Articoli marcati con tag ‘nzd’
Forex, rapporto settimanale: le Banche Centrali sostengono EUR, CHF, USD e JPY, è passata la bufera?
Non solo in questa ultima settimana (dall’8 al 14 Agosto 2011), ma anche nella precedente si è assistito a importanti interventi delle banche centrali a difesa, di volta in volta, dell’Euro (EUR), del Dollaro USA (USD), del Franco svizzero (CHF) e dello Yen giapponese (JPY), tutte valute messe in seria difficoltà dai recenti sviluppi dell’economia mondiale.
Nella passata settimana si è così vista la BCE intervenire a sostegno di Spagna e Italia, alle prese con problemi seri legati al debito pubblico. In questo modo i rendimenti dei titoli di stato a 10 anni dei due Paesi dell’Eurozona sono scesi di nuovo sotto la soglia del 5%.
La Fed statunitense ha dato il proprio contributo annunciando il blocco del tasso ufficiale di interesse attorno allo 0% fino alla metà del 2013, contribuendo in tal modo a dare maggior certezze agli investitori. Tuttavia tale mossa conferma anche la difficoltà della ripresa dell’economia USA e di quella globale.
Anche la Swiss National Bank e la Bank of Japan sono intervenute per cercare di indebolire le rispettive valute sul Forex. Le due banche centrali hanno fatto capire di essere pronte e intervenire ulteriormente e in altro modo per supportare le rispettive economie, prospettiva accolta anche dalla Bank of England.
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Forex, rapporto settimanale: EUR e USD pagano incertezze legate al debito pubblico, salgono JPY, CHF, NZD, AUD e GBP
La settimana che si è appena conclusa (dal 25 al 31 Luglio 2011) ha visto dominare l’incertezza sui mercati globali, a causa dei problemi legati al debito pubblico che stanno attanagliando sia gli Stati Uniti che i Paesi periferici dell’Unione Europea.
A beneficiare di tutta questa situazione sono stati, dal punto di vista del mercato Forex, le valute considerate “sicure”, come lo Yen giapponese (JPY) e soprattutto il Franco Svizzero (CHF), mentre tra le materie prime l’oro ha continuato a crescere. In particolare durante la settimana l’impennata delle quotazioni del CHF contro il Dollaro USA (USD) e l’Euro (EUR) è stata notevole, dal momento che la valuta svizzera è andata oltre il 4% contro l’USD e oltre il 3,7% contro l’EUR.
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Forex, rapporto settimanale: EUR beneficia degli esiti del vertice UE, USD sotto pressione, NZD e AUD sugli scudi
La settimana che si è appena conclusa (dal 18 al 23 Luglio 2011) ha visto al centro dell’attenzione degli investitori internazionali la crisi del debito di alcuni Paesi periferici dell’Eurozona, con la situazione della Grecia in primo piano e le relative misure scaturite dal vertice europeo tenutosi in settimana che hanno contribuito a stabilizzare la situazione della nazione ellenica. L’Euro (EUR) ha quindi tratto vantaggio dall’esito del vertice, recuperando valore verso la fine della settimana, anche se è ancora troppo presto per parlare di un ritorno della fiducia degli investitori, soprattutto perchè la moneta unica europea non si è tenuta al di sotto del livello di resistenza nel breve periodo contro Dollaro USA (USD), Yen giapponese (JPY) e Franco svizzero (CHF). In ogni caso, il leggero aumento della propensione al rischio ha favorito sia il mercato delle materie prime che quello azionario a livello globale.
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Forex, rapporto settimanale: stress test Eurozona ok, preoccupa il deficit USA, CHF e JPY in rialzo, giù EUR e USD
La settimana che si è appena conclusa (dall’11 al 17 Luglio 2011) ha visto al centro dell’attenzione degli investitori internazionali la negoziazione per la revisione del tetto del debito USA e la pubblicazione degli stress tests sulle banche europee.
Negli Stati Uniti, infatti, è proseguito il dialogo tra i leaders del Congresso statunitense e la Casa Bianca, relativo all’innalzamento del tetto del debito e ai tagli alla spesa statale da fare per riportare il deficit entro parametri accettabili. In realtà più che di dialogo sarebbe corretto parlare di discorsi retorici da entrambe le parti, che sembrano rendere sempre più difficile il raggiungimento di un accordo, che deve giungere entro la scadenza tecnica del 2 Agosto. Le soluzioni che si prospettano sembrano andare in 3 diverse direzioni.
La prima vedrebbe una sorta di grande compromesso, che comporterebbe la riduzione del deficit di circa 4 milioni di miliardi di USD in 10 anni, ottenuta attraverso una serie di tagli alle spese dello Stato e un aumento del gettito fiscale.
La seconda comporterebbe una riduzione più contenuta del debito pubblico, attorno a 1,5-2 milioni di miliardi di USD, da raggiungere solo attraverso un taglio delle spese.
La terza lascerebbe invariato il deficit, aumentando però la soglia di tolleranza del rapporto deficit-PIL.
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Forex, rapporto settimanale: scacciato lo spettro di default per la Grecia, EUR forte vs USD, in rialzo CAD, NZD e AUD
Nella settimana che si è appena conclusa (dal 27 Giugno al 3 Luglio 2011) si è assistito a un forte ritorno della propensione al rischio da parte degli investitori internazionali, dovuto principalmente al fatto che la Grecia è riuscita a ottenere la quinta tranche, da circa 12 miliardi di Euro, prevista nel piano di aiuti economici da parte di UE e FMI, evitando così il possibile default.
Questa circostanza ha dato una spinta decisiva ai mercati azionari internazionali in genere, con l’indice Dow Jones della Borsa di New York che ha guadagnato il 5,4% su base settimanale e lo S&P500 il 5,6%.
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Forex, rapporto settimanale: EUR in stand-by, preoccupa il rallentamento della ripresa economica globale
La settimana che si è appena conclusa (dal 6 al 12 Giugno 2011) ha fatto registrare la conferma di un arretramento degli investitori internazionali rispetto a risorse considerate rischiose, quali azioni e materie prime. Del resto i dati macroeconomici pubblicati hanno posto l’accento sul rallentamento della crescita economica anche nei Paesi più sviluppati. Resta da capire se si tratti solo di una circostanza temporanea oppure rappresenti il preludio di un nuovo, ulteriore rallentamento.
Rapporto settimanale Forex: USD sempre debole, EUR sale grazie alla schiarita sulla crisi della Grecia
La settimana che si è appena conclusa (dal 30 Maggio al 5 Giugno 2011) ha visto il Dollaro USA (USD) ancora in sofferenza sul mercato Forex, nonostante alcuni fattori avrebbero dovuto favorire il recupero della valuta statunitense. Primi fra tutti la debolezza dei mercati azionari e dei prezzi delle materie prime.
La debolezza dell’USD è chiaramente attribuibile ai dati macroeconomici che sono giunti in settimana dagli Stati Uniti, risultati deludenti al punto da favorire nuovamente la diffusione di voci riguardanti un nuovo piano di alleggerimento quantitativo (QE3) da parte della Federal Reserve, in modo da dare sostegno all’economia USA. Tali notizie sembrano infondate, ma fino a quando la Fed non chiarirà del tutto la sua posizione in merito a un nuovo alleggerimento quantitativo, resterà alta la pressione sulla valuta statunitense. In tal senso sarà importante il discorso che Ben Bernanke, numero uno della Fed, terrà martedì prossimo.
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