufficiali da parte della <strong>BCE</strong>, il <strong>Portogallo</strong> aveva chiesto <strong>aiuto all’Unione Europea</strong>, esattamente come accaduto in passato con <strong>Irlanda</strong> e <strong>Grecia</strong>. La richiesta di aiuti economici da parte del Governo di Lisbona era comunque attesa dai mercati, tanto che l’<strong>Euro (EUR) </strong>non ha patito particolari cali sul <strong>Forex</strong> per questo motivo.</p>
<p>Dalla diffusione dei resoconti relativi alla riunione dello scorso marzo del <strong>FOMC</strong>, il Comitato della <strong>Fed</strong> che si occupa della <strong>politica monetaria USA</strong>, si è appreso di una certa divisione tra i membri riguardante l’opportunità o meno di continuare nell’attuazione di <strong>misure di stimolo all’economia</strong>. In particolare verrà posta molta attenzione nei confronti della crescita dell’<strong>inflazione</strong>, dopo gli aumenti dei prezzi di generi alimentari ed energia evidenziati dalle ultime proiezioni stilate lo scorso gennaio. L’aumento dei prezzi, per ora, viene considerato solo a breve termine, ma il <strong>FOMC</strong> si è detto pronto a intervenire con adeguate contromisure nel caso in cui il trend rialzista dovesse proseguire nel lungo periodo.</p>
<p>Come nelle attese degli investitori, la <strong>Reserve Bank of Australia</strong> a lasciato <strong>invariati i tassi di interesse al 4,75%</strong>, ritenendo l’attuale politica monetaria “appropriata” alla situazione economica in corso. I toni del comunicato che ha fatto seguito alla decisione sono rimasti sostanzialmente gli stessi rispetto alla precedente riunione della <strong>RBA</strong>. E’ stato espresso anche un parere riguardante il possibile impatto sull’economia asiatica del terremoto che ha colpito il Giappone, ritenendo che le conseguenze saranno limitate.</p>
<h3><span style="color: #33cccc;"><strong>CALENDARIO MACROECONOMICO DELLA SETTIMANA DALL’11/04/2011 al 17/04/2011</strong></span></h3>
<p><strong>La prossima settimana il calendario macroeconomico </strong>presenta alcuni importanti appuntamenti che potrebbero finire per influenzare le quotazioni della varie monete sul <strong>Forex</strong>.<br />
Il <strong>Dollaro USA</strong> potrebbe recuperare leggermente il terreno perso la scorsa settimana nei primi giorni della prossima, già a partire da lunedì, ma il <strong>trend ribassista dovrebbe continuare</strong>, soprattutto perché sono attesi discorsi non molto incoraggianti sullo stato dell’economia USA da parte di alcuni membri della <strong>Federal Reserve</strong>. Durante la settimana verranno rilasciate molte statistiche relative all’economia statunitense, che non dovrebbero tuttavia influenzare più di tanto le quotazioni dell’<strong>USD </strong>sul <strong>Forex</strong>.<br />
<strong>Martedì</strong> sarà importante valutare i dati riguardanti l’<strong>inflazione nel Regno Unito</strong>, in vista di possibili rialzi dei <strong>tassi di interesse</strong> da parte della <strong>Bank of England</strong> nel secondo trimestre 2011. Nello stesso giorno si riunirà la <strong>Bank of Canada</strong> per decidere in merito ai <strong>tassi di interesse</strong>, che dovrebbero rimanere invariati all’1,00%.<br />
<strong>Mercoledì</strong> giungeranno i dati relativi alla <strong>produzione industriale nell’Eurozona</strong>, ai <strong>prezzi alla produzione in Svizzera </strong>e allo <strong>stato del mercato del lavoro nel Regno Unito</strong>.<br />
<strong>Giovedì</strong> sarà la volta delle <strong>vendite di prodotti manifatturieri in Canada</strong> e dell’<strong>indice ZEW in Svizzera</strong>.<br />
Infine <strong>venerdì</strong> i dati più significativi giungeranno dalla <strong>Cina</strong> e potrebbero influenzare, in senso positivo o negativo, la <strong>propensione al rischio</strong> da parte degli investitori internazionali. Da Pechino giungeranno infatti le statistiche riguardanti <strong>inflazione</strong> e <strong>PIL</strong>.<br />
</p>
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